Chiave Classica 2014 – Concerti del Conservatorio Steffani all’Accademico 2014-02-25
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Chiave Classica 2014 – Concerti del Conservatorio Steffani all’Accademico

Chiave Classica 2014 – La stagione di concerti del Conservatorio Agostino Steffani di Castelfranco Veneto apre con La Medium di G.C.Menotti giovedì 27 e venerdì 28 febbraio al Teatro Accademico di Castelfranco. Dieci date da febbraio a maggio, per dieci incontri con il repertorio cameristico, la sinfonica, il melodramma, il jazz, la musica popolare il pop di qualità.
Chiave Classica 2014 inaugura giovedì 27 febbraio (replica venerdì 28 febbraio) con La Medium, opera in un atto di Gian Carlo Menotti per la regia di Elisabetta Tandura. Sul podio Carlo Rebeschini.

Come nella precedente stagione, Chiave Classica affida la sua inaugurazione ad un’opera. Dopo le atmosfere buffe del Barbiere di Siviglia di G.Paisiello, la scelta cade ora su La Medium di Menotti, inquieto dramma novecentesco.

L’opera, in scena giovedì 27 e venerdì 28 febbraio al Teatro Accademico di Castelfranco (ore 20.45) vede nel ruolo del titolo Elisabetta Tandura, che firma anche la regia del lavoro. Monica sarà il soprano Giulia Sonzin, mentre nei ruoli dei Signori Gobineau e della signora Nolan sono stati scelti tre studenti del Conservatorio: Martina Esposito, Marton Kovàcs e Michela Sordon. Toby il mimo sarà invece impersonato da Dimitri Fontolan. Per l’allestimento scenico, il conservatorio realizza una collaborazione con il liceo artistico di Treviso: le scenografie sono di Raffaello Padovan. Il coordinamento musicale è a cura di Gianni Cappelletto, maestro alle luci è Anna Samarani, maetro di palcoscenico è Giulia Beraldo aiuto regista è Anna Manfio,mentre gli effetti sonori sono a cura della classe di Musica elettronica del Conservatorio.

Alle 20:00, nel Ridotto del Teatro, l’opera verrà spiegata al pubblico in una breve introduzione all’ascolto.

Dopo aver assistito nel 1936 a una seduta spiritica, negli anni seguenti Menotti pensò di far rivivere questa esperienza in un’opera: il progetto si realizzò nel 1946, grazie a una commissione della ‘Alice M. Ditson Fund’ della Columbia University di New York. Al successo americano si affiancò la diffusione europea: nel 1949 ebbe luogo a Genova la ‘prima’ italiana, con la regia del compositore, che ottenne un successo schietto, se pur non così clamoroso come negli Stati Uniti. Seguì, nel 1951, una versione cinematografica dell’opera. Le riprese successive non si contano, sparse nei teatri di mezzo mondo: da Helsinki (1958) a Spoleto (1969, versione italiana di D’Amico, ripresa nel 1981), a Minsk (1989). Convinto di doversi dedicare alla ricerca «dell’inevitabile, non del nuovo», Menotti adotta in questa opera da camera, come nelle altre sue produzioni, un linguaggio attento alle esigenze dell’ascoltatore medio e ampiamente debitore della tradizione verista; dedica inoltre grande attenzione all’efficacia delle parti melodiche.

Proprio l’abile scrittura dell’orchestra (che «ha valore determinante, non di commento», come ebbe a dire Menotti), unita a una drammaturgia semplice e concentrata (nel solco del verismo, così come l’elemento grottesco introdotto con il personaggio muto di Toby), nonché la facilità melodica, al servizio di una sceneggiatura che sottolinea gli aspetti emozionali, hanno portato al diffuso gradimento dell’opera presso il grande pubblico.

Biglietti 7 euro, 10 euro
Vendita il giorno stesso dalle ore 16 fino all’inizio dello spettacolo
presso botteghino del Teatro Accademico di Castelfranco
info e fonte; otiumpress.it

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