“Canaletto – Venezia e i suoi splendori” 2008-04-16
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“Canaletto – Venezia e i suoi splendori”

Il 2008 si preannuncia come l’anno di CANALETTO. A Casa dei Carraresi di Treviso, infatti, dal 23 ottobre prossimo, una sfilata di autentici capolavori racconterà, come mai è stato fatto finora, la vicenda artistica di Antonio Canal detto Canaletto e quella del Vedutismo veneziano, uno dei fenomeni artistici più significativi del Settecento europeo.Canaletto – Venezia e i suoi splendori” Dal 23 ottobre 2008 Al 05 aprile 2009
Sede: Casa dei Carraresi – Treviso

È dal 1967, l’anno della memorabile mostra I vedutisti veneziani del Settecento, allestita a Venezia in Palazzo Ducale, che non viene proposta al grande pubblico un’articolata panoramica d’alto livello sulla veduta veneziana.

La mostra, organizzata da Artematica e Fondazione Cassamarca, è curata dai maggiori esperti a livello internazionale di Canaletto e della pittura veneziana del Settecento (1697-1768), e presenterà un centinaio di opere del maestro veneziano e dei maggiori esponenti del vedutismo, quali Luca Carlevarijs, Bernardo Bellotto, Francesco Guardi e Michele Marieschi, provenienti dai musei e istituzioni pubbliche e private fra le più importanti del mondo come il Rijksmuseum di Amsterdam, la Gemäldegalerie di Berlino, la Gemäldegalerie di Dresda, la Galleria degli Uffizi di Firenze, il Museé du Louvre di Parigi, l’Alte Pinakothek di Monaco di Baviera, il Metropolitan Museum di New York, l’Ermitage di San Pietroburgo, il Museo del Prado di Madrid, la Galleria Nazionale d’arte Antica di Roma, l’Ashmolean Museum di Oxford; il Kunsthistorisches Museum di Vienna.

Nessun luogo, come Venezia, è mai stato tanto raffigurato – e mai lo fu come nel Settecento – al punto che il soggetto è stato in grado di determinare un genere, quasi fosse nato a celebrare la città prima della fine della millenaria Repubblica.

Proprio per questa ragione la mostra avrà come unica protagonista proprio Venezia, tralasciando alcune declinazioni della produzione vedutistica veneta.

Sarà Canaletto il fulcro attorno cui ruoterà tutta l’esposizione, sia per il suo ruolo egemone, che per la complessità del suo percorso artistico. A Treviso si presenterà un’altissima selezione di opere raccolte nell’intero arco della sua produzione, che possano dare al pubblico un’adeguata immagine del valore delle sue creazioni, anche attraverso la selezione di lavori meno conosciuti.

L’iniziativa consentirà di affrontare un percorso ‘storico’ coerente in grado di svelare lo sviluppo del genere in tutto il ‘700. Dalle prime ‘entrate’ di Luca Carlevarijs che inquadrano quasi senza cambiamenti la processione di illustri ospiti lungo l’affollato parterre della Piazzetta, la città progressivamente si svela attraverso i dipinti di Canaletto che nell’arco della sua carriera inventa alcune fortunatissime inquadrature destinate a esemplificare l’immagine di Venezia nei secoli a venire: Il Ponte di Rialto, la Riva degli Schiavoni, i vari scorci del Canal Grande, la Piazza e il Molo di San Marco. L’occhio del grande artista si sofferma tuttavia anche su angoli della città meno noti, presentandone il volto popolare e quotidiano come nel caso del Mercato a Rialto o del Campo di San Giuseppe a Castello. Spetterà a Francesco Guardi chiudere l’itinerario. Alle riprese di Venezia egli affianca quelle della laguna, ampliando gli orizzonti del vedutismo veneziano settecentesco fino a dissolverlo nelle vaste distese d’acqua e di cielo.

Catalogo Marsilio.

Comitato scientifico:

Irina Artemieva, Museo Statale dell’Ermitage, Pietroburgo; Katharine Baetjer, The Metropolitan Museum of Art, New York; William L. Barcham, State University of New York; Charles Beddington; Roberto Contini, Staatliche Museen Preussischer Kulturbesitz, Gemäldegalerie, Berlino; André Corboz; Gabriele Finaldi, Museo del Prado, Madrid; David Jaffé, National Gallery, Londra; Stéphane Loire, Musée du Louvre, Parigi; Vittoria Markova, Museo Pushkin, Mosca; Giuseppe Pavanello, Università degli studi di Trieste-Venezia, Fondazione Giorgio Cini, Venezia; Filippo Pedrocco, Museo del Settecento Veneziano di Ca’ Rezzonico, Venezia; Giandomenico Romanelli, Civici Musei Veneziani d’Arte e di Storia, Venezia; Desmond Shawe-Taylor, Royal Collection, Londra; Dario Succi; Caterine Whistler, The Ashmolean Museum, Oxford.

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