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Categorie: Calendario, Teatro

Appuntamento al Teatro Careni


E’ Teatro. Ancora Teatro. Stagione Teatrale 2016 – 2017 del Teatro Careni di Pieve di Soligo.

Giovedì 10 novembre 2016 – ore 21
LE BETONEGHE
testi e regia di Giovanni Giusto, con Giovanna Digito, a cura di Teatro dei Pazzi di Venezia
Due ore di comicitĂ  veneta ai massimi livelli con le signore Silvana, Renata e Bertilla che con le loro ciĂ cole ci conducono in esilaranti siparietti in luoghi che abitualmente tutti frequentiamo. La spontaneitĂ  delle donne di fronte al nuovo parroco inesperto, l’impazienza all’ufficio postale che le fa inveire contro i mariti, le immancabili maldicenze alle spalle delle amiche o l’irresistibile tentazione di farsi i fatti degli altri, queste sono Le Betoneghe. L’’inserimento di canzoni popolari inedite eseguite dal vivo da Giovanni Giusto e la sua banda in viajo che, oltre ad accompagnare le Betoneghe negli spostamenti da un luogo all’altro, dĂ  vita a dei comici quadretti alle spalle delle protagoniste.

Giovedì 1 dicembre 2016 – ore 21
NATALE IN CASA CUPIELLO
di Eduardo De Filippo, regia di Enzo Rapisarda, a cura di Nuova Compagnia Teatrale di Verona
Natale in casa Cupiello, rappresentata par la prima volta al teatro Kursaal di Napoli nel 1931, è una delle commedie piĂą apprezzate e conosciute del grande Eduardo, che, da acuto osservatore della realtĂ  qual era, seppe cogliere il profondo sentimento che il Natale suscita nel cuore della gente mite. Eduardo volle rappresentare un sognatore sopraffatto, schiacciato dalla cruda realtĂ  intorno a lui. E tale egli è rimasto nell’immaginario collettivo, suscitando, proprio per questa sua ingenuitĂ , tanta comprensione e simpatia. Il presepe, per Luca Cupiello, è un luogo di pace nel quale confida ingenuamente, magari dimenticando che è solo un artificio. Nella didascalia all’inizio del terzo atto, Eduardo descrive così il protagonista: La realtĂ  dei fatti ha piegato come un giunco il provato fisico dell’uomo che per anni ha vissuto nell’ingenuo candore della sua ignoranza. E alla fine, quando ha ottenuto finalmente dal figlio l’apprezzamento per il suo presepe, Luca è preso da una visione, si perde nell’oltre cercando tra le statuine dei pastori quella pace che aveva tanto sognato. C’è, tuttavia, una dignitĂ  nei sogni, che non va mai dimenticata. Il presepe ha nell’immaginario collettivo un’importanza struggente e irrazionale per tutti, anche per i non credenti. In tanti la vigilia di Natale guardano al presepe, aspettando un improbabile prodigio.

Giovedì 12 gennaio 2017 – ore 21
LE BARUFFE CHIOZZOTTE
di Carlo Goldoni, regia di Penzo e Soncin, a cura di Compagnia Teatronovo Chioggia di Chioggia
Allestite subito dopo il Sior Todero brontolon, Le Baruffe Chiozzotte (dette anche sinteticamente Le Chiozzotte), vennero rappresentate nel 1762 ed ebbero, come scrive Goldoni nelle sue memorie, un mirabile effetto e un esito brillantissimo: la commedia venne recitata per sette sere di seguito e replicata due volte ancora prima della fine del carnevale. Oggi Le Baruffe sono unanimemente considerate dalla critica una tra le migliori opere dell’arte goldoniana. La sua fortuna rimase un po’ in ombra fino alla fine dell’Ottocento, soprattutto perché pesava sugli allestitori e sugli attori un dialetto (il chioggiotto) assai difficile e la necessità di offrire una coralità all’esecuzione; era necessario cioè un cast di attori di pari talento, in modo che non ci fosse un primattore o una primattrice che catalizzasse l’attenzione su di sé. Grandiosa la rappresentazione del 1964 diretta da Giorgio Strehler con Carla Gravina, Corrado Pani, Tino Scotti, Ottavia Piccolo, Lina Volonghi e Mario Valdemarin.
L’opera è un unicum nel panorama goldoniano e rappresenta il ritorno ad un mondo popolare, reale, così lontano dal mondo borghese e nobiliare da sembrare perfino irreale, fuori dal mondo. I protagonisti sono gli umili pescatori e le loro mogli. E’ il mondo di coloro che vivono senza pretese di ricchezze pur conservando tutta la loro dignità.

