Mostra d’arte Contemporanea / TRA – Treviso Ricerca Arte 2009-05-15
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Artisti

Mostra d’arte Contemporanea / TRA – Treviso Ricerca Arte

Hanno inizio le grandi mostre di arte contemporanea di TRA – Treviso Ricerca Arte, l’associazione trevigiana che promuove l’arte moderna e contemporanea.
Il primo importante appuntamento è “SECOND SKIN”, mostra a cura di Valerio Dehò, che si svolgerà allo Spazio Paraggi di Treviso dal 16 maggio al 27 giugno 2009, con inaugurazione il 16 maggio 2009.

Mostra d’arte contemporanea 16 maggio – 27 giugno 2009  presso Spazio Paraggi – via Pescatori 23 – Treviso
Mostra a cura di:Valerio Dehò

Orari di apertura: dal mercoledì al sabato, dalle ore 16.30 alle 20.00
INGRESSO LIBERO
INAUGURAZIONE sabato 16 maggio alle 18.30 presso Spazio Paraggi di Treviso

Con opere di:
Adriano Persiani
Aldo Tagliaferro
Cecilia Paredes
Cristina Gallmetzer
Daniele Buetti
David La Chapelle
Franko B
Karin Andersen
Nicole Tran Ba Vang
Orlan
Pietruccia Bassu
Robert Gligorov
Sandy Skoglund
Urs Lüthi
Vanessa Beecroft
Yanagi Miwa
Yasumasa Morimura
Yumi Karasumaru

Hanno inizio le grandi mostre di arte contemporanea di TRA – Treviso Ricerca Arte, l’associazione trevigiana che promuove l’arte moderna e contemporanea.
Il primo importante appuntamento è “SECOND SKIN”, mostra a cura di Valerio Dehò, che si svolgerà allo Spazio Paraggi di Treviso dal 16 maggio al 27 giugno 2009, con inaugurazione il 16 maggio 2009.
La contemporaneità è mancanza di punti di riferimento e la mutevolezza diviene così l’unica scelta stabile. La “seconda pelle” è allora una sorta di proiezione che dall’interno si rivolge all’esteriorità, un qualcosa però di non definitivo, di non riducibile in definizioni chiuse. Questi i temi attorno a cui si snoda la riflessione di “SECOND SKIN”, una rappresentazione provocatoria dell’identità, fortemente collegata alla ricerca di se stessi.
In Gligorov, ogni opera è la scoperta di una nuova dimensione, di un altro aspetto e di un’altra natura di cui l’uomo rivela il senso e porta un segno indelebile nella propria esperienza.
Nel mondo contemporaneo, quello che le persone fanno è di cercare di capire cosa e chi sono. Pochi lo sanno, la maggioranza erra tra le varie identità che la società fornisce sotto forma di merce: la manipolazione estetica a cui Orlan sottopone il proprio volto, trasformandolo e mettendone in evidenza il risvolto mostruoso e inquietante, è il segno dei tempi in cui siamo immersi, in cui l’individuo è condotto direttamente al centro della mutevolezza e dell’artificialità sintetica.
Corpo e vestito non sono più distinguibili: Nicole Tran Ba Vang usa il corpo come una superficie assorbente, come supporto per il segno e spazio architettonico dell’opera, per mostrare non senza ironia, il paradossale camaleontismo umano nell’adeguarsi agli stili, alle forme e alle tendenze. Anche Miwa Yanagi nei suoi lavori affronta il corpo come un valore spaziale, cromatico, compositivo e formale, un’unità replicabile su cui costruire accumulo, dispersione e uniformazione ad un contesto.
È l’arte la forma di comunicazione simbolica con il futuro e con ciò che non è immediatamente percepibile. Ed è proprio la riflessione sul tempo che caratterizza la ricerca artistica di Urs Lüthi: il tempo, in questa prospettiva, ha un ruolo fondamentale, e non solo nella sua componente degenerativa, come negli autoritratti sull’invecchiamento, ma anche nella sovrapposizione infinita del suo scorrere, nell’accumulo, e nella nostalgia degli sguardi e delle forme. E ancora, le preformance di Vanessa Beecroft rappresentano una sintesi di equilibrio e architettura dell’opera, che concepita come un evento dalla forma e dalla struttura stabilita, si offre come messa in scena di un’indagine sul rapporto tra persona e contesto, sulla moltiplicazione dell’ individuo e la sua relazione con il tempo.
Il corpo resta un limite, l’ultimo urlo possibile per avvicinarci alla verità. Seconda, terza, quarta pelle… il corpo mutante oggi è l’unica forma di permanenza e di certezza.
L’arte contemporanea riflette quindi il paradosso di Oscar Wilde “Solo le persone superficiali non giudicano dalle apparenze”: possiamo solo fidarci delle apparenze, anche se queste sono tantissime, anche se cambiano continuamente, anche se sappiamo che sono tali e non potranno mai cambiare. Viviamo all’interno del verosimile e non del vero, viviamo all’interno di un simulacro e presupponiamo che all’esterno esista qualcosa di reale. Ma non possiamo esserne sicuri: restiamo in attesa dell’ennesima “seconda pelle” che ci inviteranno ad indossare, aspettando sempre quella che ci appartiene veramente.

Attorno alla mostra “SECOND SKIN” gravitano una serie di appuntamenti che coinvolgeranno la città.

/// Martedì 12 maggio alle ore 19.00, presso l’auditorium di Palazzo Bomben di Treviso, conferenza dal titolo “Aspettando la Biennale: l’Arte contemporanea tra crisi e nuove tendenze”, tenuta dal prof. Pierluigi Sacco,  docente ordinario di Economia della Cultura presso l’Università IUAV di Venezia. L’intervento di apertura sarà a cura del prof. Valerio Dehò, Direttore artistico di Treviso Ricerca Arte. La serata sarà inaugurata dal dott. Ennio Bianco, Vicepresidente di TRA.

/// Sabato 23 maggio alle ore 18.00, “performance in vetrina” dell’artista Yumi Karasumaru, presso il negozio COIN di Treviso.

/// Mercoledì 17 giugno alle ore 20.30, presso Palazzo Bomben, proiezione del film “L’invenzione di Morel” (ITA,1974), alla presenza del regista Emidio Greco e dell’attore Giulio Brogi. Seguirà il dibattito presieduto dal Direttore artistico di TRA, Valerio Dehò.

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