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Categorie: Calendario, Teatro

Teatro Comunale – Brachetti, Ciak Si Gira!


Cartellone Artistico 2010/2011 di Teatri spa

di seguito la programmazione artistica 2010 / 2011

Teatro Comunale Prosa Brachetti, Ciak Si Gira!

Venerdì 12 novembre ore 20.45 Turno A

Sabato 13 novembre ore 20.45 Turno B

Domenica 14 novembre ore 16.00 Turno C

Murciano Iniziative in associazione con Just Pour Rire France

di Arturo Brachetti

con Arturo Brachetti

regia Serge Denoncourt

Sabato 13 novembre ore 17.00, Fondazione Benetton Studi Ricerche: incontro con gli artisti

“Ciak si gira!”: frase magica che evoca il momento in cui l’artefice del cinema crea il sogno, è il titolo con il quale l’artefice Brachetti ci porta in un sorprendente viaggio nell’universo cinema. In una serie di numeri, momenti teatrali ed evocativi, con una nuova ambientazione scenografica, Arturo rivive il suo amore per la settima arte e cerca di riportare la meraviglia degli effetti speciali e delle magie del cinema in uno spettacolo dal vivo dove vola, sparisce si trasforma da solo in una sessantina di personaggi. Lo spettacolo ha inizio con un enorme televisore in cui Arturo interpreta, con cambi fulminei di costume, i personaggi che popolavano i film del pomeriggio TV, quelli che tutti noi abbiamo visto e amato fin da piccoli: Zorro, Mary Poppins, Maciste, Crudelia De Mon, cowboys, corsari e avventurieri. Arturo, ricordandosi di quando ancora adolescente al museo del cinema fu catturato dalla sezione Horror, improvvisamente crea, dal vivo, un divertentissimo delirio di incontri, dove il prete esorcista si trova faccia a faccia con Nosferatu, servito dal becchino di turno. Il mostro di Halloween, dopo aver fatto a pezzi la bimba indemoniata, perde letteralmente la testa per un fantasma birichino… L’evocazione del mondo di Fellini chiude la prima parte dello spettacolo, come massimo connubio tra invenzione scenica e evocazione onirica. La seconda parte è quasi interamente dedicata ai grandi film hollywoodiani con una parata di personaggi da fare invidia a una cineteca: Charlie Chaplin, Gene Kelly, King Kong, Liza Minnelli, Gollum, Harry Potter, Carmen Miranda, E.T., Darth Vader, e molti, molti altri, in uno zapping cinematografico esilarante e sorprendente che regala emozioni e sogni di cui noi in fondo abbiamo sempre bisogno, ma che facciamo fatica a rivivere nella vita reale.

Teatro Comunale Concerti Gidon Kremer Violino

Venerdì 19 novembre ore 20.45

Krystian Zimerman, pianoforte

Ludwig van Beethoven Sonata op. 30 n. 3 in sol magg. Sonata op. 47 n. 9 in la magg. “Kreutzer” Sonata op. 96 n. 10 in sol magg.

Ore 20.00, Ridotto del Teatro Comunale: Introduzione all’ascolto

Due grandissimi interpreti, che non necessitano di presentazione alcuna, saranno i protagonisti di questo concerto dedicato alle ultime Sonate per pianoforte e violino di Beethoven. Il programma si aprirà con la Sonata op. 30 n. 3 in sol maggiore che, composta come le due precedenti nel 1802, all’epoca della Seconda Sinfonia, e dedicata all’Imperatore Alessandro I di Russia, emancipa progressivamente il proprio linguaggio dal passato e si distingue dalle due precedenti della stessa op. 30, per amabilità, serenità e umorismo.

Le ultime due Sonate, op. 47 e op 96, videro la luce a distanza d‘anni e sono da considerarsi come le massime creazioni beethoveniane del genere. La prime di esse fu scritta per il violinista mulatto di origine anglo-polacca George P. Bridgetewer che la eseguì a Vienna insieme con l’autore il 24 maggio 1803. In seguito la Sonata fu dedicata a Rodolphe Kreutzer, che Beethoven conobbe in casa di Bernadotte, allora ambasciatore francese in Austria, ed apprezzò in sommo grado. Il lavoro venne pubblicato nel 1805 come op. 47 col seguente titolo: “sonata per pianoforte e un violino obbligato, scritta in uno stile molto concertante, quasi come di un concerto”. L’insistere dell’autore sul carattere “molte concertante” dell’opera, indica già chiaramente che, in essa, Beethoven andò oltre l’equilibrio e la dimensione cameristica d’impronta mozartiana. Anche la Sonata in sol maggiore, l’ultima, pubblicata nel 1816 come op. 96, fu destinata al grande virtuoso francese, Pierre Rode, che le eseguì la sera del 4 gennaio 1813 accompagnato al pianoforte dall’arciduca Rodolfo. A differenza delle Kreutzer, essa non vuole essere un’opera importante o rivoluzionaria bensì di intima e intensa poesia. Col passare degli anni, Beethoven aveva imparato la più difficile delle lezioni che Mozart potesse ancora impartirgli: quella di sapere essere sublime e normale allo stesso tempo.

Teatro Comunale Concerti Omaggio A Ennio Morricone

Lunedì 22 novembre ore 20.45 fuori abbonamento

Evento speciale al Teatro Comunale

Orchestra Regionale Filarmonia Veneta

Diego Basso direttore

Giulia Ethel Tommasi soprano

Una rassegna dalle più celebri colonne sonore, selezionate tra le oltre 400 musiche da film che il maestro italiano ha composto. Musiche che diventano immagini, tanto sono radicate nella memoria collettiva le scene di alcuni film che le colonne sonore di Morricone hanno contribuito a far diventare celeberrimi. Dalla lunga e incomparabile collaborazione con Sergio Leone fino alla produzione cinematografica più recente, le musiche raffinate e semplici insieme di Ennio Morricone sono un autentico vocabolario di suggestioni, a volte liriche, a volte brillanti e sempre emozionanti.

Durante l’esecuzione dei brani verranno proiettate le immagini più significative dei film di cui sono la colonna sonora. Le trascrizioni di tutti i brani sono state curate da Diego Basso.

Teatro Comunale Prosa Otello

Venerdì 26 novembre ore 20.45 Turno A

Sabato 27 novembre ore 20.45 Turno B

Domenica 28 novembre ore 16.00 Turno C

Teatro Stabile delle Marche, Teatro Eliseo, Nuovo Teatro s.r.l.

Otello

di William Shakespeare

traduzione di Patrizia Cavalli

con Salvatore Caruso, Arturo Cirillo, Michelangelo Dalisi, Rosario Giglio, Danilo Nigrelli, Monica Piseddu, Luciano Sartorelli, Sabrina Scuccimarra

regia Arturo Cirillo

Sabato 27 novembre ore 17.00, Fondazione Benetton Studi Ricerche: incontro con gli artisti

“L’Otello è la tragedia della parola. La parola inventa i luoghi, costruisce i sentimenti, determina l’agire dei personaggi. L’Otello si gioca tra pochi individui che si confrontano ossessivamente tra di loro; il gioco di Iago li trova già tutti pronti, bastano poche parole e la macchina si mette in moto. La gelosia esiste dal momento in cui la si nomina, poi come un tarlo, come una frase musicale continuamente ripetuta, non ti abbandona più. La gelosia non si spiega, come la musica. L’Otello si svolge in un’isola, come La Tempesta, in un luogo limitato geograficamente e mentalmente, un luogo dell’ossessione. L’Otello si svolge su un palcoscenico vuoto, questo luogo lo si chiamerà Venezia, Cipro, sarà una strada, una sala, una stanza da letto. Ma soprattutto sarà una prigione delimitata da due grandi pareti, dove un negro epilettico consumerà la sua strage. L’Otello è una tragedia satirica. A due passi dal baratro si cantano canzoncine. L’Otello è il maschile davanti al femminile, o viceversa. Due mondi che s’ignorano, due universi su cui congetturare, in mezzo Bianca, la puttana di Cassio, ovvero il travestimento del femminile, la sua messa “in maschera” per rivelarne l’assenza. L’Otello è un letto, disfatto e spesso deserto. Luogo del tradimento, palcoscenico immaginario, ma non per questo meno reale della gelosia, della brama, dell’atto animale. L’Otello è tutto sentimento, covato, malato, irrealizzato; si parla di guerre e battaglie che non avvengono mai e intanto nella mente dei personaggi esplode qualcosa di molto più pericoloso. È quello che succede quando gli eserciti si fermano, quando gli uomini non combattono più, quando arriva la pace.” (Arturo Cirillo)

