Inverno al museo in Famiglia 2011 – Museo Santa Caterina 2011-03-18
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Santa Caterina

Inverno al museo in Famiglia 2011 – Museo Santa Caterina

Laboratori didattici e grandi pittori veneti nell’ultimo appuntamento con “Inverno al museo in Famiglia”. Domenica 20 marzo termina la rassegna promossa dalla Città di Treviso e da Vivarte, ideata per conoscere il passato attraverso il patrimonio dell’ex convento di S. Caterina. I “risultati” dei laboratori invernali diverranno la mostra “Segni e Materia da un incontro con gli artisti” , che inaugurerà sabato 7 maggio alle ore 16 al Museo di Santa Caterina di Treviso
E’ una domenica da passare ascoltando storie che arrivano dal passato, per capire il presente, e facendo librare la propria creatività quella proposta per il 20 marzo dal Comune di Treviso e dall’Associazione Culturale Vivarte che, attraverso visite tematiche per gli adulti e laboratori didattici per i più giovani nell’ambito del progetto “Inverno al Museo in famiglia”, intendono coinvolgere grandi e piccini nella conoscenza dei tesori custoditi al Museo di Santa Caterina di Treviso.

Le visite, guidate da Morena Abiti, di Vivarte, questa volta condurranno gli adulti verso la conoscenza delle opere di Arturo Martini e degli artisti veneti del Novecento, custodite nella Pinacoteca: si ripeteranno sia alle 10,30 che alle 15,30.

A bambini e ragazzi sono invece riservati i percorsi didattici e laboratori gratuiti, con inizio alle 10.15. In particolare, si svolgerà il laboratorio “Superfici e materia”, che sarà ispirato al tema “Ri-vedo, ri-fletto, ri-utilizzo”, per imparare dal passato e per poter così guardare coscienziosamente al futuro. Attraverso il contatto e l’osservazione delle cose, verrà proposto di valorizzare e creare nuove opere da inserire in un nuovo contesto attraverso l’utilizzo di materiali di riciclo per evidenziare le difficoltà del nostro mondo di smaltire i rifiuti, ma anche per riflettere su come poterne limitare la produzione. Pertanto si guideranno gli “artisti in erba” a produrre elaborati che non ricerchino la perfezione, quanto piuttosto che esaltino le capacità creative a partire dall’osservazione delle superfici, per poi iniziare a colorare, tagliare, incollare e assemblare dando vita a strutture bidimensionali o tridimensionali (le proposte saranno diversificate secondo una graduatoria di difficoltà concettuali e manuali).

Tutti i lavori realizzati durante le domeniche al museo, saranno protagonisti della mostra “Segni e materia da un incontro con gli artisti” (ingresso gratuito), evento organizzato per sabato 7 maggio alle 16 durante il quale verrà anche presentato il quaderno didattico “La famiglia: dai veneti antichi ai giorni nostri” realizzato da Sara Paris, Maddalena Calandri e Morena Abiti.

Sempre per i ragazzi, oltre ai laboratori, saranno organizzate visite guidate che verteranno sul tema dei materiali per arrivare alla conoscenza dei tesori del Museo di Santa Caterina, tra dipinti e sculture dei più noti artisti locali. A rendere più frizzanti la visita e l’incontro con il patrimonio museale da parte dei più giovani, sarà il coinvolgimento di 120 studenti dell’Istituto Alberghiero “Albertini” di Treviso e del Liceo Ginnasio Statale cittadino “Antonio Canova”, che, opportunamente formati dagli esperti di Vivarte, si metteranno a disposizione dei più piccoli.

Il programma di domenica 20 marzo si concluderà con un concerto per tutta la famiglia alle 17 a cura dell’Esemble dell’Istituto Musicale “Maurice Ravel”, giovane orchestra trevigiana formata da 20 strumentisti di età compresa tra i 10 e i 20 anni. Tra i brani proposti, Il Bolero… della “Ravel”! (P. Zambon), Allegro molto dalla “Sinfonia n. 40” (W.A. Mozart, arr. L. Verrini e M. Ferrari), Concerning Hobbits (H. Shore, arr. E. Menegaldo), Allegro da “Eine kleine Nachtmusik” (W. A. Mozart, arrangiamento J. Van der Goot), tema de “L’inverno” – A. Vivaldi, versione jazz di A. Cerino), “Libiam ne’ lieti calici – Brindisi” dall’opera “La Traviata” (G. Verdi, adattamento L. Verrini e M. Ferrari).

L’iniziativa, realizzata con la collaborazione di Regione del Veneto, Fondazione Veneto Banca, Associazione Amici dei Musei e dei Monumenti di Treviso e Fucina Ervas, patrocinata dalla Sovrientendenza Beni Artistici e Storici D.E.A. e dall’Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto – Direzione Generale, è stata inaugurata il 7 novembre e si concluderà il 20 marzo.

Affiancano infine “Inverno al museo in famiglia” le numerose proposte per promuovere la conoscenza del patrimonio del Museo di Santa Caterina e del territorio trevigiano riassunte nel “Progetto scuola” di Vivarte: dai percorsi tematici per le classi, agli approfondimenti dedicati alla “Famiglia veneta”, alla “Famiglia romana”, alla “Famiglia medioevale” e alla “Famiglia rinascimentale”, ai “Laboratori del fare” per le classi e a quelli per gli insegnanti, e, per concludere, ai percorsi offerti durante la “Settimana dedicata ai beni culturali” e alla proposta “Didatticamente… museo!”, esperienza di approccio al museo rivolta a utenti diversamente abili.

Le attività domenicali sono gratuite e aperte a tutti.

Per gli adulti, l’ingresso al museo è di € 3,00.

Per informazioni:

Associazione Culturale Vivarte – tel. 329 3270597, 340 3436215,

email info@associazionevivarte.org www.associazionevivarte.org

Ufficio stampa Associazione culturale Vivarte

Koiné Comunicazione

*Vivarte è un’associazione culturale da anni attiva nel panorama didattico e culturale della Città di Treviso, con presenze e proposte operative rivolte alle testimonianze storico – artistico del territorio e in occasione di manifestazioni culturali.

**I lavori di costruzione della Chiesa e del Convento di Santa Caterina, oggi sede principale dei Musei Civici di Treviso, ebbero inizio nel 1346 nell’area della città che era stata adibita a “piazza della legna” e che un tempo ospitava il Palazzo dei Da Camino, abbattuto dalla furia del popolo nel 1318.

La costruzione della Chiesa, iniziata durante la Pretura di Andrea Cornaro, fu ultimata solo alla fine del 1300 a causa di numerose sospensioni. Al complesso di Santa Caterina fu aggiunta anche la Cappella dei Innocenti (così chiamata in ricordo degli innocenti sacrificati da Erode), che si suppone essere stata parte della costruzione del preesistente palazzo.

Da allora la sua destinazione d’uso, nell’arco della storia, cambiò numerose volte passando da Chiesa del Convento dei Servi di Maria, dedicata a Santa Caterina, a sede di altri ordini religiosi.

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