Prosa al Teatro Busan – Mogliano


Cartellone della stagione di prosa 2016 2017 del Teatro Busan di Mogliano Veneto. La programmazione è stata allestita pensando a garantire l’alta qualità che il pubblico è ormai abituato ad aspettarsi a Mogliano. Il filo conduttore che lega tutti gli appuntamenti, oltre la qualità degli spettacoli, è la varietà delle proposte. Il risultato è un cartellone ricco di stimoli e suggestioni in cui spiccano grandi protagonisti del teatro italiano ma anche una nuova generazione di attori e attrici di solido successo.
Il Teatro Busan vedrà alternarsi sul suo palcoscenico spettacoli di prosa, opere di teatro musicale, clownerie, spettacoli di intrattenimento ma anche di attualità e di impegno civile.

Enzo Iacchetti
Venerdì 28 ottobre 2016, ore 21.00
La storia di un ragazzo che voleva volare in alto anche se soffriva di vertigini

Enzo Iacchetti, assieme a Giorgio Centamore, ripercorre la sua carriera artistica. Esordi, prime esperienze, provini televisivi, l’esperienza del Costanzo Show ed infine Striscia la Notizia, saranno gli argomenti trattati e tutti in versione comica. Iacchetti sul palco sarà accompagnato dalla sua chitarra ed il pubblico potrà intervenire con delle domande a tema.
L’idea portante dello spettacolo è quella d’intervistare Enzo Iacchetti attraverso domande mirate che siano collegabili al tema della comicità e della sua carriera teatrale e televisiva.
L’interlocutore sul palco, insieme ad Enzo Iacchetti, sarà Giorgio Centamore, suo fidato e fedele autore e collaboratore. Questo meccanismo sarà il pretesto narrativo per stimolare racconti e aneddoti che andranno a svelare segreti professionali aprendo anche una finestra su tutto ciò che esiste dietro al lavoro ed alla carriera di un personaggio famoso. Esordi, prime esperienze, provini televisivi, l’esperienza del Costanzo Show ed infine Striscia la Notizia, saranno gli argomenti trattati e tutti in versione comica. Iacchetti sul palco sarà accompagnato dalla sua chitarra ed il pubblico potrà intervenire con delle domande a tema.

Marta Cuscunà
Venerdì 25 Novembre 2016, ore 21.00
La semplicità ingannata

Liberamente ispirato alle opere letterarie di Arcangela Tarabotti e alla vicenda delle Clarisse di Udine che, nel 500, trasformarono il loro convento in uno spazio di contestazione, di libertà di pensiero, di dissacrazione dei dogmi religiosi e della cultura maschile con un fervore culturale impensabile per l’universo femminile dell’epoca.
Nel Cinquecento avere una figlia femmina era un problema piuttosto grosso: agli occhi del padre era una parte del patrimonio economico che andava in fumo al momento del matrimonio.
Avere una figlia femmina, equivaleva ad una perdita economica. Certamente una figlia bella e sana era economicamente vantaggiosa perché poteva essere accasata con una dote modesta, mentre una figlia meno appetibile o con qualche difetto fisico prevedeva esborsi assai più salati. Purtroppo però, in tempi di crisi economica, il mercato matrimoniale subì un crollo generalizzato e alla continua inflazione delle doti si dovette porre rimedio trovando una soluzione alternativa per sistemare le figlie in sovrannumero: la monacazione forzata.
Le monache del Santa Chiara di Udine attuarono una forma di resistenza davvero unica nel suo genere. Queste donne trasformarono il convento udinese in uno spazio di contestazione, di libertà di pensiero, di dissacrazione dei dogmi religiosi e della cultura maschile con un fervore culturale impensabile per l’universo femminile dell’epoca. Ovviamente l’Inquisizione cercò con forza di ristabilire un ferreo controllo sul convento e su quella comunità femminile, ma le Clarisse riuscirono a resistere per anni facendosi beffe del potere maschile e creando, dentro il convento di Santa Chiara di Udine, un’alternativa sorprendente per una società in cui le donne erano escluse da ogni aspetto politico, economico e sociale della vita.
La semplicità ingannata racconterà da quali semi è nata la rivendicazione delle donne nel Cinquecento, nel tentativo di ridare slancio a una rivoluzione di cui non sentiamo più il bisogno, e forse non per un caso fortuito, ma per una precisa strategia che, anche se con modalità apparentemente diverse, ci schiaccia ancora sotto lo strapotere maschile.