Teatro Eden Jazz Rosario Bonaccorso Quartet T.N.T. Travel Notes Tour

Lunedì 29 novembre ore 20.45

Rosario Bonaccorso contrabbasso

Fabrizio Bosso tromba, flicorno

Andrea Pozza pianoforte

Nicola Angelucci batteria

Concerto in collaborazione con

Dopo aver partecipato a numerose rassegne e festival jazz, Rosario Bonaccorso, alla testa del suo quartetto, propone un programma completamente nuovo, presentando le composizioni che ha registrato lo scorso inverno e che nascono da un momento di profondo lavoro introspettivo in cui l’artista ha ripercorso esperienze di rinnovamento spirituale… da qui il titolo del cd, In cammino. Riconosciuto come uno tra i più interessanti leader- contrabbassisti della scena jazz, Rosario Bonaccorso, presenta un ensemble d’eccezione composto da grandi musicisti, compagni di innumerevoli avventure artistiche, con i quali suona una musica appassionante, sempre coinvolgente, che ha nel suono caldo ed avvolgente del contrabbasso il punto fermo attorno al quale ruotano la raffinata eleganza di Andrea Pozza, pianista che vanta un’esperienza musicale trentennale, l’energetico drummin’ di Nicola Angelucci, giovane batterista che a soli 31 anni vanta più di 20 dischi incisi come sideman, e la partecipazione speciale del virtuoso Fabrizio Bosso alla tromba e al flicorno, tra i più ricercati e apprezzati trombettisti a livello internazionale, che dal 2009 ha sposato il progetto di Bonaccorso. Un interplay telepatico e stimolante vige tra i componenti del gruppo, il loro mood ci porta in viaggio con una musica che evoca un jazz sognante ed aperto, ricco di magia e di pillole di tradizione, il tutto unito dall’amore e dalla predisposizione per la melodia. Il mix di questi quattro artisti è un’alchimia speciale. Sotto la guida esperta di Bonaccorso, il gruppo si apre all’invenzione e la musica si colora di nuovi aspetti cromatici, si gioca con la luce e le ombre, le loro personalità si fondono per creare un sound puro e coinvolgente.

Teatro Comunale Danza

Giovedì 2 dicembre ore 20.45

Aterballetto-Fondazione Nazionale Della Danza

Come Un Respiro-Almost Blue-H+

coreografia Mauro Bigonzetti

musica Georg Friederich Händel, Chet Baker, Federico Bigonzetti

Ore 20.00, Ridotto del Teatro Comunale: incontro con gli artisti

Aterballetto presenta tre coreografie di Mauro Bigonzetti: la prima, Come un respiro, si basa su alcune composizioni di Händel che, ricche di forza evocativa, catturano e trascinano in un vortice di spazi infiniti. La sintesi cristallina che caratterizza quella musica esalta la materia pura, una materia fatta di tensioni e di movimento che sembra voler raccogliere il respiro dell’universo. Il corpo, libero da orpelli, presenta la sua forma pura in uno spazio fisico che tende a fondersi in quel respiro di pura ed intima ispirazione. La coreografia seguente è un affascinante passo a due tratto da “Almost Blue” sulle musiche del celebre trombettista jazz Chet Baker.

L’ultima coreografia in programma, H+, vuol essere una riflessione sulla materia coreografica, sulle sue ispirazioni e sulle sue forme. Tale riflessione, che si può parafrasare come una ricerca verso il sempre più piccolo, si concentra sugli elementi strutturali che determinano la materia coreografica e più in generale l’intero corpo dello spettacolo. Partendo dal suono e dal gesto ci si abbandona in un percorso creativo sospinto dalle loro reciproche evocazioni per giungere allo sviluppo della struttura coreografica, attraverso la composizione di suoni, gesti, movimento, ritmo, dinamica ed energia.

Teatro Comunale Opera – La Serva Padrona

Mercoledì 8 dicembre (Anteprima Giovani) ore 17.00

Venerdì 10 dicembre ore 20.45 Turno A

Domenica 12 novembre ore 16.00 Turno C

Martedì 14 dicembre ore 20.45 Turno B

La Serva Padrona Intermezzo in due parti

Il Maestro Di Cappella Intermezzo in musica in un atto

La Serva Padrona libretto di Gennarantonio Federico musica di Giovanni Battista Pergolesi

Il Maestro Di Cappella libretto di autore ignoto musica di Domenico Cimarosa

regia, scene e costumi Guia Buzzi

Sonatori de la Gioiosa Marca

Martedì 7 dicembre, ore 17.00, Ridotto del Teatro Comunale: incontro con gli artisti

La Serva Padrona

Uberto, ricco scapolo Lorenzo Regazzo

Serpina, sua serva Caterina Di Tonno

Vespone, servo di Uberto Gabriele Ciavarra

La serva padrona è un celebre intermezzo buffo rappresentato la prima volta al Teatro San Bartolomeo di Napoli il 28 agosto 1733, quale intermezzo all’opera seria Il prigionier superbo, dello stesso Pergolesi.

I protagonisti sono Uberto, vecchio scapolo scontroso e taciturno, e la sua giovane e astuta serva, Serpina. Uberto, stanco dei capricci e delle prepotenze di Serpina, decide di ripristinare i giusti ruoli all’interno della casa fingendo divolersi sposare. La ragazza, ingelosita, annuncia a sua volta, con la complicità del servo Vespone, il suo matrimonio con il fantomatico capitan Tempesta. Dallo sgomento provato al sentire l’annuncio delle nozze, Uberto capisce di essere innamorato di Serpina. Presto il finto capitan Tempesta si presenta minaccioso a reclamare la dote della giovane, e minaccia Uberto avvisandolo che in caso di diniego, gli toccherà di sposarla lui stesso. Spinto un po’ dalla paura e un po’ dall’amore per Serpina, Uberto si lascia estorcere la promessa di matrimonio. La burla è poi svelata e Serpina, anch’essa innamorata di Uberto, da serva diventa padrona.

Il Maestro Di Cappella

Il maestro di cappella Lorenzo Regazzo

Il maestro di cappella, composto all’incirca tra il 1786 e il 1793, è una gustosa parodia di un compositore settecentesco alle prese con i suoi esecutori: un maestro di cappella sta provando con la propria orchestra; dichiara di volervi eseguire un’aria in «stil sublime», appellandosi all’autorità degli antichi maestri («che sapevano tanto»). Quando finalmente l’aria inizia, il risultato è disastroso: ogni strumento entra al momento sbagliato, costringendo il maestro a canticchiare personalmente ogni parte finché ciascun strumentista non l’abbia imparata. Collaudata con successo la compagine orchestrale, ci si cimenterà in un «gran morceau» di sicuro effetto.

Teatro Comunale Prosa – Edipo Re

Venerdì 17 dicembre ore 20.45 Turno A

Sabato 18 dicembre ore 20.45 Turno B

Domenica 19 dicembre ore 16.00 Turno C

Teatro de Gli Incamminati, Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Teatro di Messina

Edipo Re

di Sofocle

traduzione di Raul Montanari

con Franco Branciaroli, Giancarlo Cortesi, Emanuele Fortunati, Gianfranco Quero, Alfonso Generoso, Livio Bisignano, Tino Calabrò, Angelo Campolo, Filippo De Toro, Luca Fiorino, Luigi Rizzo

regia Antonio Calenda

Sabato 18 dicembre ore 17.00, Fondazione Benetton Studi Ricerche: incontro con gli artisti

“In un mondo smarrito, minaccioso, delle cui ombre sentiamo l’incombere, è stato emblematico rielaborare il percorso dal buio verso la chiarezza compiuto da Edipo: un percorso nella coscienza che allo stesso tempo è individuale, di intima analisi, collettivo… Ed è stato importante poterlo condividere assieme ad un artista consapevole come Franco Branciaroli. In questo Edipo Re, abbiamo voluto tratteggiare il protagonista evocando echi di teoremi freudiani, un viaggio fra le ombre e l’ignoto della psiche: perciò nella nostra visione, in Edipo si condensano, quasi come in momenti di trance, più personaggi della tragedia – Edipo, Tiresia, Giocasta – a dimostrare che nella sua carne si convogliano tutte le radici della colpa. Le radici dell’incesto, del parricidio: canoni del senso di colpa che segnano la civiltà occidentale, su cui si è lavorato soprattutto nel Novecento, da Freud a Lacan, attraverso Guattari, Deleuze, per arrivare a René Girard un filosofo contemporaneo che ha donato forti induzioni alla nostra interpretazione.” (Antonio Calenda)

“Edipo è l’eroe tragico che non sa chi è: tutto gli casca addosso perché tutto è già avvenuto. Questa conoscenza di sé avviene attraverso il dolore. Infatti appena lui conosce diventa cieco: la cecità, come il dolore, nella cultura greca è strettamente legata alla conoscenza”. L’intero spettacolo fonda infatti la propria essenza sul concetto del “vedere”: un leitmotiv concettuale che diventa momento di un paradosso nella conclusione della tragedia (l’accecamento di Edipo) ma che ritorna costantemente durante l’intera messinscena anche sul piano delle immagini.” (Franco Branciaroli)

Teatro Comunale Concerti – Antonio Vivaldi

Martedì 21 dicembre ore 20.45

Sonatori De La Gioiosa Marca Giuliano Carmignola, violino solista

Giorgio Fava e Giovanni Della Vecchia, violini

Judit Földes, viola

Walter Vestidello, violoncello

Giancarlo Pavan, violone

Giancarlo Rado, arciliuto

Gianpietro Rosato, cembalo

Antonio Vivaldi
Concerto in sol min. RV 153 Originale per archi e b.c.
Follia Sonata in re min. op.1 n°12 RV 63 per 2 violini, violoncello e b.c.
Il Favorito Concerto in mi min. RV 277 per violino, archi e b.c.
L’ Amoroso Concerto in mi magg. RV 271 per violino, archi e b.c.
Il Sospetto Concerto in do min. RV 199 per violino, archi e b.c.
L’ Inquietudine Concerto in re magg. RV 234 per violino, archi e b.c.
Il Piacere Concerto in do magg. RV 180 per violino, archi e b.c.

