Il Giappone in Mostra a Casa dei Carraresi di Treviso 2019-03-20
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Mostra

Il Giappone in Mostra a Casa dei Carraresi di Treviso

Mostre a Treviso.

Il Giappone Terra di Geishe e Samurai in Mostra a Casa dei Carraresi.
dal 4 aprile al 30 giugno 2019.

La mostra Giappone Terra di Geishe e Samurai, in programma a Casa dei Carraresi dal 4 aprile al 30 giugno 2019, offre uno sguardo sull’arte, la cultura e i costumi del Giappone antico attraverso le opere raccolte in alcuni decenni da Valter Guarnieri, collezionista trevigiano con una grande passione per l’Asia orientale.
Paraventi, dipinti, fotografie, armature e oggetti databili tra il 1300 e il 1900 saranno esposti per raccontare gli aspetti di una civiltà di rara eleganza e sofisticatezza.
Lo straordinario rapporto dei giapponesi con la natura e l’alternarsi delle stagioni, la determinazione assoluta dei samurai e la grazia sopraffina della geisha: questi alcuni degli argomenti più importanti che saranno trattati nelle diverse sale espositive di Casa dei Carraresi.
scarica QUI la Brochure della Mostra sul Giappone
La mostra è a cura di Francesco Morena, esperto di arte e cultura giapponesi. Morena ha pubblicato per Giunti le monografie di Hiroshige e Hokusai.

La Mostra

Il percorso si sviluppa per isole tematiche, approfondendo da un lato i molteplici aspetti relativi ai costumi e alle attività tradizionali del popolo giapponese, dall’altro creando dei focus sulle peculiarità e sulla storia della collezione.
L’apertura dell’esposizione non poteva che essere dedicata al binomio Geisha e Samurai. Il Giappone tradizionale è infatti un paese popolato di bellissime donne, le geisha, e audaci guerrieri, i samurai. La classe militare ha dominato il paese del Sol Levante per lunghissimo tempo, dal XII alla metà del XIX secolo, imponendo il proprio volere politico ed elaborando una cultura molto raffinata la cui eco si avverte ancora oggi in molti ambiti. La geisha, o più in generale la beltà femminile così come la intendiamo noi (volto ovale cosparso di cipria bianca, abiti elegantissimi e modi cadenzati), ha rappresentato per il Giappone un topos culturale altrettanto radicato, dalle coltissime dame di corte del periodo Heian (794-1185) alle cortigiane vissute tra XVII e XIX secolo, così ben immortalate da Kitagawa Utamaro (1753-1806), il pittore che meglio di ogni altro ha restituito la vivacità dei quartieri dei piaceri di Edo (attuale Tokyo).

Dal mondo degli uomini a quello degli dei

sintesi di credenze autoctone e influenze provenienti dal continente asiatico. Il Buddhismo, in particolare, di origini indiane, giunse nell’arcipelago per tramite di Cina e Corea. Esso ha permeato profondamente il pensiero giapponese, soprattutto nella sua variante dello Zen, che in questa sezione è testimoniata da un gruppo di dipinti nel formato del rotolo verticale raffiguranti Daruma, il mitico fondatore di questa setta.
Questo affascinante avvicinamento all’arte e alla cultura nipponica continua introducendo alla quotidianità del suo popolo: dalle attività di intrattenimento come il teatro Kabuki, dall’utilizzo del kimono alla predilezione degli artisti giapponesi per la micro-scultura. Di quest’ultima troviamo esempio nel nucleo di accessori legati al consumo del fumo di tabacco.

Il Giappone e la natura

Non meno affascinante è il percorso che vede le storie tradizionali e i temi legati alla letteratura, diventare raffinati soggetti di dipinti.
Il clou della grande mostra è riservato al rapporto tra i giapponesi e la natura, che nello Shintoismo, la dottrina filosofica e religiosa autoctona dell’arcipelago, è espressione della divinità. Questa relazione privilegiata con la Natura viene qui indagata attraverso una serie di dipinti su rotolo verticale, parte dei quali realizzati tra Otto e Novecento, agli albori del Giappone moderno.
A metà dell’Ottocento, dopo oltre due secoli di consapevole isolamento, il paese decise di aprirsi al mondo. Così, nel volgere di pochi decenni, il Giappone avanzò con convinzione verso la modernità. Intanto europei e statunitensi cominciarono ad apprezzare le arti sopraffini di quel popolo e molti giunsero a scoprire il mitico arcipelago. Il mutato scenario portò molti artisti ad adottare tecniche e stili stranieri, e molti artigiani a produrre opere esplicitamente destinate agli acquirenti forestieri.
Tra le forme d’arte inedite per il Giappone di quei tempi, la fotografia d’autore occupa senz’altro un posto d’elezione. Gli stranieri che visitavano l’arcipelago molto spesso acquistavano fotografie per serbare e condividere un ricordo di quel paese misterioso e bellissimo. È il caso dello sconosciuto che acquisì il nucleo esposto in mostra, il quale annotò in lingua spagnola, a margine delle fotografie, le descrizioni dei luoghi e delle attività raffigurate nei suoi scatti.

L’ultima sala

è riservata ad una delle forme d’arte più complesse e insieme più affascinanti del Giappone, la scrittura. Grandi paraventi ornati di potenti calligrafie concludono l’esaltante percorso espositivo.

informazioni pratiche

biglietteria
Intero: € 12,00
Ridotto: € 10,00 (gruppi min. 10 persone, soci Fai, Arci e Touring Club, possessori biglietto Trenitalia con destinazione Treviso)
Ridotto speciale: € 8,00 (studenti dai 6 ai 26 anni)
Ridotto famiglia: € 8,00 (min. 2 adulti e 1 minorenne)
Gratuito: giornalisti previo accredito presso l’ufficio stampa (gestione3@studioesseci.net), guide turistiche con tesserino, insegnanti accompagnatori, disabili non autosufficienti con accompagnatore
orari
Dal martedì al venerdì: 10 – 19
Sabato, domenica e festivi: 10 – 20
prenotazioni – 0422 513150 mostre@artikaeventi.com
La mostra è prodotta da Artika presso Casa dei Carraresi con la collaborazione di Fondazione Cassamarca e il patrocinio della Città di Treviso.

Casa dei Carraresi
Via Palestro 33/35 31100 – Treviso
info : www.casadeicarraresi.it

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