Alle 13.00 circa di oggi lo stabilimento di elettrodomestici “De Longhi“, in zona Fiera a Treviso, ha subito ingenti danni a causa di un incendio le cui cause sono ancora tutte da stabilire. Alle 14.15, ora in cui sto battendo la notizia, addetti alle linee di produzione incontrati durante il reportage dichiarano che non ci sarebbero vittime o feriti.
LE PRIMISSIME IMMAGINI !
Grossi scoppi hanno anticipato l’incendio vero e proprio – si saprà poi essere stati causati dall’esplosione di fusti di vernice presenti sul luogo dell’incendio – e che in pochi minuti ( TTL ha la sede nei pressi del prato della fiera ) ha coinvolto l’intera area di produzione della De Longhi … Le urla delle prime sirene hanno allarmato l’intero quartiere mentre un fitta colonna di fumo nero si ergeva nel cuore dello stabilimento e nel cuore del denso abitato stretto tra via Seitz e via dei Zotti. Da strada Callalta, luogo dei primi scatti pubblicati lo spettacolo era drammatico … gl impiegati, in evidente “rompete le righe”, affollavano il marciapiede della statale mentre la loro azienda – e forse molti dei loro posti di lavoro – andava in fumo. Gli elicotteri della Polizia di Stato dall’alto sembravano voler circoscrivere l’area dell’incendio con il volteggiare delle loro pale, mentre molte autobotti dei Pompieri cominciavano ad intervenitre con i loro getti di schiume ritardanti . Dalle testimonianze raccolte da alcuni operai che ho incontrato nelle stradelle laterali sembrerebbe che non vi siano stati feriti o altro durante la catena di scoppi ed il conseguente propagarsi delle fiamme . La raccomandazione di chiudere le finestre veniva già diramata dai pompieri e dalla protezione civile accorsi sul luogo del disastro. Fortunatamente la brezza leggera e costante ha impedito che la nuvola dei miasmi e delle fuliggini si propagasse orizzontalmente e salisse solo verticalmente .. almeno fino ad ora che battiamo l’articolo .
Ringrazio l’ospitalità degli abitanti del quartiere le cui case si affacciano sullo stabilimento della De Longhi perchè ci hanno permesso di entrare nele loro case per queste foto. Erano tutti comprensibilmente preoccupati per i danni all’azienda, per gli eventuali feriti – che tutti speriamo non ci siano – e perchè il popolare quartiere di Fiera fin dagli inizi secolo a vocazione come si diceva una volta “proletaria” vede impiegati moltissimi dei suoi abitanti nelle sedi della De Longhi, Franchin, Zorzi, etc .. ed ora la preoccupazione sulla ripresa del lavoro è per questa realtà cittadina un altro problema che si aggiunge a quelli di uno dei quartieri ricordato “solo” per la fiera di S.Luca e le passeggiate domenicali sulla restera, e che invece meriterebbe molta più attenzione, oltre a quella della riqualificazione edilizia del lungo Sile ad opera dei soliti palazzinari .
Gli elicotteri ancora volteggiano sopra le nostre teste ma nulla è chiaro sui motivi dell’accaduto. Sembra che tutto abbia avuto inizio da una linea di produzione, la più interna, dove, tra le scatole di confezionamento dei prodotti ed i vari materiali antiurto necessari all’imballagio degli elettrodomestici pronti alla distribuzione si è scatenato l’inferno di fiamme che in poco tempo si è allargato all’intera area di produzione.
Mentre vi scriviamo sembra che solo le sole aree destinate ad uffici siano ancora libere dal fuoco.
