Jazz Groove 2012 – Auditorium Candiani 2012-09-07
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Jazz Groove 2012 – Auditorium Candiani

Jazz Groove 2012: i suoni dell’Africa, il jazz, il blues e la sperimentazione di stanza al Centro Candiani di Mestre. Organizzato da; Comune di Venezia, Assessorato alle Attività Culturali, Centro Culturale Candiani e Caligola Circolo Culturale. Dopo il grande successo di aprile che ha visto ospite l’artista dello Zimbabwe Dudu Manhenga, ‘Jazz Groove 2012’ ritorna con un programma che, in questo settimo anno di programmazione invernale, avvicina ai suoni dell’Africa, il jazz, il blues e la sperimentazione, nel segno di una contaminazione di linguaggi e stili che da sempre anima la rassegna.
Jazz Groove’ riparte proprio dall’Africa, che ha dato origine alle musiche improvvisate del nostro tempo, in particolare dal Mali, terra dove blues e jazz traggono origine (come ricorda anche un bel film-documentario di Martin Scorsese, Dal Mali al Mississippi): lì nasce nel 1963 Baba Sissoko, polistrumentista, atteso ospite domenica 14 ottobre del primo appuntamento della rassegna presentando il suo più recente album, «African Griot Groove», alla testa di Taman Kan, quartetto che è una sorta di concentrato d’Africa Occidentale che comprende anche il chitarrista senegalese Abubecer Diogou, il bassista camerunense Erick Jano e Philippe Kasse Lago, batterista della Costa d’Avorio. ‘Griot’ è la parola chiave del disco, così come ‘Baba’ nell’onomastica del mondo arabo’musulmano significa ‘padre’, ed il nome può essere un presagio che svela il destino. Sissoko ‘ che suona, oltre alla chitarra, un’infinità di strumenti tradizionali ‘ ha iniziato da bambino con il tamburo parlante ‘tamani’, accompagnando nei villaggi rurali il nonno, per quasi mezzo secolo capo dei griot del Mali. In quelle musiche ha le sue radici il jazz, che è il linguaggio, inteso nella sua accezione più libera e radicale, cui si ispira un nuovo e originale trio, Mistaking Monks, di scena domenica 28 ottobre.
Il gruppo ‘ di cui è appena uscito il primo disco, «Mantic» ‘ nato da un’idea del chitarrista Xabier Iriondo, già Afterhours, camaleontico esponente della più aperta avanguardia rock italiana, e completato dal vulcanico batterista Cristiano Calcagnile (Cristina Donà e Stefano Bollani) e dal sopranista Gianni Mimmo, erede di Steve Lacy, sonorizzerà dal vivo il film «Il colore del melograno» («Sayat Nova», 1968), del regista armeno, nato in Georgia, Sergej Paradjanov, capolavoro assoluto del cinema della seconda metà del ‘900.

Si tornerà al grande jazz americano domenica 11 novembre, con uno dei maestri della chitarra contemporanea, John Abercrombie. Anche se meno noto al grande pubblico di Pat Metheny, John Scofield e Bill Frisell, il chitarrista newyorkese, classe 1944, è un importante punto di riferimento per le giovani generazioni di jazzisti. Le collaborazioni con Dave Holland e Michael Brecker, Gato Barbieri e Jack DeJohnette, Charles Lloyd e Joe Lovano, solo per fare qualche nome, dimostrano quanto sia stimato e apprezzato dai colleghi. E’ anche personale e raffinato leader di gruppi interessanti, com’è il quartetto che si esibirà al Candiani, impegnato in un tour europeo per promuovere il recente «Within a song», album pubblicato dalla prestigiosa etichetta tedesca ECM. Sono al suo fianco la solida coppia ritmica formata da Drew Gress, contrabbasso, Joey Baron, batteria, mentre l’esperto sassofonista Billy Drewes prende il posto di Lovano, presente invece nel disco. L’appuntamento di domenica 25 novembre, presenta un’altra originale produzione del nuovo jazz italiano, firmata da Paolo Botti, virtuoso della viola, ma capace di suonare con efficacia anche banjo, chitarra dobro ed armonica. E’ un jazz contemporaneo che vira decisamente verso il blues, quello proposto dal quartetto completato da Dimitri Grechi Espinoza, sax alto, Tito Mangialajo Rantzer, contrabbasso, Filippo Monico, batteria. Lo è tanto più quando presenta come ospite speciale la profonda voce di Betty Gilmore, neroamericana trasferitasi da tempo in Italia, poetessa e cantante, presente anche nell’ultimo album di Botti, «Slight imperfection».

