ZeroInfinito: Culture in movimento a Zero Branco – Teatro 2016-11-16
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ZeroInfinito: Culture in movimento a Zero Branco – Teatro

La Associazione culturale Echidna presenta; ZeroInfinito – Culture in movimento. Una nuova proposta culturale che porta l’arte del teatro raccolta in una rassegna all’Auditorium Comisso di Villa Guidini di Zero Branco coinvolgendo il territorio: accanto ad autori come Musso, Brie o Biagiarelli, anche proposte che vedono in scena talenti emergenti. Compagnie e autori nazionali e internazionali, linguaggi innovativi, contemporaneità e tradizione all’interno del teatro dedicato a G. Comisso nel verde del parco di Villa Guidini.

Amor Vacui Silvio Barbiero, Andrea Bellacicco, Marta Dalla Via, Eleonora Panizzo
Piscina (niente acqua) 19.11.2016 | 21:00
di Mark Ravenhil / traduzione di Luca Scarlini / regia di Lorenzo Maragoni / allestimento scenico a cura di Alberto Nonnato / disegno luci Roberto Di Fresco
Piscina (niente acqua) è uno spettacolo teatrale intorno ai lati oscuri delle relazioni umane.
Al centro quattro ex-artisti, che sembrano raccontare una storia dei bei tempi andati, riguardante una loro ex-collega, oggi – a differenza loro – diventata artista celebre e stimata. Tutto inizia con una festa in piscina, e finisce molto lontano da lì.
La narrazione si interrompe, riprende, procede a salti e strappi, inizia a far dubitare lo spettatore delle intenzioni di chi la racconta, inizia a mettere in dubbio, nel corso dello spettacolo, le convinzioni più comuni sui valori assoluti di sincerità, bontà, generosità.
È la storia di un gruppo di artisti mancati, una storia di invidia e di ipocrisia,raccontata in prima persona dagli attori al pubblico. Un’amara riflessione su quanto siamo disposti a spettacolarizzare le nostre vite.
Il testo di Mark Ravenhill, uno dei più importanti drammaturghi europei contemporanei, è un incontro tra dark comedy, teatro di narrazione e scrittura sperimentale. La messa in scena è nata dall’incontro tra Lorenzo Maragoni e Marta Dalla Via con Mark Ravenhill.

Rosso Teatro Marianna Batelli Alessandro Rossi
Il paese senza parole 27.11.2016 | 16:30

Spettacolo vincitore di IN-BOX Verde 2016
Nel paese dove vivono Philéas e Cybelle non si parla quasi mai: qui le parole vanno comprate e mica tutti i bambini possono permetterselo. Così Philéas, quando si innamora di Cybelle, non ha abbastanza soldi nel salvadanaio per dirglielo. Tre parole riesce a rubarle al vento, e poi ha con sé una parola speciale. Ma un giorno quel vento torna, più forte e…
Uno spettacolo di narrazione e danza, un racconto sull’importanza delle parole e delle storie da poter raccontare, dove gli occhi e le orecchie possono immaginare mondi nuovi, emozioni che non sono visibili se non attraverso il corpo e il movimento.
Una teatralizzazione pienamente riuscita per ritmo e intensità della vicenda, tanto che da un indubbio capolavoro letterario si è ottenuto un piccolo capolavoro teatrale, sostenuto da un’interpretazione misurata e convincente, a cavallo tra la danza e il teatro di narrazione

Michele Cafaggi
L’omino della pioggia una notte tra acqua, bolle e sapone 08.12.2016 | 16:30

musiche originali: Davide Baldi / regia: Ted Luminarc
La fantasia è un posto dove ci piove dentro (I. Calvino)
Piove, la finestra è aperta e in casa ci vuole l’ombrello. Che strano questo omino tutto inzuppato: fa uno starnuto ed esce una bolla di sapone. Anzi due. Anzi moltissime bolle di sapone. Ma cosa succede? La casa si riempie di bolle di tutte le dimensioni, minuscole e giganti, schiumose e trasparenti come cristallo. Intanto la pioggia non smette di cadere. E tra poco scenderà pure la neve. Ecciù!
Uno spettacolo comico e magico, un viaggio onirico e visuale accompagnato dalla magia delle piccole cose e da spettacolari effetti con acqua e sapone. E’ il racconto di un sogno. Di un uomo solo che entra per l’ultima volta nella casa dove ha sempre vissuto e che dovrà lasciare all’alba. Ogni cosa che tocca è un ricordo: una lettera, una foto, un vaso di fiori e ogni ricordo apre un piccolo racconto emotivo. Una riflessione sulla solitudine e sulla possibilità di poter tornare a sorridere quando tutto sembra perduto, riuscendo a guardare il mondo.