Alle 16.10 il fuoco, tutt’altro che domato, sembra però circoscritto. Una speranza o una deduzione tratta dal nero fumo che va pian piano trasformandosi in un grigio giallastro cupo, segno forse che le schiume ritardanti stanno dando i primi risultati. E’ comunque viva la mia persnale preoccupazione per gli scarichi reflui di questi prodotti , in quanto, l’area di cinta degli stabili coinvolti è lambita da due differenti fiumi e che solo poche decine di metri più in giù sfociano direttamente nel fiume Sile. Per la prima volta nella vita ho la sensazione della precarietà . Solo vivendo in prima persona l’odore denso e pungente del fumo, le fiamme oltre i tetti e gli steccati, il continuo volteggiare degli elicotteri con tutte le livree presenti sul territorio, 118 carabinieri polizia pompieri esercito, gli appelli incessanti fatti al megafono dalla protezione civile e dai pompieri a non occupare le strade ed a chiudere le finestre per impedire l’entrata nelle abitazioni del fumo … avverto solo in minima parte cosa deve significare questo nelle zone colpite da devastazioni o martoriate da guerre e combattimenti . Paura! Solo questo . La “restera” sulla quale ci affacciamo è orribilmente deserta, nessuna mamma con il passeggino, anziano in bicicletta o sportivo in corsa. Cigni ed anatre riparate sotto il folto degli alberi o fuggite chissà dove. La magnifica giornata che era oggi ha cambiato colore. Il cielo ora è un immenso “filtro” che dall’alto ferma i raggi solari, il suo calore, e le brillantezze delle piante , le pareti degli edifici si sono trasformate in un “totally grey“. Solo ora mi accorgo di avere le ginocchia imbiancate di calce dopo essere salito all’ultimo piano di un cantiere edile nei pressi dell’incendio per fare degli scatti dall’alto. Poi è stato tutto un urlo, una sirena, le istruzioni ricevute dalle forze dell’ordine di ripararsi e di evitare di ingombrare la strada in attesa dell’arrivo dei primi mezzi di soccorso.
Corriere della sera «TENETE CHIUSE LE FINESTRE» – Un invito alla cittadinanza a chiudere prudenzialmente finestre e porte delle abitazioni vicine allo stabilimento De Longhi in fiamme, per via del grande fumo, è stato lanciato dai vigili del fuoco e dal prefetto di Treviso. «Il vento gioca a nostro favore, nel senso che il fumo è spostato verso l’alto e non si muove in un’unica direzione», ha detto il prefetto Vittorio Capocelli.
Rai News 24 – La nube sta portando su Treviso un’abbondante quantità di diossina”. Lo ha detto il comandante dei carabinieri del Noe (Nucleo operativo ecologico) per il Nord Italia, Michele Sarno,uscendo dallo stabilimento dopo un sopralluogo. “E’ un fatto naturale – ha aggiunto – quando si bruciano materie plastiche. In questo caso la quantità di materiale andato in fumo e’ notevolissima”.
Il vicecapo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Colcerasa si sta recando a Treviso per fare il punto della situazione sull’incendio della fabbrica della De Longhi.
COS’E’ LA DIOSSINA - Ecco che cos’é la diossina e quali sono i suoi potenziali effetti:
è un sottoprodotto di numerosi processi di produzione, utilizzazione e smaltimento del cloro e dei suoi derivati. La più famosa tra le diossine clorurate, ma anche la più tossica, è la tetraclorodibenzo-p-diossina, abbreviata con la sigla TCDD e usata, in passato, per la fabbricazione di alcuni erbicidi e di un agente antibatterico. La TCDD è stata riconosciuta la prima volta nel 1957, quando 31 lavoratori impiegati presso un impianto in Germania Occidentale presentarono disturbi dermatologici attualmente noti come cloracne: una patologia che si manifesta con eruzioni cutanee e pustole simili a quelle dell’acne giovanile, a volte estese su tutto il corpo e, nei casi più gravi, protratte per molti anni.
L’ESPOSIZIONE DELL’UOMO: avviene quasi esclusivamente attraverso l’assunzione di cibo, soprattutto carne, pesce e latticini. Nei casi di esposizione a concentrazioni elevate, per esempio per lavoro, le diossine hanno rivelato la capacità di ridurre la fertilità , lo sviluppo e le difese immunitarie dell’organismo.
