Bedrós o il resto della spada – Spettacolo teatrale agli Spazi Bomben


Bedrós o il resto della spada – Spettacolo teatrale agli Spazi Bomben

Bedrós o il resto della spada, spettacolo teatrale di e con Filippo Tognazzo in collaborazione alla drammaturgia di Antonia Arslan e la supervisione di Lara Mottarlini. Giovedì 19 aprile 2012 ore 20.30 Auditorium spazi Bomben. Musiche a cura di Giorgio Gobbo e Sergio Marchesini, prodotto da Zelda-compagnia teatrale professionale e Nairi Onlus con il contributo dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova. Introdurrà lo spettacolo la scrittrice Antonia Arslan che nell’occasione presenterà il suo ultimo romanzo Il libro di Mush

Auditorium spazi Bomben, Fondazione Benetton Studi Ricerche, via Cornarotta 7, Treviso
Con una prima provinciale si concluderà, giovedì 19 aprile alle ore 20.30, negli spazi Bomben di Treviso, Pietre, prigioni e petali di rose il ciclo di tre letture sceniche e un evento speciale, organizzato dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche, in collaborazione con Zelda-compagnia teatrale professionale, per riflettere, attraverso la letteratura, intorno al tema dei diritti umani.

Andrà in scena infatti (dopo il debutto realizzato in collaborazione con l’associazione Italiarmenia di Padova, in programma martedì 17 aprile alle ore 17.30 nell’auditorium del Centro Culturale San Gaetano di Padova) lo spettacolo Bedròs o il resto della spada, dedicato alla memoria del genocidio armeno, scritto e interpretato da Filippo Tognazzo, con la collaborazione alla drammaturgia della scrittrice Antonia Arslan (autrice de La masseria delle allodole, La strada di Smirne e Il libro di Mush) e con la supervisione di Lara Mottarlini dell’associazione Nairi Onlus. Musiche a cura di Giorgio Gobbo e Sergio Marchesini, rispettivamente voce e chitarra, e fisarmonica della Piccola Bottega Baltazar.

Lo spettacolo sarà introdotto da Antonia Arslan che nell’occasione presenterà il suo ul¬timo romanzo Il libro di Mush (Skira, 2012).

Bedròs o il resto della spada, prodotto da Zelda-compagnia teatrale professionale e da Nairi Onlus, con il contributo dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova, racconta la storia del giovane armeno Bedròs, strappato nella primavera del 1915 alla sua esistenza quotidiana. Il ragazzino si ritrova deportato lontano da casa, mentre assieme alla madre e al fratello Kirkor attraversa la piana torrida di Urfa.
Scampato al massacro della carovana su cui viaggiava, trova rifugio prima presso due vecchi pastori curdi, quindi presso la casa di un ricco turco di Diyarbakir. Da lì inizia una nuova fuga verso il porto di Smirne in compagnia della greca Clio attraverso cattedrali sotterranee, incubi e imprevedibili incontri.

«Leggendo le numerose testimonianze raccolte sul genocidio degli armeni» spiega Filippo Tognazzo «ci siamo resi conto che moltissime appartenevano a donne. Per evitare possibili resistenze, infatti, fin dall’inizio delle operazioni di stermino moltissimi uomini furono convocati dalle milizie turche e uccisi. Furono perciò soprattutto le donne a sopravvivere al genocidio, seppure in condizioni disperate, patendo deportazioni, violenze e privazioni di ogni genere. E spesso sono state proprio le donne armene a perpetuare il ricordo di quel genocidio.
Nel bel romanzo di Kemal Yalçin Con te sorride il mio cuore abbiamo trovato un nucleo per la nostra storia. Yalçin racconta di un ragazzino costretto dai turchi a gettare il fratellino malato nell’Eufrate; non ha scelta, altrimenti uccideranno, oltre al fratello, anche lui. Raramente ci era capitato di leggere una pagina tanto straziante: un bimbo era costretto a commettere un gesto terribile. Un atto tremendo, una violenza tesa ad annientare il nemico non solo fisicamente, ma anche moralmente, distruggendone l’umanità. Abbiamo deciso allora che avremmo scritto una storia piena di sentimento, stupore e affetto. E che la storia sarebbe stata raccontata attraverso gli occhi puri di un ragazzino.
Bedròs racconta appunto di come un semplice ragazzino con l’aiuto di Clio, la ragazza greca che lo accompagna, riesca a sopravvivere al genocidio e diventare adulto in un mondo ostile e privo di umanità. Per quanto sistematico, pianificato ed efficace possa essere un piano di sterminio, sempre qualcosa sopravvive tra le pieghe della storia, e da quel germe rinasce la speranza».

«Sono stata molto felice di collaborare al progetto» racconta Antonia Arslan «l’idea mi è subito piaciuta: si tratta di un’originale rivisitazione della tragedia del genocidio degli armeni, vista attraverso la sensibilità e l’istintivo coraggio dei bambini coinvolti, il cui mondo scompare improvvisamente nel fuoco e nel sangue, e che sono costretti a diventare precocemente adulti attraverso le terribili prove che devono sopportare. Essi sono soli, orfani: si rifugiano in un mondo fantastico, e tutto il testo è ritmato sulla loro perduta voce infantile, affranta ma coraggiosa, che soffre l’insoffribile ma non perde una sorgiva innocenza.
Ho amato subito il progetto. Mi sono poi entusiasmata del testo, man mano che mi veniva presentato e – se si può dire – sceneggiato dalla viva voce dell’autore. Penso che questo spettacolo possa essere straordinariamente utile per presentare al pubblico adulto, ma soprattutto a quello giovanile, una visione inedita ed efficace della prima grande tragedia genocidaria del Novecento; ma anche per ottenere un coinvolgimento educativo profondo, delle emozioni e dei sentimenti».

La serata si concluderà con un brindisi.
Ingresso 5 euro
Per informazioni: Fondazione Benetton, tel. 0422.5121, fbsr@fbsr.it, www.fbsr.it;
Zelda-compagnia teatrale professionale, cell. 340.9362803, spettacoli@zeldasrl.com.

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