Teatro – I Sillabari, con Paolo Poli 2009-01-02
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Teatro – I Sillabari, con Paolo Poli

STAGIONE DI PROSA 2008-2009 TEATRO COMUNALE Treviso… I SILLABARI
Venerdì 9 gennaio ore 20.45
Sabato 10 gennaio ore 20.45
Domenica 11 gennaio ore 16.00
I SILLABARI
Due tempi di Paolo Poli liberamente tratti da Goffredo Parise con PAOLO POLI
e con
LUCA ALTAVILLA, ALFONSO DE FILIPPIS, ALBERTO GAMBERINI, GIOVANNI SINISCALCO
regia  PAOLO POLI
collaborazione tecnica Daniele Baldini,Fabio Flora, Samuele Marsili, Valentina Mura,
Andrea Pusante, Alberto Rossi, scene Emanuele Luzzati, scenografia L’Atelier,
costumi Santuzza Calì, sartoria Farani, parrucche Mario Audello,
consulenza musicale Jacqueline Perrotin registrazioni Studio Barman,
ricerche musicali Sandro Avanzo,
aiuto regia e coreografia Alfonso De Filippis, luci Alessandro D’Antonio

Venerdì 9, sabato 10 e domenica 11 gennai
o, al Teatro Comunale andrà in scena lo spettacolo I
Sillabari di Paolo Poli, liberamente tratto dall’omonima opera di Goffredo Parise.

Scritti alla metà del secolo scorso I Sillabari di Goffredo Parise sono piccoli poemi in prosa che ci
sorprendono ancora oggi per la loro freschezza, per l’immediatezza quasi infantile del racconto, per
la magia umile ed alta dei personaggi. Vediamo bambini stupiti in un mondo ambiguo, vecchietti
arrabbiati in una società allo sbaraglio, donne sole dal quieto bovarismo periferico e uomini ancora
ingenui nella lotta per la sopravvivenza. Descrivono un’Italia che cambiava velocemente nelle
maglie di una lunga guerra e dava origine all’attuale bel paese. Lo spettacolo di Poli disegna alla
brava figure e figurine dei vari racconti articolati fra gli anni Quaranta e Sessanta, cui fanno eco le
canzonette con la loro modesta letteratura quasi sciatta, ma assai pertinente alla realtà storica.
Le ambientazioni sono di Emanuele Luzzati, galvanizzanti la grande pittura del Novecento, i
costumi sorprendenti di Santuzza Calì, le musiche allusive di Jacqueline Perrotin, le coreografie
divertenti di Alfonso De Filippis e dappertutto la presenza del quasi centenario Paolo Poli
dall’irrimediabile infantilismo congenito.

Per una chiave di lettura chiara e sibillina dei Sillabari vale la pena citare l’introduzione che lo
stesso autore antepose all’edizione completa di questa sua raccolta: «Nella vita gli uomini fanno dei
programmi perché sanno che, una volta scomparso l’autore, essi possono essere continuati da altri.
In poesia è impossibile, non ci sono eredi. Così è toccato a me con questo libro: dodici anni fa
giurai a me stesso, preso dalla mano della poesia, di scrivere tanti racconti sui sentimenti umani,
così labili, partendo dalla A e arrivando alla Z. Sono poesie in prosa. Ma alla lettera S, nonostante i
programmi, la poesia mi ha abbandonato. E a questa lettera ho dovuto fermarmi. La poesia va e
viene, vive e muore quando vuole lei, non quando vogliamo noi e non ha discendenti. Mi dispiace
ma è così. Un poco come la vita, soprattutto come l’amore.»

