Aperitivo al museo – La villa 2010-06-18
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Aperitivo al museo – La villa

Aperitivo al museo – Dialoghi su arte, architettura e musica a cura di Laura Moretti e Claudio Sartorato. Museo di S.Caterina, il 20 e 27 giugno e 4 luglio 2010, si propone un ciclo di tre appuntamenti impostati in forma di dialogo, con l’obiettivo di far conoscere e divulgare importanti aspetti della cultura del territorio veneto. Verrà affrontato il tema della musica in villa, a palazzo e in giardino tra Quattrocento e Settecento, attraverso una formula narrativa che prevederà, come supporto, la proiezione di materiali visuali, la descrizione e l’esposizione di strumenti musicali, la presentazione di opere d’arte conservate all’interno del museo.

dalle ore 11.30
I luoghi della Musica
Domenica 20 giugno 2010
La villa
Domenica 27 giugno 2010
Il palazzo
Domenica 4 luglio 2010
Il giardino
Segue aperitivo
Si propone un ciclo di tre appuntamenti impostati in forma di dialogo, con l’obiettivo di far conoscere e divulgare importanti aspetti della cultura del territorio veneto. Verrà affrontato il tema della musica in villa, a palazzo e in giardino tra Quattrocento e Settecento, attraverso una formula narrativa che prevederà, come supporto, la proiezione di materiali visuali, la descrizione e l’esposizione di strumenti musicali, la presentazione di opere d’arte conservate all’interno del museo.

Il contesto
Nel corso del Rinascimento la musica profana conobbe in Italia, e anche in area veneta, un’eccezionale fioritura. Tra le forme musicali che si svilupparono in questo periodo si ebbero ad esempio i canti carnascialeschi, la villanella, il balletto. Nell’ambito colto dominava il madrigale, che si costituì non solo come il frutto di una specifica cultura, ma anche come campo di strordinarie invenzioni linguistico-espressive. Accanto al madrigale classico si affermò anche il madrigale rappresentativo, impostato sulla narrazione di vicende allegre e popolari. Il sonare, cioè l’esecuzione di brani esclusivamente strumentali, prese piede in tutta Italia, permettendo lo sviluppo di nuovi strumenti e il miglioramento delle tecniche esecutive.

I luoghi principali in cui la musica profana era eseguita erano certamente le grandi corti, ma anche i palazzi e le ville di proprietà di famiglie facoltose e culturalmente elevate. Esecuzioni musicali per feste, intrattenimenti, celebrazioni, ma anche per consumo personale, si diffusero rapidamente anche nelle case delle classi sociali meno abbienti. Spesso gli stessi committenti e fruitori di musica profana diedero anche l’impulso alla costruzione di opere architettoniche di rilievo. Accanto alle grandi dinastie, iniziarono infatti a emergere nuove classi benestanti, desiderose di prestigio sociale e con nuove abitudini di vita, che portarono allo sviluppo di nuove tipologie architettoniche.

Elemento fondamentale nell’organizzazione sociale, economica e territoriale dello Stato veneziano, la villa ha sempre costituito un tratto caratterizzante e identitario del patrimonio culturale di questo contesto, divenendo un modello diffusosi poi anche nell’Europa del Nord, in Inghilterra e in America. Luogo riservato al riposo, allo svago, all’otium, ma anche simbolo di potere politico ed economico, la villa è sempre stato lo scenario ideale per l’affermazione dei gusti e delle esigenze di chi la ha abitata.

Da diversi tipi di fonti emerge che in queste residenze fosse presente una vita musicale di rilievo. Da alcune testimonianze scritte, ad esempio, è possibile evincere che i luoghi principali per l’esecuzione di musica nelle ville fossero i grandi saloni: lo stesso Andrea Palladio, ad esempio, afferma che le sale potevano avere molti usi, tra cui quello di ospitare feste con intrattenimenti musicali Sono piuttosto frequenti anche le testimonianze letterarie di esecuzioni musicali all’aperto nei giardini delle ville.

