Guitarland – Concerto al Palateatro di Villorba


Guitarland – Concerto al Palateatro di Villorba

GUITARLAND in concerto venerdì 20 novembre si terrà il concerto musicale che vedrà protagonisti 6 chitarristi pecializzati in stili differenti (dal classico al rock, dal blues al country, dal jazz alla chitarra acustica, dal flamenco alla musica brasiliana) che si esibiranno in sestetto in brani originali da loro scritti e in arrangiamenti di brani di celebri autori… mantenendo ognuno le proprie caratteristiche ma allo stesso tempo formando un connubio che porta alla nascita di un nuovo linguaggio, fatto di sei mondi apparentemente lontani, fusi nel denominatore comune della chitarra.

La manifestazione ha ottenuto il patrocinio della Regione Veneto.

venerdì 20 novembre 2009

ore 21.00

Palateatro di Via Cave, Fontane di Villorba

INGRESSO LIBERO fino ad esaurimento posti

Gli artisti :

Luciano BOTTOS

Strumentista poliedrico, esperto nelle principali tecniche moderne.

Bruno GENNARO

Brioso flamenchista perfezionatosi in Spagna, compositore e docente.

Tolo MARTON

Rock, blues, country, filosofo delle sei corde, ‘ vincitore della prima edizione della “Jimmy Hendrix Electric GuitarCompetition” in Seattle.

Alberto NEGRONI

Diplomato al G.I.T. di Hollywood, collaboratore dei più importanti jazzisti internazionali.

Massimo SCATTOLIN

Chitarrista classico di chiara fama, titolare del master al Mozarteum di Salisburgo.

Stefano SCUTARI

Esecutore e compositore specializzato in musica brasiliana.

Conciliare i confini nei quali sono relegati i generi musicali e stimolare gli etementi ad un più alto e sincero confronto: da un’idea di Massimo Scattolin nel 2007 nasce GUITARLAND, sei chitarristi specializzati in differenti stili che hanno messo la propria esperienza al servizio degli altri ed hanno creato un nuovo linguàggio ricco di sei mondi apparentemente lontani, fusi nel comune demoninatore della chitarra.

Nel corso della serata il gruppo propone principalmente brani originali scritti dagli artisti del gruppo; a questi si aggiungono composizioni celebri di altri autori con arrangiamenti realizzati dal gruppo. Tutti i brani’sono suonati in sestetto.

info: 0422.6179814

Guitarland
Sei corde senza confini
Palateatro di Fontane di Villorba (via Cave)
Inizio concerto ore 21
Ingresso libero fino ad esaurimento posti
Info: tel 0422/6179814-3

GLI ARTISTI

MASSIMO SCATTOLIN
Trevigiano, ha iniziato lo studio della chitarra con il Maestro Giorgio Baratella, perfezionandosi in seguito con il Maestro Alirio Diaz. Dopo aver iniziato giovanissimo la sua attività concertistica come solista, si è dedicato alla musica da camera, per specializzarsi poi nell’esecuzione dei principali concerti per chitarra e orchestra, meritandosi la dedica di opere di grandi compositori, come ad esempio Violet Archer e Astor Piazzolla. Si è così imposto brillantemente al pubblico in Europa e negli Stati Uniti, unanimemente definito dalla critica uno dei migliori esecutori della chitarra. E’ stato inoltre collaboratore delle principali reti televisive europee ed ha lavorato intensamente anche nel teatro con grandi attori come Cucciolla, Pagliai, Gassman. Membro di commissioni in prestigiosi concorsi nazionali e internazionali, è docente in vari corsi di perfezionamento in Italia e all’estero, ed è il primo chitarrista italiano titolare di cattedra di master al “Mozarteum” di Salisburgo. Ha inciso per la Symposium, la Sonar e la Rivoalto. Ha fondato gli ensemble “Paganini consort” e “Guitarland”. www.scattolin.org

