L’utopia all’orizzonte – Museo Toni Benetton 2012-11-05
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L’utopia all’orizzonte – Museo Toni Benetton

Donne in dialogo; Francesca Ruth Brandes e Sarah Seidmann: L’utopia all’orizzonte. Domenica 18 novembre 2012 ore 15.30 al Museo Toni Benetton di Mogliano Veneto. In comune Sarah Seidmann e Francesca Ruth Brandes hanno l’origine ebraica, il gusto e l’orgoglio delle radici. Entrambe conoscono il valore creativo dell’erranza,la libertà assoluta del pensiero, l’azzardo salvifico del dubbio. Dal loro rapporto – d’amicizia, stima e condivisione – prende spunto questo evento.

Donne in dialogo. Francesca Ruth Brandes e Sarah Seidmann: l’utopia all’orizzonte.
Mostra dell’artista Sarah Seidmann, presentata da Francesca Ruth Brandes.
Presentazione di L’undicesimo giorno (LietoColle, 2012) di Francesca Ruth Brandes. Isabella Panfido dialoga con l’autrice.
Letture a cura di Adriana Gatto.

Francesca Ruth Brandes – critica d’arte, scrittrice, non nuova all’esperienza poetica – ha fortemente voluto per la sua ultima raccolta di liriche, intitolata L’undicesimo giorno (LietoColle, 2012), l’opera My mother’s passport di Sarah Seidmann riprodotta in copertina. Naturale e prezioso incontro che, in questa occasione, consente di cogliere – attraverso una mostra di Seidmann (opere di piccolo formato, ma estremamente rappresentative del percorso dell’artista) e la presentazione del testo di Brandes – un dialogo tutto al femminile: sul mondo che ci sta di fronte e su quello che idealmente ricerchiamo, sul sogno concreto di un’utopia, mai afferrata del tutto, ma intuita come necessità etica.

Francesca Ruth Brandes, L’undicesimo giorno, LietoColle, Faloppio (Como), 2012.
Il viaggio da Kamakura a Kyoto dura dodici giorni – recita un frammento della splendida Lettera a Niike di Nichiren Daishonin, riformatore giapponese del Buddismo vissuto nel XIII° secolo – se viaggi per undici giorni e ti fermi quando te ne manca uno solo, come puoi ammirare la luna sopra la capitale?
Da quell’undicesimo giorno che dà il titolo alla raccolta, da quell’attimo presente e faticoso che costituisce la contemporaneità con tutte le sue contraddizioni, prende il via l’itinerario tracciato nell’opera. Vi convivono Venezia e le radici ebraiche dell’autrice, la passione come memoria e come utopia concreta, la scoperta della sostanziale indivisibilità tra personale ed universale: …nonostante tutto – scrive Francesca Ruth Brandes nell’introduzione – il cuore del mondo sta nell’undicesimo giorno, nell’equilibrio – imperfetto e contraddittorio, ma prolifico – tra gli esseri ed il loro ambiente, tra il dentro ed il fuori. Nel desiderio, talora celato dalle circostanze, dagli accidenti storico-sociali, della condivisione. Nella fatica del migrare e del giungere, nel vedere la differenza come un valore e la novità come un dono.
A partire da queste coordinate – l’azione comune e la forza del sentimento nei confronti dell’umano – la raccolta matura la propria ragion d’essere ed il proprio messaggio di accettazione del mondo, di pace.

Francesca Ruth Brandes vive ed opera tra Verona e Venezia. Saggista, curatrice e critica d’arte, ha scritto e condotto per RadioRai programmi di attualità culturale. Si è spesso occupata di tematiche ebraiche. Ha pubblicato, fra gli altri, per i tipi di Marsilio Itinerari ebraici del Veneto, oltre a testi per il teatro e cataloghi monografici.
E’ collaboratrice del Centro Internazionale della Grafica di Venezia, dell’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia, del Gruppo di ricerca visuale Verifica 8+1 di Venezia-Mestre. Tra le pubblicazioni si possono ricordare: L’altra storia, Eidos, 1995; La casa dei viventi. L’antico Beth Chaim di San Nicolò del Lido, Venezia, Atiesse, 1997; L’ultima farfalla a Terezin, testo teatrale, 1998; Pacovska. Magica Kveta, Padova, 1999; Nagual o del non-visto, Castelfranco Veneto, 2004; La parte per il tutto in Pensare e insegnare Auschwitz, Milano, Franco Angeli, 2004; Canto a più grida (poesie), Venezia, 2005; Piccole benedizioni (poesie), Padova, 2006; Tikkun, Milano, 2008; Virgiliana, Mantova, 2008; Non appena avrò taciuto, Bassano, 2009; Trasporto (poesie), Faloppio (Co), LietoColle, 2009; Slanci urbani, Verona, 2009; Etimologie, Venezia, 2010.