Giovedì 2 febbraio 2017 – ore 21
DON CHISCIOTTE
tragicommedia dell’Arte, di Marco Zoppello (contributo ai dialoghi di Carlo Boso), Interpretazione e Regia Marco Zoppello e Michele Moria, a cura di Stivalaccio Teatro di Venezia
Venezia. Anno 1545.Salgono sul patibolo gli attori Giulio Pasquati, padovano, in arte Pantalone e Girolamo Salimberi, fiorentino, in arte Piombino, accusati di eresia. L’unica speranza per i due attori è l’arrivo dei rinforzi, ovvero i colleghi della Compagnia dei Gelosi corsi dal duca di Mantova per pregarlo di intervenire nella spinosa vicenda. Non resta altro da fare che cercar di prendere tempo nell’unico modo che i due conoscano: recitando una Commedia. Ma non esistono commedie per due soli attori e i nostri sono costretti a ripescare il racconto di un marinaio conosciuto su di una nave spagnola, poco dopo la battaglia di Lepanto: un tal Miguel De Cervantes. Marco Zoppello e Michele Mori interpretano il testo di Cervantes in un contesto metateatrale, mettendo in scena, nelle vesti di due attori della commedia dell’arte, uno spettacolo per salvare le loro vite da una sentenza di morte del tribunale dell’Inquisizione. Con un salto nel futuro, i due attori trasferiscono nel 1545 scene e personaggi del Don Chisciotte di Cervantes, con incredibili effetti comici.

Giovedì 23 febbraio 2017 – ore 21
LE COGNATE
di Michel Tremblay – regia di Daniela Mattiuzzi, a cura di Compagnia Tremilioni Conegliano
Cosa succederebbe se una donna avesse un milione di punti da attaccare sugli album e chiamasse parenti e vicine ad aiutarla nella titanica impresa?La commedia Le cognate è l’esilarante meccanismo di un affollato incollaggio punti con contorno di invidie e facezie. Le casalinghe disperate di Tremblay spettegolano e si accapigliano, appiccicano bollini e sognano lavatrici, in un crescendo di situazioni comiche che coprono baratri di solitudine e dolore. Il testo, scritto nel 1965, negli anni del massimo impulso del consumismo, è considerato il capolavoro della drammaturgia canadese, per lo straordinario equilibrio di comicitĂ  e tragedia, di linguaggio popolare e struttura moderna. Con le sue irresistibili trovate Tremblay sa descrivere con sensibilitĂ  il vuoto esistenziale di vite di donne, piegate dal perbenismo e dal malumore, tutte casa chiesa e centro commerciale. Quindici donne ammaliate dall’implacabile simbolo del consumismo: la raccolta dei punti-premio! E’ lo strumento subdolo e insinuante del marketing che vuole convincerci che tutto è facile e tutto è regalato.

Giovedì 16 marzo 2017 – ore 21
L’AVARO
di Molière, regia di Antonio Sartor, a cura di Compagnia Tremilioni di Conegliano
L’opera è presentata dalla Tremilioni in due atti, con l’eliminazione di alcune scene e personaggi secondari. Le vicende si svolgono a Parigi. Il protagonista indiscusso Arpagone (letteralmente rapace, avido arraffatore) non è solo avaro, come Euclione di Plauto, ma anche usuraio e strozzino, fino a soffocare ogni altro sentimento, anche verso i figli Cleante ed Elisa, che per questo non lo sopportano. La situazione si aggrava quando Arpagone manifesta la sua intenzione di sposare la bella e povera Mariana, amata da Cleante, e di maritare Elisa a un anziano gentiluomo, Anselmo, che l’accetta senza dote. Intanto Cleante ha scoperto nel padre l’usuraio-strozzino a cui si è rivolto per un prestito per poter sposare Mariana. La situazione appare irrisolvibile, quando accade un imprevisto e avviene che…

Info e fonte;
Organizzazione: Compagnia Teatrale Tremilioni Conegliano
Luogo: Teatro Careni Pieve di Soligo (TV) – Inizio spettacoli ore 21,00
Ingresso (posti numerati): Adulti € 12,00 – Ragazzi fino 16 anni e per gruppi di almeno 15 persone € 7,00
Prevendite: c/o Biblioteca Comunale di Pieve di Soligo, Piazza V. Emanuele II, 9 (dalle ore 14.30 alle 18.30; lunedì, mercoledì e sabato dalle ore 8.30 alle 12.30) – Tel. 0438 985382 – biblioteca@comunepievedisoligo.it –
Informazioni: www.pievecultura.it – www.tremilioni.it

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