Il ciclo di cinque concerti si chiude mercoledì 5 dicembre con un ritorno all’Africa, quella contaminata di Fatoumata Diawara, cantautrice ivoriana classe 1982, cresciuta in Mali e di stanza a Parigi. Dopo aver superato i pregiudizi culturali che subiscono le donne africane nel campo dell’arte, a soli 30 anni ha già conosciuto anche il successo come attrice, per poi capire che il suo destino era nella musica. Statuaria, sorriso radioso, presenta in questo tour il disco del debutto, «Fatou», che ha ottenuto subito un largo successo, forse per la sensibilità istintivamente pop della sua voce, capace di reinventare i ritmi veloci e le melodie blues dell’ancestrale tradizione wassoulou. Se Joan Baez e Joni Mitchell hanno creato l’archetipo della cantautrice, Tracy Chapman e Lauryn Hill l’hanno poi mantenuto vivo, sino al più recente avvento di Nneka, Asa e Mirel Wagner. Non solo Fatou si riappropria di quest’immagine in maniera forte e personale, ma si colloca appieno in una nuova era, in un’altra cultura, conferendo una prospettiva decisamente africana al concetto di cantautrice.

Domenica 14 ottobre, ore 18.00
Baba Sissoko & Taman Kan “African Griot Groove”
Baba Sissoko (voce, chitarra, tamani, ngoni, kamalengoni), Abubecer Diogou (chitarra, cori)
Erick Jano (basso, cori), Philippe Kasse Lago (batteria, percussioni, cori)

Domenica 28 ottobre, ore 18.00
Mistaking Monks ‘Musica & Cinema’
Gianni Mimmo (sax soprano), Xabier Iriondo (chitarre) , Cristiano Calcagnile (batteria, percussioni) – sonorizzazione “live” del film “Sayat Nova” (“Il colore del melograno”, 1968, di Sergei Paradjanov)

domenica 11 novembre, ore 18.00
John Abercrombie Quartet “Within a song”
Billy Drewes (sax tenore), John Abercrombie (chitarra elettrica), Drew Gress (contrabbasso), Joey Baron (batteria)

domenica 25 novembre, ore 18.00
Paolo Botti Quartet & Betty Gilmore “Slight imperfection”
Betty Gilmore (voce), Paolo Botti (viola, banjo, chitarra dobro, armonica), Dimitri Grechi Espinoza (sax alto), Tito Mangialajo Rantzer (contrabbasso), Filippo Monico (batteria)

Mercoledì 5 dicembre, ore 21.30
Fatoumata Diawara ‘Fatou’
Fatoumata Diawara (voce, chitarra), Corine Thuy’Thy (voce), Martin Grenier (chitarre),
Jean Alain Hohy (basso), Jean Baptiste Ekoué Gbadoe (batteria)

Biglietti: 14.10/11.11/05.12: interi 15 euro, ridotti 12 euro
28.10/25.11: interi 8 euro, ridotti 5 euro
Posto unico non numerato.
Riduzioni per possessori Candiani Card, Carta Cinemapiù, under 20 e studenti under 25.
Prevendite: biglietti in vendita alla biglietteria del Centro Candiani (tel. 041.2386126) e on’line sui siti
www.centroculturalecandiani.it e www.biglietto.it (diritto di prevendita 1 euro)
Informazioni: Centro Candiani, Piazzale Candiani, Mestre (Ve), tel. 041.2386111, www.centroculturalecandiani.it
Caligola, Via N.Sauro 1/B, Mestre (Ve), fax 041.962205, cell. 340.3829357, www.caligola.it

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