(f.r.b.) Non è che le radici non siano importanti, o le ferite del passato non abbiano lasciato cicatrici nel pensiero, nella carne o nell’immaginario di Seidmann, anzi. Si evidenzia quel senso diasporico, quel tovagliolo-opera che contiene le cifre e le immagini del mondo, ma è facile da trasportare nel fuggire. Allo stesso modo, agisce la struggente nostalgia di un calore domestico, tanto più caro quanto più precario, sfuggente, in apparenza perduto, umbratile come le candele alla finestra la sera di Shabbat, la tavola apparecchiata, le figure del viaggio.
C’è tutto questo, certo, nell’arte di Sarah, ma vi agisce da contrappunto, Dna degli occhi e foga della mano. Da qualche parte dobbiamo pur venire.
Mi torna alla mente l’aforisma che la tradizione attribuisce al Baal Shem-Tov, uno dei padri del chassidismo: quando la mia mente è fissa nello studio, lascio che la mia bocca dica ciò che vuole, perché allora tutte le parole sono legate alla loro radice celeste… Non intendo con ciò affermare che vi sia, nell’arte di Seidmann, un preciso riferimento ad una concezione mistica del mondo. Però, a ben rifletterci, se è vero – come afferma Pierce – che il massimo grado della realtà viene raggiunto dai segni, i segni di Sarah hanno una profonda (e laicissima) radice celeste, così legati come sono all’essenza vitale dell’essere e del ricordare (che è poi nutrimento per altro essere). L’arte di Sarah ha un’essenza celeste, anzi blu, ma si tratta del blu assoluto che condiziona e definisce lo spazio in relazione al tempo, anzi ai tempi del mondo. Nelle cose che accarezza con sguardo colmo di tenerezza – e, allo stesso tempo, fuori, anzi altrove, in un viaggio di scoperta che s’immedesima con i luoghi e gli elementi. Di questo fuori-dentro, prima-poi, radice-foglia, l’artista trattiene linee e volumi, in precisa sintesi. La struttura del mondo ha suono, in lei – monodico, penetrante – e radice celeste (…)

Sarah Seidmann vive e lavora in Italia, a Treviso.
Già dai primi anni della sua formazione viaggia e soggiorna per studio all’estero, in Francia, in Repubblica Ceca, negli Stati Uniti.
Il suo interesse, da quando espose nella sua prima personale, si basa sulla matrice originaria dell’esistere, del fare. Sono infatti le impronte del vivere, le tracce dell’esistenza a costituire l’epicentro della sua attività creativa e la ricerca si muove in un ipotetico spazio, una stanza che si presenta con tutto ciò con cui si circonda l’artista per vivere , oggetti, scritti, memorie. Da oriente a occidente. Tutto si contamina nei segni espressi con scritture, colore, volumi, pittura. Tutto converte nell’instabilità del vivere e nella provvisorietà del gesto, nelle contemplazione del bello che come nel sogno si può trasfigurare in quotidiano, appagato da un fare umano libero.
Molte sono le esposizioni, personali e collettive e i premi, i simposi internazionali ai quali è invitata.
Le ultime mostre più significative sono:
2000 “Off Lomm” S. Michele a Ripa, Roma
2° InternazionalesMalersymposium Velden, Austria
“Vittorio Arte 2000”ex Ghetto Ebraico Vittorio Veneto, Treviso
2003 “Triade” Sala C.Dalla Zorza Museo Scuola d’ Arte , Venezia
“Tracciati di filo e di segno “ Spazio espositivo di Morgano,Treviso
“Halom Ha Shalom” Pensiero di Pace,Kurhaus, Merano
2004 “Frammenti Tessili “ 2° Biennale d’Arte Tessile Contemporanea , Amelia
“Vittorio Arte 2004”5°Rassegna d’Arte Contemporanea ,Vittorio Veneto,TV
“Lilith “ l’ Aspetto Femminile della Creazione, Museo Archeologico
Scuderie Aldobrandini , Frascati / Roma
“Fili Spezzati “14° Rassegna d’Arte Contemporanea ,Spazio Shed Ex Ticosa ,Como
“Ferro e Oro “Seidmann e Benetton , MuseoToni Benetton ,Mogliano Veneto ,Venezia
2005 “A Est di Milano a Ovest di Berlino “ Galleria De Faveri Feltre, Belluno
“Akcentus “ Galeria Klub Budapest , Budapest ,Ungheria
“Tramarte “ Fiber Art e oltre Museo Civico, Foggia
“In & Out 56° Premio Michetti, Francavilla al Mare, Chieti
2006 “Halevaj Blu “ Ristorante Gam Gam ,Venezia
“Textil Art Ave”Collezione Bortolaso Totaro, Palazzo Mocenigo ,Venezia
2007 “Eine Sammlung”Mostra al Casinò di Velden, Austria
Personale all’Oasi Cervara S. Cristina di Quinto ,Treviso
Collezione Arte&Arte Kaunas Art BiennalTextile 07 Mykolas Zilinskas Gallery – Lituania
“Eine Sammlung”InternationalesMalersymposium Casino Veden Austria
2008 Personale Galleria Comunale d’Arte Contemporanea, Ai Molini, Portogruaro, Venezia
“Sarah Seidmann”Personale Galleria Istituto Romeno di Cultura e Ricerca ,Venezia
VI°Triennale Internazionale-ItaliaLa Fibra Sensibile- Tounai (Belgio)
2009 “Bozzetto di una storia”Ricordi per Carmelo Zotti, Glleria Studio Tommaseo, Trieste
“Slikarska Kolonija Riviera Porec” Glleria Mala ,Porec- Croazia
“Stanze vuote e stanze pensate” Personale Spazio Casalando, Bassano del Grappa / VI
2010 “Arte & Arte”Mostra Internazionale d’Arte Contemporanea, Museo della Seta, Como
“Mostra delle Opere della Colonia di fine art di Osor 2007-2010” Casa Robegan-Cà Da Noal, Treviso
2012 “27 Gennaio1945 / 2012″Brolo Centro d’ Arte e di Cultura, Mogliano/ TV

Museo Toni Benetton – Mogliano Veneto
Via Marignana

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