Paesaggi che cambiano – Spazi Bomben


Paesaggi che cambiano spazi Bomben di Treviso – Rassegna cinematografica dedicata ad Andrea Zanzotto (1921-2011). Mercoledì 12 ottobre alle ore 21, con la proiezione del film Pietra Pesante di Davide Gambino, prende il via negli spazi Bomben di Treviso la nuova edizione della rassegna cinematografica Paesaggi che cambiano, organizzata dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche e dedicata ad Andrea Zanzotto (1921-2011).

La rassegna propone, fra ottobre e dicembre 2016, cinque storie originali, raccontate con sguardi appassionati e innovativi, a volte anche spiazzanti, che ancora una volta, sottolinea la curatrice Simonetta Zanon «testimoniano la vitalità del cinema del reale, in particolare quello italiano, che ci piace sostenere e diffondere e che appare sempre più efficace nell’intercettare e interpretare le trasformazioni dei luoghi, nel contesto dei mutamenti sociali, antropologici e culturali che le determinano. Dalle campagne agrigentine ai boschi del Trentino, dalle steppe del Kazakistan alla laguna veneta e al suo entroterra, dalla Valpolicella ai campi del trevigiano e del ferrarese. Traiettorie solo apparentemente incoerenti fra luoghi distanti – nello spazio e nel tempo – che raccontano paesaggi che cambiano ogni giorno, sotto i nostri occhi. Al centro di tutto, come sempre, ci sono le persone e le loro scelte, gli individui singoli e le comunità che questi luoghi vivono quotidianamente dando loro forma, mobilitandosi per la loro difesa quando necessario, plasmandoli attraverso la meraviglia dell’inventiva artistica o più semplicemente attraverso la cura quotidiana della terra.
Dal dialogo tra arte e natura, tra paesaggio e agricoltura, tra cura e invenzione, possono prendere forma paesaggi più rispondenti alle nostre aspirazioni, a misura nostra e delle generazioni che verranno».

Le proiezioni inizieranno mercoledì 12 ottobre alle ore 21 con il film Pietra pesante di Davide Gambino (Italia, 2012, durata 55’), che sarà presente alla serata.
Lorenzo Reina, dopo il diploma all’Accademia delle Belle Arti di Palermo, ha deciso di tener fede alla promessa fatta al padre e di continuare a occuparsi del suo gregge e delle sue asine. Nella sua Santo Stefano di Quisquina, vicino ad Agrigento, vive la sua vita di artista e di pastore in un mondo apparentemente sospeso nello spazio e nel tempo, tra pecore e sculture, in una Sicilia inconsueta, arcaica e contemporanea al tempo stesso. Nel raccontare il percorso di Lorenzo, dai pascoli alla scultura alla land art, con la costruzione del suo personalissimo Teatro Andromeda, l’autore evoca atmosfere oniriche e da fantascienza e, a tratti, richiama perfino scenari western nei quali colloca il suo cow boy siciliano, perennemente diviso tra cura della terra e degli animali e attività artistica.

La rassegna prosegue mercoledì 26 alle ore 21 con Arte Sella, la città delle idee di Luca Bergamaschi e Katia Bernardi (Italia, 2016, 50’). Interverrà Giacomo Bianchi, presidente di Arte Sella.
A Borgo Valsugana, immerso nel bosco e circondato dalle montagne del Trentino, si trova Arte Sella, museo a cielo aperto nel quale arte e natura convivono in un luogo che tutti gli anni accoglie artisti di fama internazionale chiamati a creare un’opera unicamente con elementi naturali. Nel racconto del film, incentrato sulle figure di Luc Schuiten, visionario architetto belga, di Reiner Gross, artista berlinese, di Emanuele Montibeller, direttore artistico di Arte Sella, e di Floriano, falegname e capo cantiere, emerge chiaramente, tra difficoltà pratiche e sfide creative, l’obiettivo comune di creare opere d’arte con e per la natura, insieme a una riflessione sul concetto di effimero nell’arte e sul delicato equilibrio che lega uomo e natura, arte e paesaggio.

