Biblioteca Del Corpo – Arsenale della Danza al Teatro Comunale 2012-06-09
Time To Lose

Danza

Biblioteca Del Corpo – Arsenale della Danza al Teatro Comunale

Il Teatro Comunale Mario Del Monaco – Treviso sabato 16 giugno 2012 ore 20.45 con Arsenale della Danza presenta; Biblioteca Del Corpo:Creazione coreografica per l’edizione 2012 dell’Arsenale della Danza della Biennale di Venezia, ideazione e coreografia Ismael Ivo luci Marco Policastro. Sabato 16 giugno alle ore 20.45, al Teatro Comunale Mario Del Monaco di Treviso andrà in scena Biblioteca del corpo, la nuova coreografia di Ismael Ivo per l’Arsenale della Danza della Biennale di Venezia, che l’8 giugno inaugurerà l’8° Festival Internazionale di Danza Contemporanea, al Teatro alle Tese di Venezia.
Protagonisti dello spettacolo, realizzato grazie a Regione Veneto, Provincia di Treviso Reteventi e Arteven – Circuito Teatrale Regionale, saranno i 25 danzatori dell’Arsenale della Danza, giovani tra i 19 e i 30 anni provenienti da Italia, Stati Uniti, Grecia e Brasile.

Con i danzatori dell’Arsenale della Danza
Patrícia Bergantin, Giulia Brenzan, Elisa Capecchi, Marina Cervo, César Dias Cirqueira,
Martina Fasano, Giampaolo Gobbi, Arianna Henry, Tunai Denise Jones, Malcolm Matheus,
Stefano Marletta, Jane Alison McKinney, Ariadne Mikou, Antonio Nicastro, Guilherme Nunes,
Giuseppe Paolicelli, Domenico Russo, Valentina Schisa, Paula Sousa, Leilane Teles,
Felipe Torquatto, Lucas Valente, Richard Villaverde, Elisabetta Violante, Miles Edward Yeung

Biglietti
Interi € 15.00 – Ridotti € 10.00
Acquisto al telefono: 0422.540480, dal martedì al venerdì dalle ore 10.00 alle ore 12.30
Acquisto online: www.teatrispa.it oppure www.boxol.it
Acquisto di persona: il giorno dello spettacolo dalle ore 18.00
Info
Tel. 0422 540480
Teatri e Umanesimo Latino S.p.A. – Società strumentale della Fondazione Cassamarca
www.teatrispa.it biglietteria@teatrispa.it

…Come tutti gli uomini della Biblioteca, in gioventù io ho viaggiato; ho peregrinato in cerca di un libro, forse del catalogo dei cataloghi; ora che i miei occhi quasi non possono decifrare ciò che scrivo, mi preparo a morire a poche leghe dall’esagono in cui nacqui.
“La Biblioteca di Babele” da Finzioni di Jorge Luis Borges
Arnoldo Mondadori Editore, trad. di Franco Lucentini

Riecheggiando il celebre racconto di Borges, La Biblioteca di Babele, Ismael Ivo compone una sua personale “biblioteca del corpo” distribuita in tante “sale”, ognuna intitolata a un tema diverso, seguendo un percorso circolare.

“Con Biblioteca del corpo – scrive Ismael Ivo – continuo il mio percorso di esplorazione fisica. E’ per me infinitamente affascinante vedere il corpo come un sensore e un documento delle nostre vite e delle nostre esistenze. Biblioteca del corpo è una installazione coreografica, una sorta di impalcatura concettuale in cui i corpi sono raccolti come un libro. Il punto di partenza è l’idea che ogni individuo rappresenta di per sé un libro che contiene informazioni uniche e originali. Queste informazioni segrete sono inimitabili. Ma il libro individuale deve essere aperto per poter rivelare i suoi diversi aspetti, i difetti, le qualità e le potenzialità. In questo processo, ogni singolo libro, pur se originale di per sé, è solo un volume della grande enciclopedia umana.