Antonio Salines, Marianella Bargilli
Venerdì 16 Dicembre 2016, ore 21.00
Luci della ribalta di Charlie Chaplin

Regia di Giuseppe Emiliani
La storia di un grande clown in declino, Calvero, e del suo incontro con una bella e sfortunata ballerina, Teresa. Una storia d’amore: le delusioni, la voglia di riscatto, il desiderio di realizzare i sogni, lo sforzo di trovare un senso positivo all’esistenza e soprattutto il grande amore per il teatro.
Dopo trattative durate alcuni anni Antonio Salines ha ottenuto dalla famiglia Chaplin i diritti teatrali di Luci della ribalta, forse il film più famoso del grande comico e certamente il suo testamento spirituale.
Come tutti sanno la trama narra la storia di un grande clown in declino, Calvero, e del suo incontro con una bella e sfortunata ballerina, Teresa. I due si incontrano, lui le salva la vita e, accogliendola in casa, con pazienza e dedizione riesce a restituirle l’uso delle gambe, ritrovando egli stesso una ragione di vita. Teresa sboccerà come un fiore in primavera e anche Calvero dopo tante vicissitudini tornerà al successo. Lei si innamorerà di lui e quel sentimento non nascerà dalla riconoscenza, sarà amore vero.
Crediamo che l’operazione sia un autentico evento culturale teatrale e metacinematografico, avvalendosi di un grande cast, una regia prestigiosa e un adattamento teatrale di Eleonora Zacchi fedele ma creativo, per proporre uno spettacolo di grande divertimento e commozione.

Alessandro Albertin
Venerdì 27 Gennaio 2017, ore 21.00
Il coraggio di dire no (la storia di Giorgio Perlasca)

In occasione del Giorno della Memoria – Un racconto affascinante, travolgente e commovente della storia di Giorgio Perlasca. Un uomo semplice e normale che mette a rischio la propria vita per salvare più di 5.200 persone. Un esempio straordinario, il suo, che ci invita a riflettere sul fatto che sempre abbiamo una scelta, che sempre possiamo cambiare la nostra storia.
Un racconto affascinante, travolgente e commovente della storia di Giorgio Perlasca. Un giusto tra le nazioni. Un uomo semplice e normale che mettendo a rischio la propria vita sceglie di aiutare di Spagna per salvare più di 5.200 persone. Ebrei ma non solo. Affronta la morte tutti i giorni, si trova faccia a faccia con Adolf Eichmann, si spaccia per console spagnolo, solo ed unicamente perché così avrebbe potuto salvare molte vite.
Vive nell’ombra fino al 1988, quando viene rintracciato da una coppia di ebrei ungheresi che gli devono la vita. E fino ad allora non racconta a nessuno la sua storia, nemmeno ai suoi familiari. Successivamente, quando i giornalisti gli chiesero le motivazioni delle sue azioni lui rispose: «Lei cosa avrebbe fatto al mio posto?».
Oggi il suo nome è scritto nel giardino di Gerusalemme come Un giusto tra le nazioni. Un esempio straordinario, il suo, raccontato in uno spettacolo che accompagna lo spettatore a riflettere sul fatto che sempre abbiamo una scelta, che sempre possiamo cambiare la nostra storia.

Moni Ovadia
Venerdì 17 febbraio 2017, ore 21.00
Il casellante di Andrea Camilleri