Mercoledì 9 novembre, sempre alle 21, sarà la volta di Nevica d’agosto di Lucilla Tempesti (Italia, 2016, 66’), che interverrà alla serata.
«A Fumane nevica anche d’estate!» titolava negli anni ’60 il quotidiano veronese «l’Arena», raccontando un evento straordinario: in pieno agosto, i tetti della Valpolicella si coprono di quella che sembra neve e invece è la cenere prodotta dal cementificio di Fumane. Questo fatto ispira il titolo del film, la cui narrazione segue le stagioni della valle e ne associa volti e vicende.
Estate: la Valpolicella, i suoi paesaggi, il patrimonio artistico, la sua gente. E poi l’autunno, che porta con sé il cemento, le costruzioni e la trasformazione del paesaggio. L’inverno della Valpolicella racconta invece una lotta contro gli abusi al territorio e la scoperta della possibilità di tradurre questa lotta in trasformazione sociale. Infine, la primavera: lo scontro tra diversi modelli di sviluppo chiama i cittadini a evolversi da individuo a collettività, e invita a sperare nel cambiamento.

Seguirà, mercoledì 23 novembre alle 21, la proiezione del film I sogni del lago salato di Andrea Segre (Italia, 2015, 72’). Il regista interverrà alla serata.
Il Kazakistan oggi vive uno sviluppo che ricorda quello dell’Italia degli anni ’60. Le immagini delle grandi steppe euroasiatiche, degli spazi infiniti e ordinati delle terre post- sovietiche si intrecciano nel film e nella mente dell’autore con le immagini di quell’Italia, tratte dagli archivi dell’ENI – che in Kazakistan gioca un ruolo chiave nella gestione dei giacimenti di petrolio e gas – e da quelli di famiglia, grazie ai film amatoriali girati dai suoi genitori negli anni ’60 quando vivevano la stessa euforia della crescita. Tra Aktau e Astana, tra le steppe petrolifere a ridosso del Mar Caspio e l’iper-modernità della capitale, vecchi contadini, pastori e giovani donne, le cui vite sono rivoluzionate dall’impatto delle multinazionali del petrolio nell’economia kazaka, dialogano a distanza con uomini e donne italiane che cinquant’anni fa vissero emozioni e speranze simili.

La rassegna si concluderà mercoledì 7 dicembre alle 21 con Cresceranno le siepi di Dimitri Feltrin (Italia, 2016, 71’), presente alla serata.
Una nuova agricoltura, basata su ecologia, sostenibilità, qualità dei prodotti e rispetto della salute, raccontata da una dozzina di contadini veneti e ferraresi. Principi condivisi si traducono in pratiche concrete e quotidiane di donne e uomini che, con il loro lavoro, stanno trasformando le campagne, riportandole a vivere una vita nuova, dimostrando così il proprio amore per la terra e per le persone. Ad affiancare il loro lavoro anche associazioni e professionisti del settore che coralmente contribuiscono a diffondere una cultura più etica e più salubre, spendendosi per ricreare quell’interrotto rapporto tra produttori e consumatori. La siepe diventa così simbolo di questo nuovo modello, perché luogo dove la vita può rigenerarsi sotto forma di biodiversità. Con un pizzico di ottimismo, il titolo profetizza un mondo in cui agricoltura torni a essere sinonimo di amore per la terra.
Auditorium spazi Bomben, via Cornarotta 7, Treviso.
Ingresso unico 4 euro, serata inaugurale a ingresso libero.
Schede informative consultabili nel sito: www.fbsr.it
Per le scuole secondarie di secondo grado è possibile riservare i posti per un’intera classe o per gruppi di studenti (ingresso 4 euro). Per informazioni e prenotazioni: perlascuola@fbsr.it

Per informazioni: Fondazione Benetton Studi Ricerche, tel. 0422.5121, fbsr@fbsr.it, www.fbsr.it

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