Iranian Living Room; Fabrica all’auditorium degli spazi Bomben 2013-09-16
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Iranian Living Room; Fabrica all’auditorium degli spazi Bomben

Iranian Living Room; presentazione pubblica del volume autoprodotto da Fabrica venerdì 20 settembre 2013 ore 18:00 alla Fondazione Benetton . Il soggiorno è lo spazio dove non si è sottoposti alla perenne osservazione e al controllo degli altri, inaccessibile ai giudizi e ai giudicanti, l’unico posto dove si è liberi di essere se stessi e non costretti a recitare il ruolo imposto dalla gente e dalla società.

Hamid Ziarati, scrittore iraniano
La Fondazione Benetton Studi Ricerche propone, venerdì 20 settembre alle ore 18 nell’auditorium degli spazi Bomben di Treviso, un incontro pubblico di presentazione del volume Iranian Living Room (https://www.facebook.com/IranianLivingRoom), primo di una serie di progetti editoriali autoprodotti da Fabrica, che nasce dalla collaborazione con quindici giovani fotografi iraniani. Sotto la direzione creativa di Enrico Bossan, responsabile dell’area fotografia di Fabrica, con occhi discreti e incondizionati essi hanno raccontato il salotto di casa iraniano, spazio fisico e metaforico nascosto agli sguardi dei media internazionali e dello stato locale.

Il volume sarà presentato da Enrico Bossan e dalla giornalista Vanna Vannuccini, inviata speciale de «la Repubblica», autrice di importanti saggi e reportage sull’Iran.
Interverrà Marco Tamaro, direttore della Fondazione Benetton Studi Ricerche.

Disparità religiose, differenze e similitudini culturali, dualità nell’abbigliamento, solitudine e convivialità, clandestinità, queste e molte altre situazioni e interpretazioni della realtà iraniana prendono forma nei delicati scatti dei giovanissimi fotografi che raccontano stanze segrete e inaccessibili ai giudizi degli altri dove effettivamente si svolge la vita.
In un sistema ideologico che ha imposto un proprio modus vivendi, il soggiorno di casa assume così funzioni di utilizzo differenti – salone di bellezza, luogo di culto, spazio per la festa o dove organizzare cerimonie – costringendo la società a trasferire nell’ambito privato ciò che non può essere vissuto in pubblico.

Ventiquattro anni fa
introduzione al volume di Enrico Bossan, marzo 2013
Bastano poche righe quando sono le fotografie a parlare.
Devo tornare indietro, non solo nello spazio, ma anche nel tempo, al maggio del 1989, quando misi piede per la prima volta in Iran. Dopo un lungo viaggio in auto in Cina, un paese dove la religione era stata vietata e poi era scomparsa, ero entrato in Pakistan, dove la legge di Dio era al centro di tutto.
La tappa successiva fu l’Iran, il paese sconvolto nel 1979 dalla rivoluzione dell’ayatollah Khomeyni. Dieci anni dopo i ritratti dei martiri ti osservavano ancora dalle gigantografie che pendevano dai palazzi. Una tensione palpabile e costante ti permetteva di percepire che qualcosa impediva il normale trascorrere del tempo quotidiano. Le immagini di Telex Iran di Gilles Peress mi avevano ispirato, con il loro caos costante di una rivoluzione che aveva spinto tutti per strada. Ma non sapevo io, né gli altri, nulla di quello che invece accadeva lontano dai tragitti pubblici, dentro le case dove ognuno prima o poi tornava. Fu allora che per la prima volta pensai di vedere cosa c’era dentro e non fuori, convinto che il mondo interno avrebbe dato senso a quello esterno. Provai ad entrare nella vita di alcune persone, cercando di non metterle in pericolo, per rappresentare quel paese in un modo diverso e raccontare una storia laterale. Ma non ci riuscii.
Oggi, con le elezioni alle porte in Iran, elezioni che potrebbero cambiare il corso della storia di questo paese, quell’idea mi è tornata in mente. Avevo poco tempo per realizzare questo progetto. Così, con l’aiuto di Farhad Babaei, sono tornato a Tehran per incontrare giovani, anzi, giovanissimi fotografi che mi avrebbero prestato gli occhi insieme più discreti e più credibili, per rappresentare un mondo, che per chi è fuori, può solo essere immaginato.
Finalmente in quell’universo di poli opposti, schiacciato tra sfera pubblica e privata, la porta della living room su un altro mondo si è spalancata. Non ci sono entrato allora, nell’89, ma ci entro oggi con loro, convinto di averlo fatto nel modo più giusto.

Ingresso libero
Auditorium spazi Bomben, via Cornarotta 7, Treviso
Per informazioni:
Fondazione Benetton Studi Ricerche, tel. 0422.5121, fbsr@fbsr.it, www.fbsr.it

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