“Le Humane Passioni”

Ore 20.00, Ridotto del Teatro Comunale: introduzione all’ascolto

Il violinista trevigiano Giuliano Carmignola, riconosciuto come uno dei massimi interpreti del violino moderno e barocco, e l’ensemble dei Sonatori de la Marca Trevigiana, che da più di 25 anni si dedica all’esecuzione di musiche antiche su strumenti d’epoca, sono gli interpreti di questo concerto monografico interamente dedicato ad Antonio Vivaldi. In programma quattro concerti per violino che il «Prete Rosso» ha dedicato alla rappresentazione di affetti: L’inquietudine, Il sospetto, L’amoroso e Il piacere. Il quartetto di titoli è chiuso nello scrigno di altri due capolavori vivaldiani: il Concerto per violino Il favorito e il Concerto in sol minore, Originale, per archi e continuo.

In questi sei stupendi concerti, incisi dai Sonatori e Carmignola nel 1996 per la Divox Antiqua (Diapason d’or de l‘année), nei quali le difficoltà sono disseminate quasi ad ogni battuta, il violino emerge grazie alla natura estremamente virtuosistica della scrittura vivaldiana, che tende a mettere parzialmente in ombra gli altri strumenti. Oltre ai concerti il programma prevede anche l’esecuzione della Follia op. I n° 12, celebre tema con variazioni per 2 violini e basso continuo.

Teatro Comunale Concerti – Antonio Di Dedda Pianoforte

Lunedì 10 gennaio ore 20.45

Antonio Di Dedda Pianoforte

Premio Venezia 2009

Johann Sebastian Bach Partita n. 2 in do min. BWV 826

Claude Debussy dal secondo libro dei Préludes:* Hommage à S. Pickwick Esq. P. P. M. P. C.,* Canope, * Les tierces alternées,* Feux d’ artifice

Robert Schumann Studi sinfonici op.13 e Variazioni postume

* Ore 20.00, Ridotto del Teatro Comunale: introduzione all’ascolto

Nato a Milano nel 1992, Antonio Di Dedda si è diplomato a 16 anni con il massimo dei voti, la lode e la menzione d’onore presso il Conservatorio di Foggia. Ha studiato con Jarmila Klatovskà, Rossella Di Chio, Gennaro Pesce, Petras Geniušas, Andrea Lucchesini, Elissò Virsaladze. Ha vinto il primo premio assoluto in numerosi concorsi. Ha studiato organo e composizione organistica con Luca Scandali. A 14 anni è stato nominato organista titolare della Basilica Cattedrale di Troia.

Il programma si apre con la Partita n. 2 in do minore di Bach che, pubblicata nel 1727, fa parte delle sei partite per clavicembalo che formano la prima sezione della Clavier-Übung, summa in quattro volumi della tecnica per strumento a tastiera. Di Claude Debussy si ascolteranno alcuni preludi tratti dal Secondo Libro dei Préludes che vide la luce nell’aprile 1913 dopo una lunga elaborazione. Rispetto alla prima raccolta, la seconda è più complessa e meno immediata e risente di suggestioni esotiche. Quasi tutti i brani sono scritti su tre righi, anziché su due, per enfatizzare la ripartizione delle voci nei differenti registri. Concludono il concerto i 12 Studi sinfonici op. 13 e le Variazioni postume di Schumann. Gli Studi, che presentano la forma del tema con variazioni, necessitarono di un lungo periodo di gestazione durante il quale Schumann rimaneggiò più volte il proprio spartito, tanto che dello stesso furono pubblicate più versioni: la prima del 1835 intitolata Fantasia e Finale, la seguente del 1837 denominata Etudes Symphoniques Op. 13, che ascolteremo, in cui eliminò cinque variazioni (pubblicate solo nel 1883 come Variazioni postume); infine, la terza versione del 1852 che riporta alcuni tagli nel finale e l’eliminazione di due variazioni: in questa veste l’opera venne ad intitolarsi Etudes en forme de variations.

Teatro Comunale Prosa – Roman e Il Suo Cucciolo

Venerdì 14 gennaio ore 20.45 Turno A

Sabato 15 gennaio ore 20.45 Turno B

Domenica 16 gennaio ore 16.00 Turno C

Società per attori, Teatro Stabile del Veneto, Teatro Stabile d’Abruzzo

Roman E Il Suo Cucciolo

( Cuba and his teddy bear )

di Reinaldo Povod

traduzione e adattamento di Edoardo Erba

con Alessandro Gassman, Manrico Gammarata, Sergio Meogrossi, Giovanni Anzaldo, Matteo Taranto, Natalia Lungu, Andrea Paolotti

regia Alessandro Gassman

Sabato 15 gennaio ore 17.00, Fondazione Benetton Studi Ricerche: incontro con gli artisti

Alla sua terza regia teatrale dopo La forza dell’abitudine di Thomas Bernardt e La parola ai giurati di Reginald Rose, Alessandro Gassman mette in scena con Roman e il suo cucciolo un altro testo contemporaneo che negli anni ’80 ottenne un grande successo a New York con Robert De Niro come protagonista. Spiega Gassman: “Cuba & His Teddy Bear – questo il titolo originale – è un testo che mi ha coinvolto fin dalla prima lettura per l’umanità dei suoi personaggi, per uno stile di scrittura tagliente, crudo, profondo, che mai indulge al sentimentalismo. Con Edoardo Erba, traduttore e adattatore del testo, abbiamo deciso di ambientare la vicenda in una periferia urbana del nostro paese, all’interno di una comunità rumena”. Operazione che non tradisce il testo originale americano che fa appunto coesistere personaggi di diverse razze, culture, religioni. È un dramma familiare e al tempo stesso sociale, un attualissimo sguardo su uno dei fenomeni che negli ultimi tempi più ci coinvolgono: la presenza degli immigrati nella nostra vita, presenza che ha cambiato la fisionomia delle nostre città e il tessuto delle nostre relazioni. La prorompente forza drammatica dell’opera si basa sul rapporto irrisolto fra un padre semianalfabeta, spacciatore di droga, nevrotico, che alterna momenti di dolcezza a esplosioni di rabbia, e un adolescente apparentemente schiacciato dall’autorità paterna, che vuole emanciparsi attraverso lo studio, ma che nasconde al padre le sue illusorie prospettive di vita e la sua progressiva dipendenza dall’eroina. Un rapporto toccante, crudo, a tratti sconvolgente, che troverà compimento solo attraverso un fatale, catartico epilogo.

Teatro Eden Jazz – Peo Alfonsi 4tet – Itaca

Giovedì 20 gennaio ore 20.45

Peo Alfonsi 4tet – Itaca

Peo Alfonsi chitarra classica e 12 corde

Kyle Gregory tromba, flicorno

Gabriele Mirabassi clarinetto

Salvatore Maiore contrabbasso, violoncello

Itaca è il cd di esordio di Peo Alfonsi per EGEA. Esordio in veste di leader, ma non certo in senso assoluto. Infatti Alfonsi ha già partecipato, in veste di chitarrista, all’incisione di Canto di Ebano, l’ultimo cd di Gabriele Mirabassi. Itaca è un lavoro che esplora molte delle tematiche musicali proprie della poetica EGEA: cura del suono, attenzione all’aspetto cameristico, precisione nella scrittura, elaborazione dei temi, improvvisazioni funzionali all’equilibrio generale dei brani. Ovviamente, richiami tangibili, come si può evincere dal titolo, ad atmosfere del sud Europa, ma non solo. Del resto Peo Alfonsi è nato è si è formato in Sardegna. Il suo percorso artistico si è arricchito, nel corso del tempo, di esperienze e di altre suggestioni, ma come egli stesso scrive nelle note di presentazione: “Credo che il musicista viva un rapporto particolare con il sentimento della nostalgia, come se qualcosa d’irrisolto, un filo mai del tutto spezzato con i miti dell’infanzia lo perseguitasse e gli desse spinta e motivazione nel fare musica.”

