Bellini e Belliniani: Mostra a Palazzo Sarcinelli – Conegliano 2017-02-17
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Bellini e Belliniani: Mostra a Palazzo Sarcinelli – Conegliano

Bellini e BellinianiMostra a Palazzo Sarcinelli di Conegliano a cura di Giandomenico Romanelli dal 25 febbraio al 18 giugno 2017. I capolavori esposti di Giovanni Bellini, Tiziano, Tintoretto e Palma il Vecchio saranno accompagnati dalle opere di alcuni illustri interpreti dello stile belliniano come Andrea Previtali, Marco Bello, i Santacroce, Bartolomeo Veneto e altri ancora.

Promossa dal Comune di Conegliano e da Civita Tre Venezie, la mostra prosegue le esplorazioni sulle trasformazioni dei linguaggi della pittura veneziana e veneta negli anni magici tra Quattro e Cinquecento. Dopo Un Cinquecento Inquieto nel 2014, seguito dal Carpaccio, Vittore e Benedetto nel 2015 e, nel 2016 da I Vivarini, l’indagine approda alla figura imprescindibile di Giovanni Bellini (1430 circa-1516), scelta tanto più opportuna nel quinto centenario della morte del maestro.

Chi sono, quindi, i giovani artisti e collaboratori del grande Giambellino? Come si formarono, quale posto avevano nella produzione dell’atelier, della bottega, come si diceva allora? Che cosa trassero e che cosa a loro volta tramandarono dalla frequentazione e dalla stessa collaborazione con un artista-intellettuale tanto sublime per pensiero e per invenzione, per tecnica e non meno che per precisione formale?

La mostra prende le mosse proprio da queste domande e trova nella raffinata collezione dell’antica e prestigiosa Accademia dei Concordi di Rovigo lo spunto per tracciare una sorta di mappa (ipotetica e virtuale, ma supportata da una eletta serie di dipinti) del milieu belliniano o, almeno, di una parte significativa e originale di tale universo d’uomini e di capolavori.
Bellini ha lasciato indubbiamente il segno inconfondibile del suo passaggio, ha creato punti di riferimento che hanno fatto scuola per un consistente numero di pittori, stilemi di cui possiamo riconoscere gli elementi costitutivi: semplici contorni di un volto, la postura e la struttura delle mani femminili, i differenti atteggiamenti del Bambinello; ma anche straordinari paesaggi incantati, spalle di colline scoscese e alberate, città murate e fortificazioni, il profilo lontano di catene alpine. C’è tuttavia qualche cosa che è più difficile descrivere e definire del mondo belliniano: quell’estasi muta e pensosa, quell’essere amorevolmente assorti in insondabili pensieri virtuosi, quella mitezza e quasi pudore degli sguardi che è un’attitudine che parte dal Maestro e viene gelosamente conservata e tramandata dai seguaci. Quindi la ‘svolta’ atmosferica e tonale della sua pittura, nello sfumato in cui svanisce la percezione dei contorni e dei profili, dove i protagonisti sono avvolti e immersi in una luce dorata che nessuno però saprà più eguagliare.

Dai due celebri capolavori di Bellini in mostra – la Madonna col Bambin Gesù di esemplare semplicità e perfezione e il Cristo portacroce, così permeato di quel soffuso tonalismo magico e dorato che lo colloca tra le opere-manifesto della stagione matura intensa e filosofica della sua parabola artistica – il percorso espositivo propone importanti confronti, contaminazioni, suggestioni con opere di altri artisti, da Palma il Vecchio a Dosso Dossi fino a Tiziano e Tintoretto, o, addirittura, a maestri tedeschi e fiamminghi (come Mabuse e Mostaert) per sottolineare la centralità di Giovanni Bellini rispetto a uno scenario non solo veneziano e veneto (come ben aveva capito nei suoi passaggi veneziani Albrecht Dürer).