TOLO MARTON
“Non posso fare a meno di pensare che se c’è un chitarrista in Italia che meriti l’appellativo di Guitar Hero, questo chitarrista si chiama Tolo Marton” (Tom Branson, critico musicale americano). Chitarrista compositore trevigiano, Tolo Marton vanta una carriera più che trentennale nell’ambito della musica d’ispirazione anglo-americana. Lo stile di Marton si potrebbe definire classic rock, quella musica che verso la fine degli anni Sessanta rivoluzionò la scena musicale, e che continua ad essere apprezzata e suonata anche dalle nuove generazioni. Ma il repertorio si basa su brani originali, dove si rincorrono linguaggi rock, blues, country, psichedelia, melodia e silenzi. Tolo Marton è stato premiato in America dal padre di Jimi Hendrix, il più grande genio della chitarra elettrica. Tolo è stato richiesto per suonare con Jack Bruce e Ginger Baker, due dei tre leggendari componenti dei Cream (il terzo era Eric Clapton), e ha collaborato con Ian Paice, il batterista dei Deep Purple. www.tolomarton.com

ALBERTO NEGRONI
Alberto Negroni è nato nel 1952 a Treviso. Cresciuto in una famiglia appassionata di musica, a 14 anni inizia a suonare dal vivo con i gruppi locali in piena atmosfera anni Sessanta. Alla fine del decennio conosce il grande sassofonista jazz Eddy Busnello, con il quale inizia una lunga e profonda amicizia ed una assidua collaborazione musicale. Nel 1976 si trasferisce a Londra, dove incontra il suo primo maestro di chitarra jazz, Ike Isaaks, allora numero uno dei veterani del jazz inglese. Collabora con vari musicisti londinesi tra i quali Dil Katz e Robert Greenfield. Nel 1977 conosce Bennet Glotzer, l’allora manager di Frank Zappa, che lo invita ad Hollywood. Comincia così a dividere il suo tempo tra l’Europa e la California. Nel 1981 si diploma al Musicians Institute (G.I.T.) di Hollywood, dove ha come insegnanti, tra gli altri, Joe Diorio, Pat Martino, Howard Roberts, Ron Eschete, Joe Pass. Negli anni a seguire collabora con vari musicisti italiani e stranieri in Europa e Stati Uniti. Dal 1995 Negroni divide il suo tempo tra l’Italia e il sud California, dove lavora in club, teatri e sale di registrazione. É un maestro della sei corde jazz, latin jazz, jazz contemporaneo e bossa nova. www.albertonegroni.com

BRUNO GENNARO
Brioso flamenchista perfezionatosi in Spagna, compositore e docente, Bruno Gennaro si è diplomato in chitarra al conservatorio F.Venezze di Rovigo. Autore di musiche per spettacoli di teatro, la grande passione di Gennaro è il flamenco. Nel 1989 ha fondato il gruppo di Musica Flamenca “El Duende“ col quale partecipa a importanti rassegne musicali in tutta Italia. Nel 1990 incide il suo primo demo intitolato “Rumbas y Colombianas” nel quale vengono eseguiti brani di origine Sudamericana e Flamenca. L’anno successivo, stabilisce a Granada un primo rapporto con Francisco Manuel Diaz, liutaio e chitarrista che gli fa conoscere il lato più vero genuino e popolare del flamenco. Sempre a Cordoba, Gennaro frequenta i corsi di perfezionamento tenuti da Manolo Sanlucar.