Paolo Poli (Firenze 1929), attore, regista e autore. Dopo essersi laureato in letteratura francese con
una tesi su Henry Beque, insegna e lavora per la radio, oltre che recitare in compagnie vernacolari.
Nel 1959 entra a far parte da La Borsa di Arlecchino, il piccolo teatro d’avanguardia che nasce a
Genova grazie ad Aldo Trionfo. Ma il suo primo vero spettacolo è nel 1961, Il Novellino, che va in
scena alla Cometa di Roma. A questo fanno seguito una serie di spettacoli costruiti in gran parte da
montaggi di testi letterari commisti ad altre fonti di varia cultura e di cronaca popolare; è un vero e
proprio teatro da camera, che rimarrà la cifra distinta del suo modo di fare spettacolo. Ed è l’inizio
di una dirompente carriera: Il diavolo, 1964; Rita da Cascia, 1967; La rappresentazione di
Giovanni e Paolo, 1969; Carolina Invernizio,1969; La Vispa Teresa, 1970; L’uomo nero, 1971;
Giallo, 1972. A testi suoi, come i suddetti, alterna classici (Il mondo d’acqua di Nicolajs, Il
suggeritore nudo di Marinetti) e parodie di commedie celebri come La nemica di Niccodemi
(1969). In questo periodo gli si affianca come fedele collaboratrice Ida Omboni e, agli inizi degli
anni ’70, per un breve periodo si unisce a lui la sorella Lucia, come coautrice e attrice (Apocalisse,
1973; Femminilità, 1975). Questa personalissima strada di rivisitazione di testi letterari, montati in
scena con siparietti comici da avanspettacolo trova un valido sostegno in divertenti colonne sonore:
brani musicali e canzonette d’epoca da lui cantate in falsetto (altra valida collaboratrice per queste
ricerche musicali è Jacqueline Perrotin). Altri spettacoli: Mezzacoda (1979), curioso itinerario di
mezzo secolo di cultura kitsch attraverso i salotti buoni di Gozzano e altri luoghi; Paradosso
(1980), proposto a Venezia per il Carnevale della Ragione, uno spettacolo ispirato a Diderot. Negli
anni ’90 il bricolage parodistico-letterario dei suoi spettacoli si accentua, e inizia la grande saga dei
miti. Il coturno e la ciabatta (1990), tratto da Alberto Savinio e scritto da Ida Omboni, con le scene
di Luzzati. Poi la divertente rilettura de L’asino d’oro di Apuleio (1996). Nel 1997-98 dà vita ai
mitici Viaggi di Gulliver, da Swift, ancora con le scene di Luzzati, tenendo sempre alta la propria
abilità di artigiano teatrale. Se scarse sono le sue esperienze cinematografiche, notevoli sono invece
quelle televisive, da “Tutto da rifare pover’uomo” con Laura Betti (1960) a una ricordata
“Canzonissima” (1961), dalle produzioni per ragazzi alla riduzione de “I tre moschettieri” (1976),
dal programma “Tra i libri dei nonni” a “Viaggio a Goldonia” di Gregoretti (1982). Legato alla
cultura grande e piccola dell’Italia di fine secolo e di quella del Novecento tra le due guerre, la
cultura cioè dei nonni e dei padri, arricchita da una raffinata educazione letteraria, soprattutto
francese, Poli esercita i suoi bersagli affabilmente ma puntualmente satirici contro la retorica e
l’ipocrisia di una società ancora connotata sostanzialmente da mentalità piccolo-borghesi; ma lo fa a
modo suo, coniugando alla satira di costume, la parodia e il funambolismo, la malinconia e il guizzo
farsesco, il travestitismo e il divertissement cabarettistico. Le generazioni cambiano, ma Poli
mantiene i suoi spettatori, affascinati dalla sua grazia; variando appena i materiali di partenza. Il che
non è un limite, ma il segno di un’originalità e unicità di fare spettacolo abbastanza atipica in Italia.

SABATO 10 GENNAIO ALLE ORE 17.00
AL TEATRO COMUNALE CARMELO ALBERTI PRESENTERÀ LO SPETTACOLO AL PUBBLICO.
INTERVERRANNO I PROTAGONISTI

Speciale Giovani fino a 19 anni
€ 8, 00 per i posti disponibili in vendita il giorno dello spettacolo, su presentazione di documento d’identità.
Teatro Comunale Corso del Popolo 31, Treviso
Biglietteria
di persona: dal martedì al venerdì dalle ore 15.00 alle ore 18.00 ed il sabato dalle ore 10.00 alle ore 12.30. Il giorno
dello spettacolo un’ora prima l’inizio dello stesso.
al telefono: 0422.540480 dal martedì al venerdì dalle ore 10.00 alle ore 12.30

Teatri S.p.A. – Società strumentale della Fondazione Cassamarca
www.teatrispa.it biglietteria@teatrispa.it

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