Grande Guerra – Isonzo e piave: soldati al fronte al Sant’Artemio


Grande Guerra – Isonzo e piave: soldati al fronte al Sant’Artemio

Venerdì 6 marzo 2015 ore 18:30 presso il foyer Sant’Artemio della Provincia di Treviso, con ingresso libero si aprirĂ  la mostra fotografica; Grande Guerra Isonzo e piave: soldati al fronte. La Mostra propone fotografie appartenenti al Centro di Documentazione Storica sulla Grande Guerra Cedos – Grande Guerra di San Polo di Piave (Treviso), il cui eccezionale patrimonio iconografico è nato da un fondo fotografico donato nel 1992 da Eugenio Bucciol a seguito di lunghe ricerche condotte a Vienna, soprattutto presso l’Archivio di Guerra.
Tale fondo iniziale, costituito da circa 1.500 riproduzioni fotografiche per lo più inedite, relative al prime conflitto mondiale 1915-1918 che documentano in particolare i fronti italiani dell’Isonzo e del Piave nonché l’occupazione del Veneto Orientale e del Friuli nel 1917-1918, nel 1994 si è poi arricchito di altri 3.500 soggetti fotografici per lo più provenienti dall’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano – Museo Centrale del Risorgimento di Roma, donati in copia dalla Fototeca della Regione Veneto. Il fondo, soprattutto in questo ultimo decennio, è stato ulteriormente incrementato grazie a donazioni di privati.
Da questa preziosa raccolta sono già state realizzate diverse mostre che hanno girato nell’arco di un ventennio in parecchie città e regioni d’Italia nonché in alcune città e capitali d’Europa tra cui Vienna, Praga, Bratislava e Tirana.

Questa Mostra composta da 143 selezionati soggetti fotografici, di provenienza italiana e austriaca, colti dagli obiettivi degli operatori nei campi di battaglia e nei territori occupati, documenta le varie situazioni e condizioni in cui si trovarono ad operare i soldati chiamati al fronte costretti a uccidere per sopravvivere, spinti da parole d’ordine, da ideali che probabilmente non comprendevano e talvolta non condividevano.
Si affermò allora la guerra totale che coinvolse nelle privazioni e nella fame in modo massiccio come mai prima anche le popolazioni civili.
Si sperimentarono nuove armi, nuove strategie, nuovi standard nella gestione degli uomini in armi e dei prigionieri, che troveranno applicazioni terribili nel secondo conflitto mondiale, germinato dal primo.
Dalla prima guerra mondiale, con il disfacimento soprattutto della duplice monarchia danubiana nacquero nuove entitĂ  statali; nelle trincee gli italiani cominciarono a conoscersi, concludendo – secondo la vulgata – il risorgimento nazionale. La guerra cancellò l’egemonia dell’Europa e vide affacciarsi sulla scena mondiale la potenza americana; sfociò in tensioni sociali e politiche, la piĂą significativa delle quali fu la rivoluzione sovietica, seguita poi dall’avvento del fascismo in Italia e tutto ciò che seguì. La guerra portò a concentrazioni nelle industrie, accompagnate da innovazioni nella organizzazione e nelle tecnologie.
Dalle ferite e rovine lasciate dalla guerra scaturirono nuovi ideali e una nuova visione del mondo da cui emersero, anche in modo dirompente, istanze di giustizia sociale e rivendicazioni di diritti individuali, che solo in parte e a volte in modo contradittorio si affermarono. Ma tutto ciò aprirebbe a considerazioni di ampio respiro, che non sono oggetto di questa serie di immagini che vogliono invece offrire lo spunto di riflessioni personali, a cent’anni dal loro accadimento.
Per l’occasione e a compendio della stessa Mostra è stata realizzata una apposita pubblicazione, inserita all’interno della collana Quaderni del Cedos, edita da Kellermann, che contiene vari approfondimenti sulle tematiche ivi presenti. Nella stessa collana ideata e promossa dalla Commissione d’Indirizzo del Centro, in stretta collaborazione con lo stesso editore, è giĂ  uscito a fine giugno 2014 il primo numero intitolato Obiettivo Grande Guerra. Sarajevo 1914.

info e fonte; info@cedosgrandeguerra.it

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