Il Casellante è, fra i racconti di Camilleri, uno dei più struggentemente divertenti del ciclo cosiddetto mitologico. Una vicenda emblematica che disegna i tratti di una Sicilia arcaica e moderna, comica e tragica. Il racconto in musica divertito e irridente del periodo fascista nella Sicilia degli anni Quaranta.
Il Casellante è, fra i racconti di Camilleri, uno dei più struggentemente divertenti del ciclo cosiddetto mitologico. Secondo a Maruzza Musumeci e prima de Il Sonaglio, questo racconto ambientato nella Sicilia di Camilleri, terra di contraddizioni e paradossi, narra la vicenda di una metamorfosi. Ma questa Sicilia è la Vigàta di Camilleri che diventa ogni volta metafora di un modo di essere e ragionare le cose di Sicilia.
Dopo il successo ottenuto dalle trasposizioni per il teatro de Il birraio di Preston, La concessione del telefono, che insieme a La Cattura, Troppu trafficu ppi nenti, La Signora Leuca, Cannibardo e La Sicilia costituiscono la drammaturgia degli ultimi anni, l’autore del romanzo e il regista dell’opera tornano nuovamente insieme per riproporre al pubblico teatrale nazionale una nuova avventura dai racconti camilleriani.
Una vicenda affogata nel mondo mitologico di Camilleri, che vive di personaggi reali, trasfigurati nella sua grande fantasia di narratore. Una vicenda emblematica che disegna i tratti di una Sicilia arcaica e moderna, comica e tragica, ferocemente logica e paradossale ad un tempo. Il Casellante è il racconto delle trasformazioni del dolore della maternità negata e della guerra, ma è anche il racconto in musica divertito e irridente del periodo fascista nella Sicilia degli anni Quaranta.
Il carattere affascinante di questo progetto, posto essenzialmente sulla novità del testo e della sua possibile realizzazione, si sposa tutt’uno con la possibilità di ricercare strade sempre nuove e diverse per la drammaturgia contemporanea. La parola, ed il giuoco che con essa e di essa è possibile intraprendere, fa di questo testo un oggetto naturale da essere iniziato e elaborato all’interno di un’alchimia teatrale vitale e creativa.
Altro aspetto è quello della lingua di Camilleri. Una lingua personale, originalissima, che calca e ricalca, in una divertita e teatralissima sinfonia di parlate una meravigliosa sicilitudine linguistica, fatta di neologismi, di sintassi travestita, di modi d’uso linguistico mutuati dal dialetto che esaltano la recitazione di possibili attori pensati a prestare i panni al mondo dei personaggi camilleriani.

Giuliana Musso
Venerdì 24 marzo 2017, ore 21.00
Mio eroe

Il macro tema è la guerra, il soggetto è la biografia di uno dei 53 soldati italiani caduti in Afghanistan durante la missione ISAF (2001- 2014). La voce è quella della madre del soldato. Un racconto lieve e buffo, a tratti comico, sulla logica della guerra, sul mito della patria, del sacrificio dell’eroe e sul tema del valore della vita umana.
Non c’è oggi sintomo più angosciante del carattere irreale dei conflitti emergenti. Simone Weil, Non ricominciamo la guerra di Troia, 1937
Il macro tema è la guerra, il soggetto è la biografia di uno dei 53 soldati italiani caduti in Afghanistan durante la missione ISAF (2001- 2014), la voce è quella di una madre. La madre del soldato non racconta la morte del figlio ma la sua vita: la nascita, i primi mesi, l’infanzia, l’adolescenza. Come nella vita, anche nella narrazione della vita, l’espressione del riso e quella del pianto si rincorrono e a volte si fondono. Nell’alveo di questo racconto lieve e buffo, a tratti comico, prende però forza e si fa spazio un discorso etico e politico. In Mio Eroe, la voce stigmatizzata della madre dolorosa, da sempre sequestrata nello spazio dei sentimenti, si apre un varco, esce dagli stereotipi, ponendosi interrogativi puntuali sulla logica della guerra come sistema di soluzione dei conflitti internazionali, sul mito della patria, del sacrificio dell’eroe e sul tema del valore della vita umana.
Solo alla fine del monologo sarà visibile, come una filigrana in controluce, che il macro tema era invece la menzogna, il soggetto eravamo tutti noi e la voce era quella della razionalità umana.

Giancarlo Previati, Francesco Wolf, Margherita Mannino
Venerdì 21 aprile 2017, ore 21.00
Dal buio un grido (Aldo Moro come Antigone)