I musicisti che collaborano con Alfonsi nella realizzazione di Itaca sono in piena sintonia con la sua proposta musicale, con l’humus più profondo della sua musica. I soli di Gabriele Mirabassi e di Kyle Gregory scaturiscono e rispettano sempre le trame su cui si articola la sua musica. Il contrabbasso di Salvatore Maiore è un punto fermo ritmico ed armonico di ciascun brano. Infine la chitarra di Peo Alfonsi è lo strumento che, sempre in modo discreto ed elegante, svolge un ruolo chiave nell’equilibrio generale dell’intero lavoro.

Teatro Comunale Opera – L’elisir D’amore

Mercoledì 19 gennaio (Anteprima Giovani) ore 17.00

Venerdì 21 gennaio ore 20.45 Turno A

Domenica 23 gennaio ore 16.00 Turno C

Martedì 25 gennaio ore 20.45 Turno B

L’elisir D’amore

Melodramma giocoso in due atti

libretto di Felice Romani

musica di Gaetano Donizetti

maestro concertatore e direttore Matteo Beltrami

regia Italo Nunziata

scene e costumi Pasquale Grossi

lighting design Patronik Latronica

Orchestra Regionale Filarmonia Veneta

Coro Lirico Veneto direttore del coro: Stefano Colò

* Vincitori del XL Concorso Internazionale per Cantanti “Toti Dal Monte”

Adina Roberta Canzian

Nemorino Javier Tomé Fernandez*

Belcore Alessandro Sessolo*

Il Dottor Dulcamara Alessio Potestio*

Giannetta Arianna Donadelli*

Cori e comparse di villani e villanelle, soldati e suonatori del reggimento, un notaio, due servitori, un moro

* Vincitori del XL Concorso Internazionale per Cantanti “Toti Dal Monte”

Martedì 18 gennaio, ore 17.00, Ridotto del Teatro Comunale: incontro con gli artisti

Gaetano Donizetti non immaginava un esito tanto favorevole per questa sua opera: l’aveva dovuta comporre, insieme al librettista, in sole due settimane, per il Teatro della Cannobiana di Milano, dove effettivamente andò in scena la sera del 12 maggio 1832. Felice Romani ne trasse l’intreccio da una divertente commedia, Le Philtre, di Eugène Scribe. La vicenda è ambientata alla fine del 1700 in un villaggio del paese dei Baschi. Dopo la mietitura, Nemorino, contadino timido e impacciato, ammira da lontano la ricca e capricciosa Adina, e non osa dichiararle il suo amore (Quanto è bella, quanto è cara!). Quando trova il coraggio di farlo, ne riceve un rifiuto (Chiedi all’aura lusinghiera). Arriva al villaggio Dulcamara, un ciarlatano (Udite, udite, o rustici) che, messo al corrente della disperazione di Nemorino, gli offre un elisir magico che gli permetterà di conquistare Adina in meno di ventiquattro ore. Nemorino, più sicuro di sè , innervosisce la ragazza, che per puntiglio decide di sposare il generale Belcore. Egli le chiede almeno di rinviare le nozze d’un giorno, perchè l’elisir abbia effetto. Nemorino, il giorno delle nozze, chiede a Dulcamara una seconda bottiglia di elisir e per pagarla si arruola nell’esercito di Belcore. Nemorino si lusinga intanto d’essere corteggiato da tutte le ragazze del paese. Attribuisce all’elisir questa novità, senza sapere che suo zio è morto e lo ha lasciato erede di una fortuna. Adina comincia ad amarlo, ora che s’è fatto soldato per lei, e ricompra da Belcore l’atto d’arruolamento, che consegna a Nemorino, dichiarando il proprio amore. Certo merito dell’elisir è la felice conclusione della vicenda (Viva il grande Dulcamara). Al termine della terza recita, verrà assegnato il Premio Bellussi destinato al miglior interprete scelto tra i vincitori del Concorso “Toti Dal Monte” a giudizio del pubblico presente alle rappresentazioni.

Teatro Comunale Prosa – L’ebreo

Venerdì 28 gennaio ore 20.45 Turno A

Sabato 29 gennaio ore 20.45 Turno B

Domenica 30 gennaio ore 16.00 Turno C

Elledì 91 s.r.l. in collaborazione con Mithos Group produzioni teatrali

L’ebreo

di Gianni Clementi

con Ornella Muti, Pino Quartullo, Emilio Bonucci

regia Enrico Maria La Manna

Sabato 29 gennaio ore 17.00, Fondazione Benetton Studi Ricerche: incontro con gli artisti

Negli anni ’40, con l’entrata in vigore delle leggi sulla discriminazione razziale, emanate dal regime fascista, molti ebrei, presagendo un destino incerto, avevano pensato di mettere al riparo i loro beni da presumibili espropri, intestando le loro proprietà a prestanome fidati di razza ariana. Marcello Consalvi, al tempo oscuro ragioniere, è uno dei fortunati beneficiari. Il suo Padrone gli ha intestato tutte le proprietà. È ricco e vive con la moglie Immacolata nello splendido appartamento borghese del Padrone nel ghetto ebreo di Roma. La vita borghese della coppia è improvvisamente sconvolta dal ritorno, dopo 13 anni, del vecchio proprietario, che bussa alla loro porta. I due decidono di chiudersi in casa e non aprire. Devono prendere tempo e pensare a una soluzione per non perdere tutto e tornare di nuovo all’ormai dimenticata vita grama. Passano i giorni. Il vecchio continua a bussare al portone. I due coniugi sono sull’orlo del collasso nervoso, quando Immacolata decide che l’unico modo per porre fine all’incubo è eliminare il vecchio ebreo. E infatti Marcello lo colpisce alla testa e lo uccide. I due nascondono il corpo in un tappeto, ma mentre lo fanno, di nuovo dei colpi alla porta. Il vecchio è là fuori che bussa. Lo devono uccidere a tutti i costi. E si apprestano a farlo, nonostante la silhouette sulla porta appartenga indiscutibilmente a una donna. È la loro figlia Elena, che torna dal viaggio di nozze. Ma ormai chiunque bussi a quel portone, per Marcello e Immacolata, è il vecchio. È questa la loro vera condanna.

Teatro Comunale Danza – Flamenco Se Escribe Con Jota

Martedì 1 febbraio ore 20.45

Compañía De Danza Española Flamenco Se Escribe Con Jota

Nuova Produzione

coreografia Miguel Angel Berna, ,Úrsula López, Rafael Campallo

musica Jesus Torres e della tradizione popolare

Ore 20.00, Ridotto del Teatro Comunale: incontro con gli artisti

Flamenco se escribe con Jota è la cronaca di un incontro annunciato, un dialogo naturale tra due espressioni artistiche fortemente vincolate sia per le profonde radici popolari che per l’espressione vitale di un popolo che ha la storia scritta a tempo della “sua” musica: un’identità che si manifesta nelle parole dei canti sia di flamenco che di jota. Flamenco e jota condividono in egual misura il mistero delle loro origini e lo stesso “miracolo”, quello di nascere quasi contemporaneamente agli albori del secolo XIX, in uno stato di perfezione.

Due genealogie distinte che in nessun punto della loro storia hanno coinciso.

Troppe coincidenze perché flamenco e jota non tornino ad incontrarsi. La bailaora flamenca Úrsula López, il bailaor Rafael Campallo e il bailaor Miguel Ángel Berna imbastiscono un incontro partendo dall’originalità delle peculiarità artistiche di ciascuno. Balli a contrasto nei quali Úrsula López e Rafael Campallo, con il loro flamenco, riaffermano incessantemente la stretta relazione con il suolo, con la terra, mentre l’aereo Miguel Ángel Berna trascende la jota folclorica e tenta (riuscendoci) di ballare quasi “in sospensione”. Un incontro in cui la singolarità di ogni artista si rincorre e s’intreccia allontanandosi e tornando poi a incontrarsi in quello che potrebbe essere il nucleo primordiale nel quale i tre interpreti riescono ad arrivare a un punto d’armonia assoluta.

Teatro Comunale Concerti – Marc-Andre Hamelin Pianoforte

Giovedì 3 febbraio ore 20.45

Marc-Andre Hamelin Pianoforte

Franz Joseph Haydn Variazioni in fa min. Hob. XVII: 6

Wolfgang Amadeus Mozart Sonata in la. min. K 310

Franz Liszt Venezia a Napoli* (Supplemento agli Années de Pèligrinage II anno)*: Gondoliera* Canzone* Tarantella

Gabriel Fauré Notturno n.6 op. 63

Charles Henri Valentin Alkan Sinfonia per pianoforte solo* ( da Dodici studi in tutte le chiavi minori op. 39 nn. 4-7)

Ore 20.00, Ridotto del Teatro Comunale: introduzione all’ascolto

L’originale talento e lo spiccato virtuosismo hanno portato Marc-André Hamelin ad essere riconosciuto come uno dei più grandi pianisti dei nostri giorni. Nel 2003 è stato eletto Ufficiale dell’Ordine del Canada e, nel 2004, Cavaliere dell’Ordine del Québec; è anche membro della Società Reale Canadese.