L’esposizione si sviluppa secondo una sequenza tematica che si dispiegherà nel percorso delle sale di Palazzo Sarcinelli: 1.L’alba del Rinascimento; 2.Madonne con il Bambino; 3.Devote meditazioni (3a. Circoncisioni e mistici matrimoni; 3b. Santi attorno al trono); 4.Imago Christi; 5.Suggestioni dal Nord; 6. Metamorfosi; 7. Teste e ritratti.
In tale trama narrativa ed espositiva si vengono a collocare nomi e personalità molto diverse, tutte accumunate da una più o meno intensa frequentazione di Giovanni Bellini e del suo atelier: assistenti che hanno lavorato al suo fianco nelle grandi imprese decorative di Palazzo Ducale o nelle sale delle Scuole di San Marco e di San Giovanni Evangelista; aiuti che hanno replicato le più fortunate tavole destinate alla devozione privata; artisti partiti da cartoni della bottega, che hanno poi continuato la loro ricerca in autonomia di ispirazione e di linguaggio, dichiarando però il loro legame profondo e irrinunciabile con la pittura del maestro.
Marco Bello, Andrea Previtali, i Santacroce, Luca Antonio Busati, Pasqualino Veneto, Jacopo da Valenza, Nicolò Rondinelli… Non più fantasmi: nella mostra prendono corpo e fisionomia nelle loro Madonnine, nelle loro Conversazioni, nei paesaggi di una idealizzata pedemontana, nella ragnatela di sguardi inquieti e nostalgici. Talvolta permeati di una ingenua naïveté, tal altra attenti a recuperare tradizioni e caratteri derivati dal genius loci di periferie fiere e felici.

Alcuni di questi maestri hanno segnato anche il territorio coneglianese, tanto che, una volta ancora, sarà possibile costruire una sorta di mappa-itinerario del loro passaggio tra Conegliano e Asolo, tra Serravalle e la trevigiana, riprendendo una proposta che ha trovato nelle due mostre precedenti di questo ciclo un ampio consenso e un sincero apprezzamento dei visitatori: completare l’itinerario compiuto dentro le sale espositive con una fitta rete di affascinanti scoperte di capolavori sparsi sul territorio, per conoscere lo straordinario museo diffuso che caratterizza il nostro Paese.
La mostra è, dunque, un’occasione per interrogarsi sull’eredità belliniana, ricostruendo con originalità una rete di rapporti e connessioni, mettendo in luce il raffronto possibile tra storie e opere, protagonisti e comprimari su palcoscenici diversi e alternativi e tuttavia legati da analogie e contiguità logiche e strutturali.
Accompagnerà la mostra un catalogo edito da Marsilio Editori con saggi di Carlo Cavalli, Augusto Gentili, Mauro Lucco, Franca Lugato, Giandomenico Romanelli, Debora Tosato, Giovanni Valagussa, Alessia Vedova.

Orari
martedì, mercoledì e giovedì 10.00 – 18.00
venerdì 10.00 – 21.00
sabato e domenica 10.00 – 20.00
la biglietteria chiude 30 minuti prima
Chiuso il lunedì
Aperture straordinarie: domenica 16 aprile (Pasqua), 17 aprile (Lunedì dell’Angelo), martedì 25 aprile, lunedì 1 maggio, venerdì 2 giugno

Biglietti
Intero: €11
Ridotto: €8,50 studenti, adulti over 60, convenzioni
Ridotto: €7 gruppi da 10 a 25 persone
Ridotto scuole: €4
Speciale famiglie: €22 nuclei familiari formati da due adulti e un minorenne (dal secondo minorenne in poi €6)
Gratuito: bambini fino ai 6 anni, disabili con accompagnatore, guide turistiche, due accompagnatori per classe e un accompagnatore per gruppo, giornalisti previo accredito.

Visite guidate
Visita guidata in italiano €100 (per gruppi da 10 a 25 persone)
Visita guidata in inglese €120 (per gruppi da 10 a 25 persone)
Le visite guidate sono effettuate con l’ausilio di un sistema radio-microfonico il cui costo è compreso nell’importo indicato. Per i gruppi con guida propria il costo dell’affitto obbligatorio del sistema è di € 40
Prenotazione obbligatoria per gruppi Tel +39 0438 193 2123 www.vivaticket.it
Costo €1,5 a persona
Informazioni e prenotazioni per le scuole
Tel +39 349.4107020, +39 347.6428685 info@astartesc.it
dal lunedì al venerdì prenotazioni obbligatoria per scuole

Attività educative per le scuole
Storia e arte al tempo di Giovanni Bellini.
Visita didattica (60 minuti) per tutte le fasce d’età: € 60,00
Dettagli preziosi. Visita e laboratorio (120 minuti).
Per la scuola materna e il primo ciclo della scuola primaria (dai 3 ai 7 anni): € 100,00
La storia in un quadro. Visita interattiva (90 minuti).
Per la scuola secondaria di primo e di secondo grado (dai 11 ai 18 anni): € 80,00

Palazzo Sarcinelli
Via XX Settembre 132 Conegliano
Periodo 25 febbraio – 18 giugno 2017
Informazioni e prenotazioni
Tel + 39 0438 193 2123 www.mostrabellini.it

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