Teatrino della Marignana – Gigio Brunello
Lumi dall’alto – Corse clandestine in città 10.12.2016 | 21:00

di Gigio Brunello e Gyula Molnar
regia Gyula Molnar
scenofonia Lorenzo Brutti
sculture Gigio Brunello
dipinti Lanfranco Lanza
musiche Rosa Brunello eseguite da Rosa Brunello Quintet
Quando Kira mi raccontò questa storia, era incinta del primo bimbo. Mi aveva fatto vedere il video del suo matrimonio: lei con lo sposo e gli invitati che percorrono velocemente i viali di un parco e guardano sorridenti in telecamera. Mi spiegò che quel video era un falso, l’avevano girato, di nascosto dai proprietari, in una villa veneta approfittando del giorno di chiusura del ristorante e grazie al giardiniere albanese loro amico. Soldi per un matrimonio vero e proprio non ne avevano ma quel video serviva per far felici i parenti rimasti in Albania. E pensare che papà e mamma avevano già combinato un matrimonio con un cugino ricchissimo che viveva a Canadà. Così cominciò a raccontarmi la sua storia fin da quando era partita in gommone col suo fratellino.
Dopo la Mestre operaia (Vite senza fine) e quella del Risorgimento (Teste calde), a completare la Trilogia, uno spettacolo sui migranti e la città.
Gigio Brunello è autore di teatro, attore e burattinaio. Negli ultimi quindici anni, spesso in collaborazione con il regista Gyula Molnar, ha presentato al pubblico con il linguaggio dei burattini e del teatro di figura spettacoli originali e rivisitazioni di classici da Leopardi (Operette morali) a Goldoni a Büchner e Shakespeare.

Gigio Brunello
Big Five – A savana big animals show 22.01.2017 | 16:30

Autore: Gigio Brunello
Regia: Gyula Molnar
Lo spettacolo vincitore della Marionetta d’Oro (uno dei più prestigiosi riconoscimenti italiani dedicati al teatro di figura) ,uno degli spettacoli simbolo del teatro di figura degli ultimi decenni, adatto ad un pubblico di tutte le età, una storia di natura, di animali di viaggi e cacciatori con turisti di safari e camionisti che sfrecciano.
In The big five sono le sculture di animali di legno o con meccanismi e suonerie i veri protagonisti. Assisteremo al gran tour di un giovane rinoceronte che sogna la neve o al viaggio vittorioso di una famiglia di paperi dentro il ventre del coccodrillo e a tante altre avventure. Figure, pupazzi, parola ed oggetti sono gli elementi chiave di questo spettacolo, la cui regia porta la firma di Gyula Molnar, apprezzatissima da oltre un decennio pubblico e critica, non solo in Italia, ma anche in Europa. Il protagonista colora la scena con un grammelot musicale fra grandi sculture di legno, fra spagnolo, portoghese e pavano, trasportando lo spettatore, come per incanto, in un’Africa immaginaria, fatta di sogno, di favole, legno, leggende e musiche giunte da molto lontano. Lo spettacolo è nato in occasione di una tournée in Mozambico nel marzo del 1999, dove fu presentato nelle città e nei villaggi dell’interno.

Simone Cristicchi
Mio nonno è morto in guerra 29.01.2017 | 18:00

Mio nonno si chiamava Rinaldo e, per fortuna sua e mia, non è morto in guerra. Partì come tanti altri per la campagna di Russia, ma a differenza di molti riuscì a tornare indietro. Però per tutto il resto della sua vita ha sempre avuto freddo. Anche d’estate, seduto in terrazza in pieno sole, teneva una coperta sulle gambe e un giacchetto sulle spalle. Perché il freddo della guerra gli era entrato dentro…
Lo spettacolo è un vivace e appassionante mosaico i cui protagonisti sono piccoli eroi quotidiani, uomini e donne attraversati da uno dei più violenti terremoti della Storia: la seconda guerra mondiale. Storie di bombardamenti nelle borgate romane, storie di fame, di madri coraggiose, di prigionieri in Africa, di soldati congelati nella ritirata di Russia. Storie di lager e lotta partigiana. Testimonianze reali e inedite raccolte dall’autore, che ci trasportano tra le voci potenti di un’umanità nascosta tra le macerie. In un’ epoca di bombe intelligenti e guerre umanitarie, questi preziosi testamenti di memoria diventano un monito per tutti, e uno stimolo alla costruzione di un futuro di pace.
Lo spettacolo è tratto dall’omonimo libro di Simone Cristicchi edito da Mondadori e pubblicato nel marzo 2012, e che raccoglie 57 piccole storie di reduci, partigiani, civili sopravvissuti alla Seconda Guerra Mondiale.