Il programma si apre con le Variazioni in fa minore di Haydn, una composizione insolitamente drammatica, scritta probabilmente dopo la morte prematura di Maria Anna von Genzinger, moglie del medico personale del principe Nikolaus I Esterházy, con la quale il compositore aveva intrecciato una relazione sentimentale. Di Mozart Hamelin eseguirà la Sonata in la minore K 310, composta a Parigi nel 1778, poco dopo la morte della madre del compositore; la tonalità minore infonde alla composizione un carattere di diffusa mestiza.

Di Franz Liszt si ascolterà il supplemento al secondo anno degli Années de pèlerinage, intitolato Venezia e Napoli e composto nel 1859. Si tratta di tre brani, Gondoliera, dal celeberrimo motivo de La biondina in gondoleta, Canzone, da Nessun maggior dolore dall’Otello di Rossini, e Tarantella basata su una melodia del compositore franco-italiano Louis/Luigi Cottrau (1797 – 1847),

Il concerto proseguirà con il Notturno n. 6 op. 63 di Fauré, una composizione del 1894 che appartiene al secondo periodo creativo del compositore in cui le opere sembrano ispirate meno esclusivamente al piacere sensuale di far parlare lo strumento e la bellezza musicale pura incomincia ad imporre le proprie leggi alla tastiera.

Del compositore francese Charles Valentin Alkan (1813-1888), noto per aver scritto alcune opere tra le più difficili dell’intera letteratura pianistica, sarà eseguita la Sinfonia per piano solo (numeri quattro, cinque, sei e sette) tratta dagli Studi in tutte le tonalità minori op. 39.

Teatro Comunale ProsaLa Bottega Del Caffe’

Venerdì 4 febbraio ore 20.45 Turno A

Sabato 5 febbraio ore 20.45 Turno B

Domenica 6 febbraio ore 16.00 Turno C

Compagnia del Teatro Carcano fondata da Giulio Bosetti

La Bottega Del Caffe’

di Carlo Goldoni

con Marina Bonfigli, Antonio Salines, Virgilio Zernitz

regia Giuseppe Emiliani

Sabato 5 febbraio ore 17.00, Fondazione Benetton Studi Ricerche: incontro con gli artisti

Ciò che caratterizza questo capolavoro goldoniano è l’estrema concretezza con cui sono fuse l’evocazione dello sfondo ambientale, il dipanarsi dell’intreccio imperniato su pettegolezzi, manie, stravaganze, imbrogli e finzioni, e il disegno geniale d’un carattere, quello di don Marzio. Don Marzio è il prototipo di quei frequentatori di caffè che sanno di questo e di quello, che raccolgono notizie dalla voce degli altri e dalle gazzette per farsene portavoce, senza la cura di controllarle e di verificarne la fondatezza, mescolando verità e invenzione. La scena è uno spazio quotidiano che ruota attorno ad un centro fortemente simbolico, rappresentato dalla bottega del caffè, un luogo dove si mescolano il consueto e l’imprevedibile: il punto ideale per osservare e giudicare il “Mondo”. La geniale costruzione drammaturgica della commedia lascia allo spettatore la sensazione di osservare i casi dell’esistenza attraverso l’occhialetto diabolico di un maldicente che non tace mai e pretende sempre d’aver ragione. Il sistema di giudizio di Don Marzio, nel quale si intersecano personaggi e avvenimenti differenti, finisce per imporsi come una coscienza scomoda dell’esistenza. Le sue ultime battute celano a malapena l’amarezza e la malinconia per un’utopia che gli eventi vanificano. “Anderò via di questa città; partirò a mio dispetto, e per causa della mia trista lingua, mi priverò del paese, in cui tutti vivono bene, tutti godono la libertà, la pace, il divertimento, quando sanno essere prudenti, cauti ed onorati”. (Giuseppe Emiliani)

Teatro Comunale Concerti – South Bomenia Chamber Orchestra

Martedì 14 febbraio ore 20.45

South Bomenia Chamber Orchestra

Jan Talich, pianoforte

Pavel Kaspar, direttore

Luigi Boccherini Sinfonia in re min. op. 37 n. 3 “La divina”

Wolfgang Amadeus Mozart Concerto in do magg. K 415 per pianoforte e orchestra

Ludwing van Beethoven Sinfonia n.1 in do magg. op. 21

Ore 20.00, Ridotto del Teatro Comunale: introduzione all’ascolto

Luigi Boccherini scrisse 21 sinfonie per grande orchestra; quella in programma, detta “La divina”, è la terza di un gruppo di quattro sinfonie composte nel 1787, durante il suo secondo soggiorno a Madrid che, iniziato nel 1786 si concluse con la morte del compositore nel 1805. Le Sinfonie dell’op. 37, in cui non poche sono le assonanza tematiche con contemporanee sinfonie di Haydn, presentano la quadripartizione impiegata anche nelle prime sinfonie dell’op. 12, mantenendo una semplicità d’impianto formale. Il pianista ceco Pavel Kaspar eseguirà il Concerto in do magg. K 415 per pianoforte e orchestra di Mozart, scritto, come i precedenti K 413 e K 414, tra il 1782 e il 1783. Palese è in quest’opera il desiderio del compositore di aderire alla moda dei “concerti militari” che rimarrà in voga sino ai primi decenni dell’Ottocento. La struttura del brano, pur trattandosi di concerto per strumento solista, vede uno sbilanciamento della scrittura a favore dell’orchesta che elabora temi ed idee, mentre il pianoforte prende spunto dal disegno sinfonico sviluppandolo senza apportare novità. La South Bohemia Chamber Orchestra ritornerà unica protagonista nella seconda parte del programma in cui si ascolterà la Sinfonia n. 1 di Beethoven, composta tra il 1799 e il 1800, anno della sua prima esecuzione a Vienna. Opera dall’identità incerta, la Prima Sinfonia si divide tra i riferimenti al passato e l’incombenza di un futuro che si lasciava intuire solo a tratti. Nel tempo che trascorse tra gli abbozzi di una prima composizione sinfonica e il completamento della Sinfonia, la principale preoccupazione di Beethoven fu quella di elaborare, più che una tecnica di scrittura, una strategia compositiva che permettesse di contenere tutta la ricchezza delle sue idee all’interno dell’architettura classica. Procedette infatti con uno sdoppiamento di piani in cui alla base vi è il rigore formale del linguaggio classico, mentre in superficie l’accumulo incessante dei materiali apre l’organismo chiuso della sinfonia a ogni sorta di invenzione e di improvvisazione.

Teatro Comunale Concerti – Orchestra Barocca Di Venezia

Giovedì 17 febbraio ore 20.45

Orchestra Barocca Di Venezia

Andrea Marcon, maestro concertatore e direttore

Karina Gauvin, soprano

Kristina Hammarström, mezzo soprano

Luca Titotto, basso

Antonio Vivaldi La Senna festeggiante RV 693, Serenata a tre voci per 2 flauti, 2 oboi, archi e b.c.

Ore 20.00, Ridotto del Teatro Comunale: introduzione all’ascolto

Antonio Vivaldi compose otto serenate tra le quali La Senna festeggiante, scritta probabilmente in onore di un personaggio illustre. Composizione a mezza strada tra l’opera e la cantata, la serenata si costruiva su argomenti di carattere mitologico-pastorale o storico, quasi sempre allegorico ed era destinata alla rappresentazione privata presso le corti, con pochi personaggi e con fini celebrativi. Non è chiaro per quale occasione Vivaldi scrisse quest’opera, la più lunga e imponente delle sue serenate. Tre personaggi allegorici l’Età dell’Oro, la Virtù, la Senna, festeggiano con le loro arie virtuosistiche la venuta del re de Francia Luigi XV; se Vivaldi moltiplica i riferimenti alla musica francesce, soprattutto nelle due superbe ouverture alla francese, se possiamo situare la data della composizione tra il 1722 e il 1725, le fonti non ci permettono di collegare quest’opera sontuosa a una circostanza o a un committente particolare. Probabilmente si trattò di una commissione di provenienza romana da parte del Cardinal Ottoboni oppure di una composizioine richiesta dall’ambasciatore francese a Venezia per celebrare la riconciliazione franco-veneziana che segnò l’inizio del regno di Luigi XV.

