Andrea Molesini a Palazzo Foscolo – Oderzo 2011-11-01
Time To Lose

Calendario

Andrea Molesini a Palazzo Foscolo – Oderzo

Oderzo – TV Palazzo Foscolo Venerdì 4 novembre 2011, ore 21 Incontro con l’Autore; Andrea Molesini

Riprendono gli incontri con l’Autore promossi dalla Biblioteca di Oderzo e cresce l’attesa per l’incontro con il Premio Campiello, appuntamento consolidato dell’autunno culturale opitergino.
Grazie alla collaborazione con Fondazione Il Campiello e Unindustria Treviso, Fondazione Oderzo Cultura ospita per il quarto anno il vincitore del Premio Campiello Letteratura 2011: Andrea Molesini, con il romanzo Non tutti i bastardi sono di Vienna.

Non tutti i bastardi sono di Vienna è ambientato a Refrontolo, in una dimora signorile di un paesino a pochi chilometri dal Piave, nei giorni compresi tra il 9 novembre 1917 e il 30 ottobre 1918: siamo nell’area geografica e nell’arco temporale della disfatta di Caporetto e della conquista austriaca. La storia, che il giovane Paolo racconta, inizia con l’insediamento nella grande casa del comando militare nemico. La quotidianità rotta dall’occupazione nemica è lo spunto per narrare di un conflitto più grande, in cui tutto si perde, una cospirazione patriottica in cui si insinua lo scontro di psicologie tra i personaggi. Un romanzo, a lungo al vertice delle classifiche, che pone il lettore a confronto con passioni antiche – amore e odio, rispetto e vittoria.

La scelta di incontrare il pubblico proprio il 4 novembre è sembrata all’autore e agli organizzatori il modo migliore per celebrare la ricorrenza della fine della Grande Guerra, l’evento storico che fa da scenario all’opera di Molesini e sulla quale è ammirevole il suo lavoro di documentazione.

Andrea Molesini è nato e vive a Venezia. Apprezzato docente e traduttore di poeti americani, finora si era confrontato solo con narrativa per ragazzi. Col il suo primo romanzo, Non tutti i bastardi sono di Vienna, ha messo d’accordo pubblico e critica, tanto da aggiudicarsi il Premio Campiello Letteratura e il Premio Comisso.

fonte: Oderzo Cultura

You must be logged in to post a comment Login

Leave a Reply