Testo e regia di Giuseppe Emiliani – Produzione Teatro Busan
Il sequestro e l’assassinio di Aldo Moro è stato senza dubbio l’episodio più grave nella storia dell’Italia repubblicana. Traendo spunto soprattutto dalle lettere del sequestrato lo spettacolo ripercorre questa crudele pagina, mettendone in risalto gli aspetti tragici e la sofoclea dicotomia tra legge morale e legge di stato.
Il sequestro e l’assassinio di Aldo Moro è stato senza dubbio l’episodio più grave nella storia dell’Italia repubblicana. Oggi, dopo sei processi ed un numero infinito di libri, inchieste, film e fiction TV, il rapimento di Aldo Moro resta ancora una delle pagine più oscure degli ultimi trent’anni. Traendo spunto soprattutto dalle lettere del sequestrato abbiamo deciso di portare in scena questa drammatica vicenda con uno recital-spettacolo, che ripercorre la cronaca del più tragico sequestro politico del nostro secondo dopoguerra. Una crudele pagina della storia italiana sviscerata umanamente e drammaticamente, mettendone in risalto gli aspetti tragici e la sofoclea dicotomia tra legge morale e legge di stato.
Su questa vicenda si sono confrontate due concezioni opposte, a ognuna delle quali va una parte di ragione. I sostenitori del valore della vita umana considerata come bene assoluto al quale ogni altra valutazione va subordinata. I difensori della Repubblica, chi temeva cioè che cedendo ai terroristi si aprisse una spirale di ricatti, in grado di far soccombere la concezione stessa dello Stato. Ognuna delle due parti poté reclamare una valida motivazione di natura etica. Anche questo, non solo la sorte del prigioniero, ha reso l’intera vicenda una tragedia, nel senso greco del termine: un conflitto, uno scontro senza soluzione possibile. Una tragedia antica, risolvibile solo sulla base di un’idea più religiosa che politica, il dilemma di Antigone: Polis contro Pietas.
Le numerose lettere scritte da Moro nella Prigione del Popolo sono oggi un documento umano e politico di enorme importanza; vale la pena di rileggerle, di riascoltarle. Per questo abbiamo ripercorso la cronaca di quel tragico evento: le lettere, i documenti, le immagini d’archivio, i commenti, i punti di vista, la ricostruzione dei fatti fino al drammatico epilogo.

Il Mago Bustric (Sergio Bini)
Venerdì 5 maggio 2017, ore 21.00
Questa sera grande spettacolo!

Bustric, attore, mimo, illusionista clown e artigiano, ci guida col suo passo lieve e vagabondo in un viaggio sorprendente, reale e insieme immaginario. Bustric prende per mano il suo pubblico, lo diverte e lo emoziona, gioca a stupire e a stupirsi. Lo stupore diviene esso stesso il mezzo attraverso il quale riscoprire il mondo.
Questa Sera Grande Spettacolo! Frammenti, giochi, facezie, paradossi, invenzioni e scoperte per piacere e contentezza degli spiriti curiosi. È una rappresentazione il cui filo conduttore è la vita d’artista. Bustric, attore, mimo, illusionista clown e artigiano, ci guida col suo passo lieve e vagabondo in un viaggio sorprendente, reale e insieme immaginario. Il teatro che per sua natura non esiste in quanto esiste solo nella mente degli spettatori, è lo spazio magico dove tutto accade. È qui che Bustric trasforma in racconto ogni gesto, gioco di prestigio o invenzione. Per Bustric il teatro è pensiero magico.
Questa Sera Grande Spettacolo! è il frutto di tanti anni di lavoro e di ricerca. Il punto d’arrivo dal quale ripartire. Bustric prende per mano il suo pubblico, lo diverte e lo emoziona, gioca a stupire e a stupirsi. Lo stupore diviene esso stesso il mezzo attraverso il quale riscoprire il mondo. Con Bustric il teatro è tutte le arti: Musica, Danza, Poesia, Canto, Magia ma anche Pantomima, Circo. È un teatro libero e colorato che spettacolo dopo spettacolo crescere e si trasforma, fatto di memoria e di repertorio, dove il pubblico diviene regista occasionale e inconsapevole ogni sera. Quello di Bustric è un teatro che diverte e incanta, apparentemente semplice piace a grandi e piccini perché ha il sapore delle cose vere. Buon divertimento!

Venerdì 12 maggio 2017, ore 21.00
Sogno di una notte di mezza estate di William Shakespeare
Spettacolo fuori abbonamento

Adattamento testuale e regia Giulia Pelliciari
Quattro innamorati, un bosco di fate e un gruppo di attori a cavallo tra due realtà: luce e ombra, razionalità e libertà dei sensi.

Cinema Teatro Busan
Via Don Bosco, 39/41. Mogliano Veneto

Acquisti e prevendite: Biglietteria del Teatro Busan, via Don Bosco, 41, Mogliano Veneto (TV).
La Biglietteria è aperta:
lunedì, ore 9.30 – 12.30 e 17.00 – 19.00. Giovedì, ore 17.00 – 19.00. Venerdì, ore 17.00 – 19.00.
La Biglietteria apre inoltre 30 minuti prima dell’inizio delle proiezioni cinematografiche.
info e fonte: 041.5905024 334.1658994
www.cinemabusan.it gestione.busan@gmail.com

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