Teatro Eden Jazz – Uri Caine

Giovedì 24 febbraio ore 20.45

Uri Caine pianoforte

Nato a Philadelphia, Uri Caine è una delle personalità musicali più eclettiche del nostro tempo. A dodici anni inizia a studiare pianoforte. Quando si iscrive all’università è già protagonista della scena jazzistica della sua città; studia composizione, segue corsi di letteratura e suona con i grandi maestri che visitano la città. Trasferitosi a New York, inizia la sua carriera come solista. La sua discografia, ampia e ricca di opere riconosciute come pietre miliari, viene indicata come snodo fondamentale della storia musicale contemporanea, in grado di confrontare musicalità diverse, dalla tradizione classica europea al jazz, all’elettronica, al klezmer, al rock, qualificando Caine come uno degli “architetti” più intelligenti e sensibili della musica d’oggi.

Tra i progetti più recenti di Uri Caine ricordiamo, una commissione del Festival di Granada, sugli orrori della guerra, un’opera musicale ispirata alle opere di Goya; un duo con John Zorn al Vicenza Jazz Festival, una tournee delle Variazioni Diabelli con l’Orchestra Regionale Toscana, e la prima esecuzione del programma “Wagner e Venezia” (titolo dell’album di Winter & Winter, registrato dal vivo a Venezia nel 1997) presso il Festival tedesco di Potsdam, programma che è stato replicato al Festival di Ravello, una commissione per Suoni delle Dolomiti per orchestra d’archi e pianoforte, una nuova composizione con il Quartetto Arditti, e la registrazione di un nuovo disco con Bedrock Trio e la cantante Barbara Walker, per la Winter&Winter, dal titolo Plastic Temptation.

Teatro Comunale Prosa Il Catalogo

Venerdì 25 febbraio ore 20.45 Turno A

Sabato 26 febbraio ore 20.45 Turno B

Domenica 27 febbraio ore 16.00 Turno C

Star Dust International s.r.l.

Il Catalogo

di Jean-Claude Carrière

con Ennio Fantastichini, Isabella Ferrari

regia Valerio Binasco

Sabato 26 febbraio ore 17.00, Fondazione Benetton Studi Ricerche: incontro con gli artisti

Jean-Jacques, giovane avvocato in carriera, noto Don Giovanni della Parigi bene, conduce una vita da scapolo esemplare, perfettamente organizzata tra ufficio, serate mondane e nottate con donne sempre diverse. Ha però un difetto: non ha memoria, ed è perciò costretto a catalogare in un album tutte le sue conquiste.

Un giorno piomba a casa sua Suzanne, una giovane donna alla ricerca di un certo Philippe Ferrand. La donna è stanca e, senza troppi preamboli, decide di istallarsi a casa di Jean-Jacques sconvolgendo così l’ordine maniacale del suo monolocale e della sua vita.

Si tratta di un tragicomico incontro-scontro di universi paralleli e apparentemente estranei. L’incomunicabilità, e dunque la solitudine, sono le due dimensioni in cui vivono i personaggi. (Jean Claude Carriere)

Teatro Comunale Danza – Compagnie Käfig Correria

Mercoledì 2 marzo ore 20.45

Ccn De Creteil Et Du Val-De-Marne – Compagnie Käfig Correria – Agwa

coreografia Mourad Merzouki

musica AA. VV.

Ore 20.00, Ridotto del Teatro Comunale: incontro con gli artisti

La frizzante e sorprendente compagnia franco-magrebina presenta una nuova creazione nata dall’incontro tra Mourad Merzouki, suo direttore artistico, con i ballerini della Companhia Urbana de Dança di Rio. Il vissuto nelle favelas degli 11 ballerini brasiliani in scena rivela una singolare affinità con le storie di emarginazione dei ragazzi della Compagnie Käfig e con la loro voglia di esprimersi con energia e gusto del gioco.

Due sono i brani della serata: Correria, una corsa trepidante, frenetica, ispirata al ritmo ossessivo che scandisce la vita nel mondo occidentale, in continua lotta contro il tempo e Agwa, in cui i ballerini cariocas “diluiscono” e mescolano armoniosamente hip-hop, capoeira, samba, musica elettronica e bossanova, per far emergere una danza dalle acrobazie sbalorditive, piena di energia e di inventiva.

Nato a Lione nel 1973, d’origine kabyle, Mourad Merzouki inizia a 7 anni lo studio delle arti marziali e circensi. A 15 anni scopre la cultura hip-hop che lo avvicina al mondo della danza. Continua a sviluppare la sua gestualità hip-hop ed allo stesso tempo si confronta con altri linguaggi coreografici. Il suo percorso lo spinge a realizzare progetti artistici che lo portano a sdoganare l’hip-hop da semplice disciplina “della strada” ad una dimensione teatrale. Nel 1989 assieme ad amici di strada crea la compagnia Accrorap che, nel 1994, presenta con successo Athina, alla Biennale de la Danse de Lyon. Nel 1996 Merzouki fonda la sua compagnia, chiamandola Käfig che significa gabbia, in tedesco e in arabo.

A partire dalla stagione 2010, è direttore del CCN Centre Chorégraphique National de Créteil et du Val-de-Marne.

Teatro Eden Jazz – Porsche Live – Giovani E Jazz

Giovedì 10 marzo ore 20.45

Porsche Live – Giovani E Jazz

In scena le migliori jazz band emergenti dell’area del Nordest che hanno partecipato alla selezione “Porsche Live. Giovani e Jazz”.

La selezione nasce da un’idea di Porsche Italia e la collaborazione della Scuola di Musica “G. Gershwin” e l’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova con l’obiettivo di individuare gruppi di musicisti jazz, di qualsivoglia strumento musicale e di qualsiasi età e nazionalità, che siano allievi di Conservatori con cattedra di jazz o di Scuole di Musica Jazz e che non abbiano già pubblicato un CD a proprio nome, allo scopo di valorizzare i talenti emergenti del panorama jazzistico nazionale. Il progetto si sviluppa in un’ottica triennale, concentrando l’attenzione su alcune macro-aree di riferimento per ogni edizione: nel 2010 il Nordest, nel 2011 il Nordovest, nel 2012 il Centro-Sud d’Italia.

Teatro Comunale Prosa – Art

Venerdì 11 marzo ore 20.45 Turno A

Sabato 12 marzo ore 20.45 Turno B

Domenica 13 marzo ore 16.00 Turno C

Nuovo Teatro s.r.l.

Art

di Yasmina Reza

con Alessandro haber, Alessio Boni, Gigio Alberti

regia Giampiero Solari

Sabato 12 marzo ore 17.00, Fondazione Benetton Studi Ricerche: incontro con gli artisti

La commedia solleva la questione dell’arte e dell’amicizia, ruotando attorno a tre amici di vecchia data: Serge, Marc e Yvan. Serge, assecondando la sua passione per l’arte moderna, ha acquistato un dipinto molto costoso intorno al quale ruoterà il dibattito dei tre amici sul significato dell’arte astratta in paragone ad arti più rappresentative e tradizionali. Sotto la superficie, la commedia esplora con estrema ironia la profondità e la complessità dell’amicizia.

Nata a Parigi nel 1959, Yasmina Reza è la più prolifica drammaturga francese. Figlia di una violinista ungherese e di un uomo d’affari di origine ebrea-russa, è cresciuta in un ambiente artistico e cosmopolita. Sin dalla fine degli anni ’80, Yasmina Reza si è aggiudicata con le sue pièces numerosi premi tra cui il premio Molière, l’Evening Standard Award, il Lawrence Oliver Award, il Drama Circle Critics Award, il Theater Heute. Ma il “vero” successo, quello dei titoli a piena pagina sui giornali, è arrivato con la pubblicazione di L’alba la sera o la notte, un libro – o meglio, come lei stessa suggerisce – “uno schizzo” su Nicolas Sarkozy, immediatamente tradotto in tutto il mondo.

Teatro Comunale Concerti – Quartetto Di Cremona

Lunedì 14 marzo ore 20.45

Quartetto Di Cremona

Andrea Lucchesini, pianoforte

Cristiano Gualco, violino

Paolo Andreoli, violino

Simone Gramaglia, viola

Giovanni Scaglioni, violoncello

e con la partecipazione di Giuseppe Russo Rossi, viola

Ludwing van Beethoven Sonata n. 23 in fa min. op.57 “Appassionata” Quartetto n.7 in fa magg. op. 59 n.1 Concerto n.4 in sol magg. op. 58* versione per pianoforte, due violini, due viole e violoncello a cura di Hans Wermer Kuthen* (Prima esecuzione italiana)

Ore 20.00, Ridotto del Teatro Comunale: introduzione all’ascolto

Andrea Lucchesini apre il concerto con la Sonata per pianoforte n. 23 in fa maggiore, conosciuta con l’appellativo di “Appassionata” e considerata come uno dei capolavori pianistici di Beethoven, insieme alla Waldstein op. 53 e a Les Adieux op. 81a. Composta tra il 1803 e il 1806 e dedicata al conte Franz von Brunswick, questa Sonata era ritenuta dallo stesso Beethoven tra le sue più riuscite, insieme alla successiva op. 78.