Qui sta il miracolo, la sfida e la partita. In che ordine devono essere messi i libri? C’è una combinazione chiara o una determinata logica da seguire? Il corpo è un libro. Ogni funzione o disfunzione del corpo può condurre alla chiave di una nuova scoperta. La forma simmetrica è completa solo se può aggiungere il suo contrario. Il concetto tradizionale di funzionamento perfetto del corpo ha senso solo se lascia spazio alla coesistenza con l’imperfezione. Questa composizione e scomposizione cerca di trasformare lo spazio fisico. E’ un modo per esplorare e rivelare nuove possibilità. Al centro c’è l’investigazione del processo creativo. Il corpo è un libro di strane idee e possibilità. Questa scoperta è abbracciata con passione. Potrebbe aiutarci a rinnovare la capacità di capire noi stessi”.

Biblioteca del corpo conclude la sessione di studi dell’Arsenale della Danza per il 2012 ed inaugura contemporaneamente l’8. Festival Internazionale di Danza Contemporanea.
In linea di continuità con il programma educational della Biennale, che intende sollecitare l’interesse e la percezione del contemporaneo nei giovani, fornendo loro gli strumenti necessari per accedervi, il mese di prove che precede il debutto dello spettacolo prevederà anche appuntamenti dedicati agli studenti. Il movimento come espressione artistica, l’approfondimento del processo coreografico, il vocabolario della danza oggi troveranno dimostrazione efficace e diretta nei workshop pratico-interattivi organizzarti nel luogo stesso dell’ideazione coreografica, al Teatro Piccolo Arsenale, dove Ismael Ivo e i 25 danzatori dell’Arsenale della Danza sveleranno la genesi di uno spettacolo.

Ismael Ivo
Studia danza e recitazione San Paolo del Brasile ed è premiato come miglior danzatore solista nel 1979, nel 1981 e nel 1982. L’anno successivo è a New York, all’Alvin Ailey Dance Center, che abbandona per trasferirsi a Berlino, dove dal 1985 al 1996 collabora con Johann Kresnik, capofila del Tanztheater, e con Ushhio Amagatsu dei Sankai Juku, esponente del Butoh giapponese. Nel 1994 lavora con George Tabori all’opera Moses und Aron di Schoenberg. Per più di 15 anni è stato direttore artistico dell’International Tanzwochen Festival di Vienna. Nella stagione 1996-1997 è stato direttore del settore danza e teatro del Deutsches Nationaltheater di Weimar. Nel 1999 ha inaugurato Weimar capitale europea della cultura con Mephisto. Fra i tanti pezzi che firma come coreografo, ricordiamo Tristan und Isolde, realizzato insieme alla danzatrice Márcia Haydée per il Theaterhaus di Stoccarda. La partnership con la Haydée (brasiliana, étoile e già direttrice dello Stuttgarter Ballett, interprete straordinaria per John Cranko, Kenneth MacMillan, Maurice Béjart, John Neumeier) è continuata con Aura, un omaggio a Miles Davis e ad Alvin Ailey premiato nell’ottobre 2000, con un balletto per l’Ankara State Ballet, Medea (2001) e ancora con Callas nel 2002. Con la regia di Yoshi Oida Ismael Ivo ha allestito e interpretato The Maids, dall’omonimo testo di Jean Genet, che nel 2005 ha ricevuto il prestigioso Time Out Award “for the most outstanding performance of the year”. Nel 2010 è stato premiato con l’Ordem do Merito Cultural del Brasile. Alla Biennale di Venezia, dove è direttore della sezione danza dal 2005, ha presentato un assolo dedicato al fotografo Robert Mapplethorpe, Erendira da Gabriel García Marquez e Illuminata. Per l’Arsenale della Danza ha creato The Waste Land (2009), Oxygen (2010) e Babilonia – il Terzo Paradiso (2011).

Ufficio Stampa
Teatri e Umanesimo Latino S.p.A.

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