POTENZIALE CANCEROGENO: alcuni studi eseguiti su cavie animali hanno dimostrato che la TCDD può essere cancerogena. Studi epidemiologici condotti sull’uomo hanno evidenziato una correlazione significativa tra l’esposizione a diossine e incremento di determinati tipi di tumore, come il sarcoma dei tessuti molli, i linfomi Hodgkin e non-Hodgkin, i tumori tiroidei e polmonari, i mesoteliomi. Un team di ricercatori coordinato da Pietro Alberto Bertazzi, del Dipartimento di Medicina del Lavoro dell’Università di Milano, sta attualmente conducendo uno studio epidemiologico su gruppi di popolazione esposti a TCDD in seguito all’incidente di Seveso avvenuto nel 1976, finalizzato a stabilire l’incidenza di tumori mammari e uterini, nonché la sopravvivenza nei 5 anni successivi alla diagnosi, nelle donne esposte a TCDD in seguito all’incidente.ANSA.it GALAN, ATTIVATA PROTEZIONE CIVILE – Il presidente della Regione Veneto Giancarlo Galan, appena informato dell’incendio scoppiato alla De Longhi di Treviso, ha attivato le strutture della Protezione Civile Regionale. I tecnici della Regione sono in contatto con i vigili del Fuoco e con le autorita’ intervenute sul posto. Uomini e mezzi della Regione sono pronti ad intervenire qualora la situazione lo richiede.
ore 18.06
http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?NewsId=69132 …. vorrei uscire .. prendere altre immagini, ma preferisco rispettare il lavoro di chi è impegnato in questa emergenza. L’aria, a dispetto degli appelli ripetuti e di quanto scrivono le grandi testate non sembra poi male, non così diversa dal solito, almeno “a naso”.
Treviso, 18:13
TREVISO: ARPAV, NON C’E’ ALLARME DIOSSINA
“Non ci sono motivi di ritenere che vi sia rischio legato alla diossina nel rogo dell’azienda De Longhi. L’azienda non e’ tra quelle a rischio”: lo sostiene l’Arpav, Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto, la quale precisa inoltre che “sia per il settore dove si e’ svolto l’incendio, sia per il tipo di materiale incendiato, non si ritiene che vi siano conseguenze per la salute dei cittadini. L’acido cloridrico e gli IPA presenti nella colonna di fumo che si e’ prodotta non sono in concentrazioni tali da creare problemi alla cittadinanza”. L’Arpav spiega poi che “la nube si sta spostando verso nord, in direzione opposta alla citta’ di Treviso”. Nell’operazione e’ impegnata una squadra specializzata di ARPAV e sono gia’ in corso nel laboratorio ARPAV di Venezia le analisi i cui risultati saranno pronti entro un’ora. Attualmente e’ in corso un vertice alla prefettura di Treviso. (AGI)
Ore 19.00
E’ ripresa la circolazione su via callalta, buon segno, a soli 200 metri dal luogo dell’incendio sembra tutto normale, o quasi!
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altre testimonianze e foto qui.
http://www.marcoziero.it/fatti-di-vita-quotidiana/nuvola-fumo-treviso-incendio-de-longhi/
ah, ottimo articolo, grazie per le informazioni aggiornate!
p.s. scusate il doppio commento
si bravo galan, io sono venuto via di lì alle 14,45 e di protezione civile non c’era traccia, il primo annuncio a noi che eravamo a poche centinaia di metri perchè sgomberassimo l’hanno dato alle 14,09. La prima macchina della PC che annunciava con i megafoni di tenere chiuse porte e finestre è passata in via bixio alle 17,30 (dico 17,30).Helas!
da me sono passati alle 16.00 a dire di chiudere le finestre. La nube però è arrivata poco prima delle 14.00. Alcuni asili sono stati evacuati nel primo pomeriggio, in quello frequentato dai miei figli sono arrivati i carabinieri alle 16.00 dicendo che dovevamo portarli fuori con i fazzoletti bagnati davanti alla bocca.
Francamente a me è sembrato un po’ tardivo l’avviso. A quell’ora il cielo era quasi sgombro dalla nube nera…
ringrazio tutti per i commenti positivi … alla prossima ,
però buona , notizia ! cdz
http://www.time-to-lose.it/time-to-lose/de-longhi-the-day-after.html
THE DAY AFTER !
ciao zio!!!!!!!!
caspita che foto che hai fatto…
sai che anche io sono passata vicino alla de longhi qualche tempo fa…ma è veramente impressionante come sia stato ridotta la fabbrica!!!!!
vabbè…vado che tra poco ho interrogazione di arte….
baci baci!!!!
smart!!