STEFANO SCUTARI
Nato a Venezia nel 1950, ha le sue prime esperienze musicali con i gruppi rock negli anni Sessanta, in seguito studia chitarra classica con il maestro Tommaso de Nardis, insegnante del Conservatorio B. Marcello di Venezia. Segue da studente due seminari dedicati alla chitarra jazz tenuti da J. Scofield e da J. Abercrombie. Da sempre appassionato di musica brasiliana, dal 1978 va spesso in Brasile dove ha avuto modo di incontrare e suonare con i musicisti brasiliani Horta, Delmiro, Pereira, Vasconcelos. Dal 1985 collabora con le riviste specializzate “Guitar Club” e “Strumenti Musicali” come curatore delle rubriche dedicate alla musica brasiliana. Nel 1992 ha realizzato il cd “Our favorite songs” con la cantante brasiliana Lica Cecato, nel 1996 il “Dawning” con brani originali, prodotto dalla Srazz Records. www.myspace.com/stefanoscutari

LUCIANO BOTTOS
Luciano Bottos inizia lo studio della chitarra con il maestro Carlo Ambrosi. Frequenta i corsi estivi di musica jazz a Siena e successivamente studia con vari insegnanti quali Augusto Mancinelli, Bobby Broom e Jack Wilkins. Nel frattempo si dedica alla chitarra classica con i maestri Scattolin e Corona, conseguendo il diploma al Conservatorio di Udine. Nel ‘96 partecipa ai corsi di perfezionamento di chitarra classica al Mozarteum di Salisburgo. Suona stili musicali diversi con varie formazioni: musica brasiliana (collaborando con il chitarrista Stefano Scutari e la cantante brasiliana Lica Cecato); classica con formazioni cameristiche; musica orchestrale (l’orchestra del Festival di Venezia); pop-country esibendosi in Italia e all’estero (Nashville USA). Suona con la Turn Over Country Band dal 1999. Bottos ha collaborato con vari musicisti italiani e stranieri e nel 2006 ha ricevuto il premio “La Grolla d’oro”. Si dedica inoltre all’insegnamento tenendo stages in diverse città. Attualmente insegna chitarra al Liceo Musicale “Manzato” di Treviso.www.myspace.com/lucianobottos

Recensione del cd di Guitarland “6 Alle Corde” (Azzurra) della rivista JAM (marzo 2009)
A volte capita di imbattersi in dischi che hanno l’unico obiettivo di rendere onore alla musica, alla creatività, al gusto di suonare insieme. Ed è un piacere scovarli e scoprirli. Come questo 6 Alle Corde dei Guitarland, un gruppo di amici e chitarristi d’eccezione, di background molto diverso tra loro, che appena possono amano la sfida di unire in un unico progetto le loro differenti esperienze artistiche. Nato da un’idea di Massimo Scattolin, celebre chitarrista classico, cui si sono affiancati Luciano Bottos (country-rock e jazz), Bruno Gennaro (flamenco), Alberto Negroni (Jazz), Stefano Scutari (chitarra brasiliana) e Tolo Marton (rock, blues e country), il progetto Guitarland approda ad un nuovo splendido capitolo in cui ad originali rivisitazioni (Piazzolla e Chick Corea) si affiancano composizioni originali. Fin dall’iniziale e irruenta Passion, di Bruno Gennaro, si coglie chiaramente lo spirito e l’affiatamento di queste sei chitarre che dialogano con maestria. Chi è appassionato dei temi di Morricone troverà un bellissimo Western Medley, assolutamente irresistibile nell’appassionato ed elegante svolgimento. Così come il più celebre brano di Tolo Marton, Alpine Valley, qui colpisce in un arrangiamento molto latino nel quale uno stupefacente ordito acustico esalta la toccante melodia della Stratocaster dell’artista trevigiano. L’evocativa Surprise di Alberto Negroni si dipana con classe attraverso veloci passaggi virtuosistici, Ma Cherie Alis di Massimo Scattolin è una riuscita e commovente ballata, mentre Nidaba, di Luciano Bottos è avvincente nell’intreccio di bassi e note bluesy. E si potrebbe continuare a commentare ogni brano con il gusto di scriverne bene. Insomma, un disco strumentale che sarebbe un peccato non scoprire. (C. Genovese, JAM, marzo 2009)

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