Il giorno dopo l’area del rogo che ha devastato la De Longhi non può che somigliare a tutte le zone colpite da un’incendio. Le foto che seguono non potranno che mostrare la portata dei danni .
Gli abiti ancora intrisi di odore di fumo mi ricordano che quanto è successo poteva essere molto più grave .
Rientro ora da un lungo giro intorno l’area dell’incendio e mi rendo conto quanto più drammatica poteva diventare l’intera vicenda. Nessun ferito, nessuna vittima, e solo, anche se molto .. spavento. Il vento, che ieri era modesto, ha dato certamente una mano provvidenziale a tutta l’area residenziale che ingloba gli – ex- stabilimenti, impedendo che la spaventosa nube prodotta dalla combustione delle materie plastiche soffocasse letteralmente una scuola media ed un’intero villaggio popolato da centinaia di famiglie, oltre ai quartieri selvana e carbonera che si trovavano in posizione “sotto vento”. Attualmente la situazione volge alla normalità e risulta completamente sotto controllo. La pubblica sicurezza controlla l’ accesso all’area mentre sono continuate per tutta la mattina le operazioni di “pulitura e bonifica” del manto stradale dalle fuliggini e materie tossiche ricadute per “fall out”.
Le operazioni di spegnimento, invece, stanno continuando. E’ certo che al centro del’area colpita dal devastante incendio ancora ardono chissà quali e quanti materiali certamente responsabili del fumo che avvolge l’intera zona oggi “sottovento”.
L’aria che già ieri sera nel centro cittadino era densa di acre sapore di plastica combusta, ora, nel quartiere di fiera è satura di fumo giallo grigio che ammorba l’intero isolato.
I dipendenti della De Longhi si accalcano ai ceck-point posti a cintura di isolamento dalle forze del’ordine in cerca di informazioni, di sapere se la propia auta lasciata nel parcheggio interno dell’azienda si sia salvata dal rogo, se è possibile dare “una mano” per cominciare il prima possibile la ripresa dei lavori .
L’accesso alla azienda è completamente andato in fumo e lì stanziano i colleghi di tutte le tv nazionali per i collegamenti giornalistici .
Il pericolo, quello vero, comunque oggi possiamo dire che è scampato, ma restano grandi incognite sulla sorte dei lavoratori e delle loro famiglie, molti dei quali extracomunitari e questo non potrà inevitabilmente che ricadere sulla loro già non facile posizione di “immigrati”. Dove ieri divampavano le fiamme oggi regnano sovrani silenzio e distruzione.
Dove sino a ieri alle 13.00 risiedeva una delle aziende che tanto lustro ha dato alla città di Treviso, e non ultimo il Sig. Giuseppe “Bepi” De Longhi, oggi, languono accartocciate le macerie di una azienda che tutti ci auguriamo ritorni presto con il suo carico di successo e di lavoro. W IL PINGUINO DE LONGHI !!
Ma una domanda resta ancora … sospesa … sarà vero che è stato fatto tutto il possibile per la salvaguardia di tutti ?
Il fumo, inevitabile, la puzza, e come evitarla… ? Ma un’angolo tra i più belli della città rischia di essere sfregiato dagli scarichi reflui che lentamente quanto inesorabilmente continuano a fluire nel sile dagli immissari che scorrono poco distante dalla sede dell’incendio .
Grazie a tutti dell’attenzione . CDZ
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grazie per l’ottimo resoconto e le foto!
oggi, a treviso, il cielo era comunque molto più sgombro di nubi sospette.
speriamo bene!!!
complimenti per il servizio e tutto il blog.
non so chi sei ma devo riconoscere che sei troppo avanti!!!!
Finalmente un sito in tempo reale. Treviso ne aveva bisogno.
Lucignolo
A me sembra che non tocchi nessuno dei problemi essenziali. Se era tossica e non puoi prevederlo solo con quello che ti dice il buon vecchio “Bepi”, uno percui conta solo il suo conto in banca. Perché non c’é stata evacuazione?
Perché l’Arpav che doveva monitorare l’aria ha detto che non era successo niente 24 ore prima di avere i dati?
Perché hanno fatto tornare i bambini in scuole puzzolenti e non pulite? Perché non fatto niente di niente per 72ore?
Qui mi fermo, io so le risposte e forse anche molti di voi finchè un pinguino conterà più di un cittadino.