A Palazzo Bomben di Treviso Paesaggi che cambiano 2018 2018-11-26
Time To Lose

Fondazione Benetton

A Palazzo Bomben di Treviso Paesaggi che cambiano 2018

Paesaggi che cambiano agli Spazi Bomben.

cineforum in Fondazione Benetton.

ottobre dicembre 2018 – ore 21:00.

Paesaggi che cambiano è la Rassegna cinematografica dedicata a Andrea Zanzotto organizzata c/o l’Auditorium spazi Bomben di Treviso.

Mercoledì 28 novembre alle ore 20 con la presentazione del libro Veneto 2000: il cinema.
Identità e globalizzazione a Nordest, a cura di Antonio di Costa, Giulia Lavarone e Farah Polato (Marsilio, 2018), una riflessione sul sistema-cinema in Veneto e sugli importanti cambiamenti che l’hanno contraddistinto negli ultimi anni, e, a seguire, con la proiezione del film Resina (Italia 2017, durata 90’) di Renzo Carbonera. Un coro di uomini. Un direttore donna. Una famiglia e una piccola comunità che hanno bisogno di ritrovare il senso d’unione per affrontare la sfida del domani. In un caleidoscopio di personaggi, che tinge di ironia e ritmo il racconto di un piccolo mondo alle prese con lo spauracchio del cambiamento climatico, emerge la storia di una giovane donna in un mondo di uomini.
Intervengono alla serata, a ingresso libero, l’attore Mirko Artuso, il regista Renzo Carbonera e il curatore del libro, Antonio Costa, docente di cinema all’Università di Padova.

Veneto 2000: il cinema.

Identità e globalizzazione a Nordest
La nascita delle film commission e di significative realtà produttive e distributive, l’emergere di nuovi registi, nuovi attori e centri di formazione, l’apertura dei multiplex. Il sistema–cinema in Veneto ha conosciuto negli ultimi anni importanti cambiamenti che riflettono in parte quelli nazionali. Nel frattempo, anche la nostra regione è andata incontro alla crisi economica e a una crescente tensione fra rivendicazioni localistiche e spinte della mondializzazione. Il cinema ha saputo farsi interprete di queste dinamiche? E in che modo i cambiamenti hanno contribuito alla formazione di una diversa identità territoriale e culturale del cinema veneto?

Resina

La giovane violoncellista Maria è delusa dallo spietato mondo della musica. Ritorna al paesino di montagna delle sue origini, una piccola enclave isolata dove si parla ancora una lingua arcaica, il cimbro, e dove ritrova una situazione familiare complessa. Quasi per caso, o forse perché è impossibile non trovarsi all’unico bar della piazza, Maria entra in contatto con il glorioso coro polifonico maschile di cui faceva parte suo nonno e accetta la sfida lanciata da Quirino di riportarlo all’antico splendore in vista di un fantomatico concorso canoro.

Racconta il regista Renzo Carbonera

L’intera storia è ispirata alle vicende recenti del Coro Polifonico di Ruda, un coro friulano di tradizione austro-ungarica, che ha saputo reinventarsi recentemente fino a diventare uno dei migliori cori maschili al mondo, da quando la direzione è stata affidata a un’ambiziosa musicista, Fabiana Noro.

Partendo da questo antefatto e dalla disponibilità del coro di Ruda a eseguire le musiche per il film, ho colto la necessità di dare motivazioni a luoghi un po’ in disparte, dove ogni tanto qualcuno o qualcosa si deposita, magari in attesa di un’onda che se lo riporti via. Maria, Quirino, i coristi sono tutti personaggi inattesi nel loro piccolo successo, perché si ritrovano a combattere, chi più e chi meno, contro la tentazione di darsi per sconfitti, scollegarsi.

La parabola di Maria ed il suo legame contraddittorio con un’espressione di bellezza come la musica, segue la parabola della comunità che lei va a illuminare, alle prese con le prime difficoltà che il clima sta iniziando a porre, in maniera a volte appena percettibile ma già inesorabile, un po’ ovunque su questo pianeta.

Del resto in molte comunità, soprattutto dell’arco alpino e soprattutto piccole, il coro del paese è un fondamentale collante sociale, una resina appunto. Infatti, un importante elemento di ispirazione l’ho poi trovato nella mia storia familiare: al funerale di mio nonno ero seduto in una chiesa gremita, tre preti officianti, due bande musicali, i veterani in divisa. Ho chiesto come mai ci fosse tutto questo dispiegamento di forze, e mi è stato risposto come se fosse la cosa più ovvia del mondo: tuo nonno era il direttore del coro del paese.

La rassegna si concluderà

mercoledì 5 dicembre alle ore 21 con Asfalto. Pensare metà / Vuota / Una storia d’amore (Italia 2017-2018, durata 55’) di Dimitri Feltrin. Insieme al regista interverranno il sindaco di Riese Pio X, Matteo Guidolin, e l’ideatore del progetto, Dario Antonini (collettivo Fotosocial). I tre cortometraggi che compongono la trilogia Asfalto raccontano altrettante storie personali legate al passaggio della Superstrada Pedemontana Veneta sul territorio trevigiano, tralasciando gli aspetti economici e ambientali per concentrarsi, per una volta, su quelli definibili come i suoi costi umani, raramente presi in considerazione.

La serata è a ingresso libero.
Auditorium spazi Bomben
via Cornarotta 7, Treviso.
Fondazione Benetton Studi Ricerche
info : www.fbsr.it

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