Molte sono le testimonianze iconografiche: fra le più importanti si ricordano le illustrazioni dell’Hypnerotomachia Poliphili di Francesco Colonna (1499), gli affreschi nel salone della villa palladiana di Caldogno, decorata da G.A. Fasolo e G.B. Zelotti nel terzo quarto del Cinquecento, le figure di musicisti raffigurate negli affreschi di Paolo Veronese nel salone della palladiana villa Barbaro di Maser (1559), il celebre Concerto in villa di Lodewijck Toeput, detto Il Pozzoserrato (c.1596), conservato presso il Museo Civico di Treviso, e molte altre.

Laura Moretti ha conseguito la Laurea in Architettura e il Dottorato di Ricerca in Storia dell’Architettura e dell’Urbanistica presso l’Università IUAV di Venezia, il Master Europeo in Storia dell’Architettura presso l’Università degli Studi Roma Tre e il Diploma in Violoncello presso il Conservatorio “A. Steffani” di Castelfranco Veneto (TV). Si occupa prevalentemente di ricerche riguardanti il rapporto tra l’architettura e la musica nel Rinascimento italiano. È stata Research Associate presso il Department of History of Art della University of Cambridge. È membro della Faculty of Music della University of Cambridge. Attualmente ricopre la carica di Scott Opler Research Fellow in Architectural History presso Worcester College, Oxford, occupandosi di una ricerca intitolata ‘Spaces for musical performance in Italian Renaissance villas and palaces’. Nella primavera del 2010 sarà Craig Hugh Smyth Fellow presso Villa I Tatti, The Harvard University Center for Italian Renaissance Studies, Firenze, per condurre la ricerca ‘Palladio’s Patrons and Music: Connections between Cultural Interests and Architecture’. Fra le sue pubblicazioni si ricordano Deborah Howard, Laura Moretti, a cura di, Architettura e musica nella Venezia del Rinascimento, Milano: Bruno Mondadori, 2006; Laura Moretti, Dagli Incurabili alla Pietà. Le chiese degli Ospedali Grandi veneziani tra architettura e musica (1522-1790), Firenze: Leo S. Olschki, 2008; Deborah Howard, Laura Moretti, Sound and space in Renaissance Venice. Architecture, Music, Acoustics, New Haven and London: Yale University Press, 2009.

Claudio Sartorato Dopo aver conseguito la Maturità si è Diplomato in Canto presso il Conservatorio “A. Steffani” di Castelfranco Veneto (TV), ha poi conseguito il Diploma triennale di Accordatore presso il Conservatorio “A. Venezze ” di Rovigo e il Master triennale di dulciana/fagotto barocco al Conservatorio “C. Pollini” di Padova. Successivamente si è dedicato al management nel settore dello spettacolo continuando parallelamente la propria attività musicale con particolare predilezione per la musica antica. Nell’ambito della produzione ha collaborato con l’associazione Asolo Musica-Veneto Musica, come responsabile dei servizi musicali al Teatro Comunale di Treviso, dal 1998 è Segretario Generale dell’Orchestra Regionale Filarmonia Veneta e dal 2008 è Direttore del Teatro Comunale Città di Vicenza. Ha curato per conto della Regione del Veneto il Convegno Canti e suoni e musiche antiche, tra sacro e profano dal Medioevo al Rinascimento nel Veneto a Castelbrando. Ha collaborato con il C.E.R.S. Comitato Europeo Rievocazioni Storiche con seminari dal tema Suoni e strumenti nel medioevo. E’ stato docente ai Corsi di Aggiornamento della Regione Veneto sulla Cultura Veneta, consulente, sempre per la Regione Veneto, per il coordinamento organizzativo, culturale ed artistico per le Iniziative dirette Legge 52/84; membro della Direzione Artistica Concorso Internazionale d’Archi di Vittorio Veneto (TV) e Consulente del settore Musica per la Provincia di Treviso. Ha costituito vari gruppi musicali dediti alla esecuzione di musica antica eseguendo oltre 200 concerti, ha inciso la Messa di F. Cavalli, “Promethee XII” del compositore armeno Haig Vartan, un CD con musiche inedite di Sonate di B. Marcello, Ardo CD di musiche del ‘600 veneto, Cantate da Camera di A. Steffani, Medievali Passioni (RivoAlto) e Alla ricerca dei suoni perduti.
info@musiecivicitreviso.it
www.museicivicitreviso.it

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