Il Quartetto di Cremona si cimenterà nel primo dei tre quartetti dedicati al conte Andrey Razumovsky, ambasciatore di Russia a Vienna, scritto nel corso dell’estate del 1806 ed eseguito per la prima a volta solo tre anni dopo a Vienna dal Quartetto Schuppanzigh. Accolto con molte perplessità dal pubblico, questo Quartetto fu invece molto amato da Schumann che, a proposito dello Scherzo, notò come i motivi raccolti dalla strada divenissero nelle mani di Beethoven le parole più belle del mondo.

La versione per musica da camera del Concerto n. 4 op. 58 per pianoforte, recentemente scoperta dallo studioso tedesco Hans Werner Küthen, all’inizio era destinata solo all’uso privato del principe Lobkowitz, che aveva ascoltato la versione originale del concerto per grande orchestra e desiderava riproporlo in versione cameristica nel suo palazzo viennese nel marzo 1807. L’arrangiamento è di Beethoven che però certamente affidò il compito di ridurre la parte orchestrale a un amico fidato, il violinista di corte Franz Alexander Pössinger, ma rimaneggiò personalmente la parte del pianoforte, soprattutto nei due movimenti estremi, modificando la partitura originale in più di ottanta punti per adattarla alle nuove proporzioni sonore aumentando considerevolmente le difficoltà tecniche della parte solistica

Teatro Comunale Danza – Trey Mcintyre Project

Mercoledì 16 marzo ore 20.45

Trey Mcintyre Project

Wild Sweet Love-Serious-Ma Maison

coreografia Trey McIntyre

musica AA. VV.

Ore 20.00, Ridotto del Teatro Comunale: incontro con gli artisti

Solo tre anni fa, Trey McIntyre Project è esploso sulla scena nazionale americana della danza dopo il debutto al Vail International Dance Festival. Le coreografie originali e all’avanguardia del progetto hanno ottenuto un successo immediato di pubblico e critica. Diretto da Trey McIntyre, che ha lavorato anche per l’American Ballet Theatre, lo Stuttgart Ballet, e altre prestigiose compagnie di tutto il mondo, Trey McIntyre Project vanta un cast di grandi professionisti della danza, che hanno ballato presso compagnie come Washington Ballet, Alonzo King’s Lines Ballet, Ballet Memphis e Oregon Ballet Theatre. Fin dalla sua stagione inaugurale, la Compagnia si è esibita in alcune delle sedi più famose degli Stati Uniti tra cui il Jacob’s Pillow, il Wolf Trap National Park for the Performing Arts e l’Aspen Dance Festival. Grazie alla straordinaria attitudine del coreografo per le svariate strutture musicali, il repertorio di Trey McIntyre Project spazia dalla musica classica (The Blue Boy sulle musiche del Concerto per pianoforte n. 1 di Beethoven), al rock (A Day in the Life, sulle musiche dei Beatles e High Lonesome sulle musiche di Beck), al jazz (Sacred Ellington, una collaborazione con la leggenda dell’opera Jessye Norman e Blue Until June sulle musiche di Etta James), a selezioni di musica bluegrass (Go Out). Grazie alla ricezione sorprendentemente positiva delle sue opere da parte della critica, TMP è diventata una vera e propria organizzazione che adesso si esibisce regolarmente sia negli Stati Uniti che in tournée internazionali.

Teatro Comunale Prosa – Se No I Xe Mati, No Li Volemo

Venerdì 18 marzo ore 20.45 Turno A

Sabato 19 marzo ore 20.45 Turno B

Domenica 20 marzo ore 16.00 Turno C

Teatro Stabile del Veneto “Carlo Goldoni”- Teatro Carcano di Milano – Teatri S.p.A.

Se No I Xe Mati, No Li Volemo

di Gino Rocca

con Virginio Gazzolo, Giancarlo Previati, Lido Spadaro, Michele Modesto Casarin

regia Giuseppe Emiliani

Sabato 19 marzo ore 17.00, Fondazione Benetton Studi Ricerche: incontro con gli artisti

Rappresentato per la prima volta nel 1926, Se no i xe mati, no li volemo è senza dubbio il capolavoro teatrale di Gino Rocca. La vicenda si svolge in una sonnolenta cittadina fra Venezia e Padova, in un palazzo fatiscente che un bizzarro nobiluomo, morendo in giovane età, ha lasciato con tutto il resto del suo patrimonio a una congregazione di carità, ma destinandone l’usufrutto, finché saranno in vita, ai nove amici che hanno condiviso la sua esistenza scioperata e innocentemente trasgressiva e assieme ai quali ha addirittura fondato un’associazione che porta il glorioso nome di “Se no i xe mati, no li volemo”. Dei nove, all’inizio del racconto soltanto 4 sono in vita (uno emigrato in America) e dei tre rimasti nessuno, ovviamente, ha più né la forza né la voglia di coltivare quell’antica fama. Sono Piero Scavezza che ha oramai perso il vigore di un tempo e guarda al momento in cui la morte lo ricongiungerà con il figlio caduto in guerra; Bortolo Cioci, diventato un brontolone ruvido e nevrotico e Momi Tamberlan, architetto stravagante e incompreso sposato in seconde nozze con la giovane Irma, che con le sue pretese e un tenore di vita sopra le possibilità di Momi, sta mandando in rovina la famiglia. Un brutto giorno l’avvocato Giostra, altero e baldanzoso, porta loro la ferale notizia che l’immobile, da loro occupato, proprietà della Congregazione, non spetta più loro di diritto perché da tempo i soci non rispettano le clausole dello statuto che prescrive, per ogni membro, una perenne vita spregiudicata e goliardica di cui essi devono quotidianamente dar prova. Malgrado la avanzata età e i crucci delle rispettive situazioni personali, i tre decidono di tornare a fare ‘i matti’ come ai tempi delle lontane imprese studentesche, nel tentativo di recuperare i loro diritti inseguendo una impossibile giovinezza. Il guaio è che i loro fisici non resistono alla prova e la farsa si trasforma in dramma, quasi in tragedia.

Teatro Comunale Concerti – Wiener Kammerensamble

Giovedì 24 marzo ore 20.45

Wiener Kammerensamble

Wolfgang Amadeus Mozart Divertimento in re magg. K 205

Luigi Bassi Fantasia da concerto, sopra motivi dal Rigoletto di Verdi

Richard Strauss/ Franz Hasenöhrl Till Eulenspiegel – einmal anders!

Richard Strauss/Erich Kaufmann da Der Rosenkavalier, Walzer

Johann Strauss Wo die Zitronen blühen – Walzer op. 364 Tritsch-Tratsch Polka op. 214 Wiener Blut Walzer op. 354

Ore 20.00, Ridotto del Teatro Comunale: introduzione all’ascolto

Il Wiener Kammerensemble è stato fondato nel 1970 dalle prime parti dell’Orchestra Filarmonica di Vienna ed è oggi riconosciuto come uno dei principali al mondo nel suo genere. Si presenta in formazioni strumentali che variano dal trio al piccolo gruppo cameristico, con un repertorio che spazia dalla musica classica a quella moderna. Quattordici registrazioni, numerose presenze all’interno di programmi radiofonici e televisivi, così come le molte tournée, hanno favorito la diffusione della migliore tradizione di musica da camera viennese in Europa e oltreoceano. Il programma si apre con un omaggio a Mozart di cui si ascolterà il Divertimento in re maggiore K 205, scritto nell’estate del 1771 a Salisburgo in vista di una esecuzione en plein air da tenersi a Vienna nel giardino di Anton e Anna Mesmer. Buscaroli scrive: “Il Divertimento K 205 è il capostipite di questa serie di capolavori controvoglia, che non si limitano più a organizzare il linguaggio contemporaneo, ma si giovano di un rapido ispessimento e allargamento di mezzi e di forme espressive…”.

Del compositore e clarinettista cremonese Luigi Bassi (1833-71), già primo clarinetto al Teatro alla Scala, l’Ensemble eseguirà la Fantasia da concerto, sopra motivi dal Rigoletto di Verdi, pezzo brillante per il quale Bassi è oggi ricordato. Seguirà Till Eulenspiegel – einmal anders! trascrizione per soli 5 strumenti del celebre poema sinfonico di Richard Strauss, a cura di Franz Hasenöhrl. Dal Cavaliere della rosa dello stesso Strauss il Wienerkammerensemble eseguirà invece i Valzer arrangiati da Erich Kaufmann. Concludono il concerto tre festose composizioni di Johann Strauss jr., i valzer Wo die Zitronen blühen (Dove fioriscono i limoni) e Wiener Blut (Sangue viennese) e la divertente polca Tritsch-Tratsch (Chiaccericcio).

