Foto

E79-01 / Chi avrebbe mai dedicato attenzione a un sassolino?

MOSTRA FOTOGRAFICA – Fotografie di: Gian Paolo Serna e Arcangelo Piai
Mostra a cura di: Dasler progetti culturali Con il patrocinio di: Provincia di Treviso
Dal 05/09/2008 al 20/09/2008 presso Spazio Paraggi, Via Pescatori 23, Treviso
Vernice: venerdì 5 settembre 2008 ore 18.30

Lo Spazio Paraggi di Treviso inaugura l’apertura della nuova stagione 2008/09 con la mostra fotografica "E79-01". Da sempre interessato alla promozione di eventi di caratura artistica e alla proficua collaborazione tra il mondo dell’impresa e dell’arte,

lo Spazio Paraggi decide di dare rilievo a una mostra fotografica che tocca nel vivo la realtà imprenditoriale del nostro territorio. L’evento si realizza grazie alla collaborazione con la società Edil79 che rappresenta uno degli esempi più illuminati, di qualità e successo, tra le numerose aziende che caraterizzano il Nord-Est italiano. Edil79, nata come laboratorio artigianale ha saputo trasferire la competenza e l’esperienza acquisite nel tempo in una produzione di tipo industriale. L’azienda si presta ad affrontare le nuove sfide, che la modernità e il mercato impongono, dando luogo a una serie di iniziative di carattere culturale e di ricerca, volte a creare un "ambiente creativo" adatto allo sviluppo tecnologico e scientifico della propria attività e permettendo ad artisti e ricercatori di potersi esprimere.

La mostra ospita una serie di scatti realizzati da Arcangelo Piai e Gian Paolo Serna dello Studio Amarcord di Conegliano. Le fotografie, già presentate al Festival Orvieto Fotografia 2007 e vincitrici con Edil79 del premio QIP (qualifica riconosciuta da tutte le associazioni professionali), vengono per la prima volta esposte nella loro completezza. La visione d’insieme della mostra viene a costituire un risultato talmente organico da aver portato alla realizzazione di un libro fotografico curato dall’architetto Massimo De Conti, edito da Canova Edizioni, che verrà presentato allo Spazio Paraggi il 16 settembre. Il libro racchiude tutte le fotografie esposte, impreziosite dall’introduzione del Presidente della Provincia di Treviso Leonardo Muraro e da quella del critico Guido Cecere. Come quest’ultimo sottolinea nella premessa, "Quella che viene fuori dalla mano e dall’occhio dei due autori è una realtà semplice e quotidiana senza forzature e pose costruite ma piuttosto una realtà indagata, cercata e raccontata attraverso il sapiente uso del linguaggio del frammento. […] Chi avrebbe mai dedicato attenzione ad un sassolino e a come questo instaura un "dialogo" con le dita di un operaio di colore? E quale mezzo se non una fotografia sensibile e delicata può raccontarci la serenità di uno sguardo che si legge negli occhi sorridenti di un operaio colto di sorpresa nella sua quotidiana mansione?".
La fotografia dei due artisti riesce dunque a dare una visione d’insieme e racconta, proprio come un reportage, il lavoro della fabbrica e degli uffici intesi come team di collaborazione produttiva e creativa. Gli scatti risaltano per l’attenzione al dettaglio riservata a ogni situazione, e si distinguono per la capacità di cogliere la poesia di un gesto apparentemente monotono e ripetitivo, quasi il lavoro sia fatto di fatica ma anche e soprattutto di dedizione e attenzione ad ogni particolare; lo sguardo accorto e sensibile dei fotografi riesce dunque a trasformare la mansione quotidiana dell’operaio in una sublimazione poetica che dà spazio al dettaglio, alla luce, al movimento. L’espressività che qualifica le fotografie viene resa anche grazie ad un uso molto esteso del colore, che, come sottolinea ancora una volta Cecere, gli autori “adoperano con grande disinvoltura e modernità. Lo cercano, lo trovano e lo esaltano nelle riprese diurne ma anche e soprattutto nelle notturne o in quelle illuminate dalla luce artificiale, dove sanno abilmente sfruttare le diverse qualità delle varie fonti di luce, quella che tecnicamente si chiama "temperatura" della luce che da luogo a miscele di tinte insolite, affascinanti e persino surreali”.
La fotografia riesce a dare il massimo di sè in questi scatti con l’uso del mosso e della traccia, in grado di restituire un’idea di movimento e di dinamicità in senso letterale (come lavoro manuale) e figurato (inteso come approccio aziendale).

Nota biografica:

Lo studio fotografico Amarcord nasce nel 1999 dall’unione professionale di Gian Paolo Serna e Arcangelo Piai, da anni attivi nell’ ambito della fotografia professionale in diversi campi quali il reportage, la moda, l’ architettura, il ritratto e la fotografia di matrimonio.
La filosofia aziendale dello studio è da sempre orientata verso un prodotto con una valenza culturale ed estetica in linea con il linguaggio visivo dei nostri tempi, non solo nell’ambito della comunicazione pubblicitaria ma anche nel servizio ai privati come il reportage matrimoniale o nel ritratto.

"La nostra fotografia non nasce semplicemente dalla spinta commerciale, ma anzi è in primis il frutto della nostra ricerca personale trasferita nel lavoro che ci appassiona e ci stimola giorno per giorno a creare servizi sempre più originali ed unici".
Gian Paolo Serna, Arcangelo Piai

Orari di apertura:
dal martedì al sabato
dalle ore 16.30 alle 20.00

Inaugurazione: venerdì 5 settembre 2008 ore 18.30

INGRESSO LIBERO

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