Stivalaccio Teatro
Don Chisciotte 19.02.2017 | 18:00

Tragicommedia dell’arte
Soggetto originale di Marco Zoppello
Elaborazione dello scenario Carlo Boso e Marco Zoppello
Dialoghi Carlo Boso e Marco Zoppello
Interpretazione e Regia Marco Zoppello e Michele Mori
Costumi e Fondale Antonia Munaretti
Maschere Roberto Maria Macchi
Struttura scenografica Mirco Zoppello
Consulenza Artistica Carlo Boso
Giulio Pasquati, Padovano, in arte Pantalone e Girolamo Salimbeni, Fiorentino, in arte Piombino, sono due attori della celebre compagnia dei Comici Gelosi, attiva e applaudita in tutta Europa tra il 16° e 17° secolo. Sono vivi per miracolo. Salgono sul palco per raccontare di come sono sfuggiti dalla forca grazie a Don Chisciotte, a Sancho Panza ma sopratutto grazie al pubblico. A partire dall’ultimo desiderio dei condannati a morteprendono il via le avventure di una delle coppie comiche più famose della storia dellaletteratura, filtrate dall’estro dei due saltimbanco che arrancano nel tentativo diprocrastinare l’esecuzione, tra mulini a vento ed eserciti di pecore.
E noi, attori dietro i personaggi attori abbiamo attinto in assoluta libertà a quel contenitore straordinario che è il Don Chisciotte, rimasticandolo in un tosco-veneto condito di emilianismi e francesismi e prendendoci il permesso di tirare per la giacchetta autori come Leopardi, Pulci, Ruzzante, Dante, De la Barca, Shakespeare e tanti altri.

Maria Paiato – Arianna Scommegna
Due donne che ballano 10.03.2017 | 21:00

di Josep Maria Benet i Jornet
Regia Veronica Cruciani
Due autentiche stelle della scena italiana, le pluripremiate Maria Paiato (Premio Borgio Verezzi 1994, Premio Flaiano 2001, Premio della Critica Teatrale 2004, Premio Olimpici del Teatro 2004 e 2007, Maschera d’Oro 2005, Premio Ubu 2005 e 2006, Premio Eleonora Duse 2009, Premio Hystrio 2010) e Arianna Scommegna (Premio Lina Volonghi 1997, Premio della Critica Teatrale 2010, Premio Hystrio 2011, Premio Ubu 2014), splendidamente dirette da un altro talento della scena italiana, Veronica Cruciani.
Una donna anziana e una giovane chiamata a farle da badante. Tutte e due schive, energiche, sarcastiche ed eroiche. Si odiano e si detestano perché sono simili, perché ognuna ha bisogno dell’altra, e, nella solitudine delle rispettive vite, sono l’una per l’altra l’unica presenza confortante. Consumano le poche ore alla settimana che passano insieme beccandosi, pungendosi e confessando di sé quello che solo a un estraneo si riesce a confessare. Ballano. Come balla una nave in balìa delle onde. Ballano la danza dell’esistenza dura e difficile di chi porta dentro una sofferenza ma fuori esibisce una faticosa immagine di forza e autosufficienza. E per questo ballo non ci sono cavalieri, non ci sono uomini possibili, non ci sono mariti, padri o figli ad accompagnarle. Ma solo due donne che ballano.

Zero Infinito – Culture in movimento
Teatro G. Comisso , Villa Guidini di Zero Branco (TV)
info fonte e biglietti;
Echidna Associazione Culturale
tel 041412500 – 3409446568 (giorni feriali, orari d’ufficio) info@echidnacultura.it
Biblioteca Comunale di Zero Branco tel 0422 485518 biblioteca@comunezerobranco.it

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