Teatro Comunale Prosa – Dreams

Venerdì 1 aprile ore 20.45 Turno A

Sabato 2 aprile ore 20.45 Turno B

Domenica 3 aprile ore 16.00 Turno C

Teatro Nero Di Praga Dreams

Il meglio del Teatro Nero di Praga

di Jiri Srnec

regia Jiri Srnec

con Comapgnia del Teatro Nero di Praga

Sabato 2 aprile ore 17.00, Fondazione Benetton Studi Ricerche: incontro con gli artisti

Jirí Srnec è stato l’ideatore del Teatro Nero di Praga e ha fondato la compagnia omonima alla fine degli anni ’60, facendola diventare un punto di riferimento per lo sviluppo di questa tecnica teatrale nel resto del mondo. Grazie alla sua peculiare modalità di fare spettacolo, il Teatro Nero di Praga ha entusiasmato e stupito il pubblico di tutto il mondo, ha partecipato ad oltre sessanta festival teatrali ed è abitualmente in tournée attraverso tutti i continenti.

Dreams ossia Il Meglio del Teatro Nero di Praga è una retrospettiva di scene tratte dal repertorio del Teatro Nero di Jiøí Srnec, dal 1961 ad oggi; è stato ideato al fine di permettere allo spettatore di comprendere appieno le tecniche e le fonti d’ispirazione della compagnia. Gli estratti che compongono Dreams provengono dalle performance di maggiore successo della compagnia che hanno riscosso il favore del pubblico in tutto il mondo in oltre quarant’anni di carriera, come La bicicletta volante, Metafore e La settimana dei sogni.

Sul palcoscenico viene presentata una combinazione unica di oggetti che prendono vita, che accompagna l’esibizione di attori e mimi. È uno spettacolo pieno di magia, divertente e adatto a tutte le età, acclamato dalla critica e dal pubblico già dal suo debutto al Royal Theatre di Edimburgo.

Teatro Comunale Danza – Rachmanivov Tango

Sabato 9 aprile ore 20.45

Sng Opera In Balet Ljubljana – Slovene National Theatre Rachmanivov Tango

coreografia Hans Van Manen, Ivo Van Zwieten

musiche Sergey Rachmaninov, Astor Piazzolla

Ore 20.00, Ridotto del Teatro Comunale: incontro con gli artisti

Due “olandesi” a confronto, il giovanissimo talento coreografico Ivo van Zwieten e il Maestro Hans Van Manen, recentemente omaggiato con una settimana di celebrazioni dall’HET National Ballet, in occasione del suo 75° compleanno, e i cui lavori figurano nel repertorio delle più importanti compagnie del mondo. Entrambi amano lavorare senza seguire un filone narrativo ma utilizzando la musica quale punto focale della coreografia. Rachmaninov Tango è un interessante contributo alla creatività della danza moderna europea che dà vita ad una peculiare simbiosi. Nonostante il notevole gap generazionale, l’intrecciarsi delle riflessioni sul XX e XXI secolo ha in comune un’analoga ricerca d’ispirazione all’interno delle infinite dimensioni della musica di Rachmaninov e Piazzolla.

Rhapsody, prima coreografia in programma, è stata creata da Ivo van Zwieten sulla musica di Rachmaninov. Lo scopo del brano è quello di forgiare forme precise, accompagnate da allegri intensi e adagi passionali. Cinque coppie, uomini e donne esprimono i loro sentimenti senza narrare una storia precisa. Di Hans van Manen sarà rappresentato il suo capolavoro maggiormente eseguito in tutto il mondo, concepito nel 1977 e considerato uno dei brani del suo “repertorio storico”. Si tratta di 5 tangos, sulla musica di Astor Piazzolla.

Per questo brano Van Manen sostituisce le classiche scarpe con tacco del tango con le punte della danza classica sperimentando così una danza di passione e di tentazione: non una versione stereotipata, bensì guidata dall’espressione glaciale dei danzatori.

Teatro Comunale Prosa – Le Bugie Con Le Gambe Lunghe

Venerdì 15 aprile ore 20.45 Turno A

Sabato 16 aprile ore 20.45 Turno B

Domenica 17 aprile ore 16.00 Turno C

Elledieffe s.r.l., La Compagnia di Teatro Luca De Filippo

Le Bugie Con Le Gambe Lunghe

di Eduardo De Filippo

con Luca De Filippo, Nicola Di Pinto, Anna Fiorelli, Fulvia Carotenuto, Carolina Rosi, Massimo De Matteo

regia Luca De Filippo

Sabato 16 aprile ore 17.00, Fondazione Benetton Studi Ricerche: incontro con gli artisti

Le bugie con le gambe lunghe, scritta nel dicembre 1946, subito dopo il debutto napoletano di Filumena Marturano, è una commedia sul tema della verità e della menzogna, in cui la vena amara che scorre in sottofondo alla comicità, a tratti quasi farsesca del primo atto, si accentua con il procedere dell’azione, tanto da far scrivere a Gerardo Guerrieri: “Eduardo scansa gli effetti e le situazioni già fatte, accenna, colpisce di striscio con una padronanza del mezzo tecnico impressionante…, conferendo al testo un suo carattere insieme “antico” e sperimentale. ”

La storia vive dei reciproci intrighi che alcune coppie intrecciano intorno a Libero Incoronato, un uomo modesto, onesto, insieme dignitoso e fiero, la cui vita tranquilla viene sconvolta dai vicini che tentano in ogni modo di coinvolgerlo, suo malgrado, nelle loro squallide storie. Prima ingenuamente ostinato nello smascherare le clamorose menzogne spacciate per verità, di cui è testimone, Libero decide alla fine di adeguarsi in modo provocatorio alla regola generale, rilanciandola e amplificandola fino al paradosso.

Ed ecco il titolo della commedia, che rovescia il proverbio popolare: le bugie con le gambe corte sono quelle dei bambini, quelle puerili, mentre quelle con le gambe lunghe sono quelle “che tutti noi dobbiamo aiutare a camminare per non far cadere l’impalcatura della società” (Eduardo nell’intervista a Sergio Romano).

Teatro Comunale Concerti European Union Chamber Orchestra

Lunedì 18 aprile ore 20.45

European Union Chamber Orchestra

Enrico Dindo, violoncello

Wolfgang Amadeus Mozart Eine kleine Nachtmusik in do magg. K 525

Franz Joseph Haydn Concerto per violoncello e orchestra n .1 in do magg. Sinfonia in fa min. n. 49 ” La Passione”

Ore 20.00, Ridotto del Teatro Comunale: introduzione all’ascolto

Universalmente nota come Eine kleine Nachtmusik, questa composizione, portata a termine nel 1787, è il notturno per orchestra per antonomasia. Concepita per piccola orchestra di soli archi, è di struttura relativamente semplice ma piena di idee portate avanti con grande leggerezza e continuità. Il Concerto per violoncello e orchestra n. 1 in do maggiore di Haydn fu composto tra il 1761 e il 1765 ed è, fra le opere giovanili del compositore, quella più impegnativa; la sua struttura rispecchia ancora la concezione tardo barocca del solista che dialoga con archi e fiati. Si compone di tre movimenti: Moderato, dal carattere pomposo ed aristocratico, Adagio di grande contabilità, caratterizzato da una bellissima melodia, Finale brillante e ricco di virtuosismi. Nella aseconda parte della serata sarà eseguita la Sinfonia in fa min. n. 49 “La Passione” dello stesso Haydn. Scritta nel 1768, nella fase cosiddetta “sturmeriana” del compositore, “La Passione” indaga l’orizzonte religioso e affronta il problema della morte meditando sul sacrificio di Cristo. L’Andante di apertura oscilla tra l’ombra e la luce in un confronto serrato fra lutto e consolazione; ad esso risponde un Allegro tempestoso cui segue un esitante Minuetto melanconico e quasi privo di forze; drammatico risulta il Finale che incalza senza tregua opponendo armonie maggiori e minori.

Enrico Dindo si diploma al Conservatorio “G. Verdi” di Torino, perfezionandosi in seguito con Egidio Roveda e con Antonio Janigro. A soli 22 anni, nel 1987, è primo violoncello solista nell’Orchestra del Teatro alla Scala. Nel 1997 conquista il Primo Premio al Concorso “Rostropovich” di Parigi. Da quel momento inizia un’intensa attività da solista. Nel 2000 riceve il Premio “Abbiati” come miglior solista e nel 2005 il Premio “Vittorio De Sica” per la musica. Suona un violoncello Pietro Giacomo Rogeri (ex Piatti) del 1717.

Dopo il debutto nel 1981, la EUCO si è guadagnata la reputazione mondiale di ambasciatrice della musica per l’Unione Europea. Grazie all’aiuto della Commissione Europea, le sue tournée toccano tutti gli angoli della mondo. Tra le collaborazioni l’orchestra annovera quelle con Yehudi Menuhin, Lazar Berman, Mischa Maisky, Severino Gazzelloni.

Fonte ed info: www.teatrispa.it

Teatro Comunale
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Teatro Eden
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