Paesaggi in trasformazione – Spazi Bomben 2013-11-29
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Paesaggi in trasformazione – Spazi Bomben

Paesaggi in trasformazione a cinquant’anni dalla Storia del paesaggio agrario italiano di Emilio Sereni.
Incontro pubblico con Gabriella Bonini, Massimo Quaini, Marco Tamaro, Tiziano Tempesta
mercoledì 4 dicembre 2013 ore 17
auditorium spazi Bomben, via Cornarotta 7, Treviso

In un momento storico in cui si assiste a un ritorno di interesse verso l’agricoltura, tra crisi economica e land grabbing, la Fondazione Benetton Studi Ricerche, in collaborazione con l’Istituto Alcide Cervi Biblioteca-Archivio Emilio Sereni, organizza, mercoledì 4 dicembre alle ore 17 nell’auditorium degli spazi Bomben di Treviso, un incontro pubblico sui temi al centro della ricerca di Emilio Sereni (1907-1977), intellettuale e politico, fra i più autorevoli studiosi di storia agraria. Interverranno: Gabriella Bonini, responsabile della Biblioteca-Archivio Emilio Sereni; Massimo Quaini, già ordinario di Geografia nell’Università di Genova; Marco Tamaro, direttore della Fondazione Benetton Studi Ricerche; Tiziano Tempesta, docente di Economia agraria, forestale e ambientale nell’Università di Padova.

La Storia del paesaggio agrario italiano (Laterza, Bari 1961) di Emilio Sereni non è solo una pietra miliare nella pubblicistica sull’argomento, ma rappresenta anche un messaggio di particolare attualità. Gli studi presentati nel novembre 2011 nell’ambito del convegno internazionale La Storia del Paesaggio agrario italiano di Emilio Sereni cinquant’anni dopo (Biblioteca Archivio Emilio Sereni, Gattatico, Reggio Emilia) hanno confermato come le ricerche di Sereni non siano oggi meno attuali di ieri e che anzi, nella crisi del modello italiano (ma non solo) di “capitalismo nelle campagne” e del rapporto città-campagna, diventi necessario interrogarsi sullo spazio dei paesaggi agrari e del patrimonio rurale e della loro storia nella pianificazione territoriale e paesaggistica non meno che nei piani di sviluppo rurale e nelle applicazioni regionali della P.A.C.

«Per Emilio Sereni» spiega Gabriella Bonini «il paesaggio agrario è “quella forma che l’uomo, nel corso ed ai fini delle sue attività produttive agricole, coscientemente e sistematicamente imprime al paesaggio naturale”; sono campi lavorati, canali, argini, dunque un paesaggio agrario prodotto dal lavoro dell’uomo mischiato a natura. Continui sono i suoi richiami al ruolo storico del lavoro umano come fattore di trasformazione della natura; il paesaggio agrario è percepito come un perenne in fieri, prodotto dell’interazione tra modi di produzione, sistemi giuridici, culture e colture, lotte sociali.
Dalla fine degli anni cinquanta a oggi molte macroscopiche trasformazioni si sono susseguite. Da registrare e interpretare con metodo sereniano ci sono i passaggi dalle chiare relazioni/distinzioni città e campagna al continuum urbanizzato; dalle sequenze ordinate (il campo aperto, l’ingresso in città, il reticolo urbano, i monumenti, la piazza, i giardini) alla presenza di elementi scollegati e casuali; dalle semplici contrapposizioni di città/campagna, vicino/lontano, simile/diverso, radicamento/sradicamento al loro capovolgimento: il simile che può essere lontano e il diverso vicino, e il radicamento come lo sradicamento che non avvengono più su basi fisiche ma aspaziali. A guardare poi le periferie o le infrastrutture, da elemento accessorio e isolato esse sono diventate un elemento dominante del paesaggio; anche l’osservatore è completamente cambiato: non più statico e fermo in un punto (plurali sono le visioni offerte da Google Maps) e non più agente passivo, registratore di eventi a lui esterni (il Goethe del Grand Tour) ma uomo-costruttore di paesaggi. Il messaggio di Sereni è pertanto particolarmente attuale: oggi più che mai l’opera dell’uomo sul territorio si intreccia con le sue scelte, il suo fare, la politica, l’economia, la socialità, il sapere».

In occasione dell’incontro saranno consultabili nell’androne di palazzo Bomben e in biblioteca alcuni materiali di approfondimento messi a disposizione dall’Istituto Alcide Cervi Biblioteca-Archivio Emilio Sereni.

Emilio Sereni (1907-1977)
Intellettuale e politico, è stato uno dei più autorevoli studiosi italiani del mondo contadino. Laureatosi giovanissimo in agraria (1927), tra il 1929 e il 1930 organizzò a Napoli un gruppo clandestino antifascista e aderì al Partito comunista. Nel 1930 fu arrestato e condannato dal Tribunale speciale a 15 anni di carcere; amnistiato, emigrò in Francia ove divenne redattore capo dello Stato operaio. Arrestato nuovamente nel 1943, fu tradotto in Italia e condannato a 28 anni di reclusione. Liberato nel 1944, fu membro del Comitato di liberazione nazionale dell’Alta Italia, poi presidente della giunta di governo della Lombardia. Deputato alla Costituente, ministro per l’Assistenza post-bellica (1946-47) e dei Lavori pubblici (1947), fu senatore (1948-63) e deputato (1963-72). Studioso di storia agraria, ha svolto fondamentali ricerche sulle campagne italiane. Tra le opere: Il capitalismo nelle campagne, 1860-1900 (1947); Comunità rurali nell’Italia antica (1955); Storia del paesaggio agrario italiano (1961); Capitalismo e mercato nazionale in Italia (1966); La questione agraria nella rinascita nazionale italiana (1975).

Ingresso libero.
Auditorium spazi Bomben, via Cornarotta 7, Treviso.
Per informazioni:
Fondazione Benetton Studi Ricerche, tel. 0422.5121, fbsr@fbsr.it, www.fbsr.it.

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